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Da Canvas alle Instant Experience: la novità Facebook 

14/09/2018

Da Canvas alle Instant Experience: la novità Facebook 

Fino ad ora note come Facebook Canvas, le campagne Instant Experience stanno soppiantando il modello precedentemente citato, divenendo il metodo migliore di promozione per chi si occupa della gestione delle pagine facebook e del web marketing in generale, tanto da vedere raddoppiato il numero di campagne che utilizzano questo modello. L’advertising non cambia la propria natura, ma le novità sono diverse, tra cui nuovi template, l’inserimento di Facebook pixel e la possibilità di raccogliere dati con un sistema di tracciamento di terze parti. Entriamo ora nello specifico di questa novità targata Facebook.

Perché Instant Experience Ads?

Il tempo di caricamento è fondamentale, lo abbiamo visto in questi ultimi anni; ormai tutto ruota intorno ad un’ottica che favorisce il mobile friendly, per cui la fruizione di contenuti deve essere il più rapida e semplice possibile. Parlando di siti, Google penalizza la pesantezza delle pagine, poiché portano ad un caricamento lento dei contenuti, favorendo d’altra parte la leggerezza, l’ottimizzazione e l’aspetto responsive; la velocità favorisce la rendita e sono anche dei dati a dircelo:

  • 1-3 secondi di caricamento rendono possibile aumentare il bounce rate del 32%
  • 1-5, lo possono portare al 90%
  • fino a 6 secondi vediamo un incremento del 106%
  • con 10 secondi abbiamo una sorta di annullamento, con un bounce rate del 123%

In quest’ottica, il tempo di apertura di un’inserzione diventa fondamentale nei risultati che ci si prefissa di raggiungere nel suo utilizzo, ed è con molta probabilità questo il motivo che ha portato questo modello di advertising ad acquisire così successo tra i marketers. Queste sono infatti progettate principalmente per essere efficaci dal punto di vista mobile, caricandosi addirittura quindici volte più velocemente rispetto alle inserzioni standard. 

Facebook spinge quindi su nuove funzionalità e sul nuovo naming Instant Experience, che subito ci trasmette l’idea di questa soluzione volta ad un social media marketing sempre più attuale

Instant Experience: le nuove funzionalità

Passare da Canvas a Instant experience non è stato solo un cambio di nome, ma racchiude un apporto di novità non indifferenti per il marketing online, che possono portare le aziende al conseguimento di più obiettivi in maniera efficace. 

Sono stati aggiunti nuovi modelli che rendono più facile la condivisione tra persone e aziende di informazioni di contatto; parliamo di Instant Customer Acquisition che aiuta l’utente mostrando tutte le offerte e di Instant Form che dà la possibilità di acquisire tutti i contatti senza abbandonare l’esperienza istantanea. Abbiamo poi a disposizione un efficace Instant Storytelling che, con l’utilizzo di foto e clip video, permette agli utenti di apprendere informazioni sul brand in maniera semplice, sfruttando il fattore visivo ed estetico. 

Il nuovo modello di Facebook Ads, per la gestione di campagne Facebook, incorpora automaticamente il pixel di Facebook alle campagne, che può quindi essere sfruttato più facilmente ed efficacemente; è anche molto più semplice ottenere informazioni pixel sul tracciamento di terze parti per dati più approfonditi, sincronizzando l’utilizzo di Google Ads. Spingendosi anche oltre, si potrà sfruttare addirittura la possibilità di compiere azioni di retargeting su tutti quegli utenti che hanno vissuto un’esperienza istantanea. 

Instant Experience: gli esempi

Instant Storefront, un formato a griglia per mostrare i prodotti.

 

 

Instant Lookbook, consente la visualzzazione di prodotti con un contesto lifestyle. 

 

Istant Customer Acquisition, guidano l'azione del cliente sfruttando le call to action mostrate nell'offerta.

 

Instant Storytelling, la ads che sfuttano un racconto per fornire una migliore percezione del brand.

 

Instant Forms, permette agli utenti una facile condivisione delle informazioni.

 

Sempre più vicini all’utente con campagne su misura

Tutto ciò ha sempre lo scopo ultimo di aiutare i brand, con azioni di advertising, a trovare il proprio pubblico, con messaggi interessanti e mirati, mettendo un punto all’era della pubblicità spammosa. Oggi, con dei pubblici così definiti, “cercare l’ago nel pagliaio” non ha più senso, ma porta solo ad un’inutile spreco di risorse creative e tattiche.
Bisogna fornire un’esperienza su misura, che interessi, che crei effettive conversioni, che produca fidelizzazione, che permetta all’utente di sviluppare un reale attaccamento al brand, con un awareness sempre maggiore.