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brand-news.it - 2 ore 17 min fa

Il direttore marketing dell’insegna Mario La Viola spiega le strategie 2018. Confermate le agenzie

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wired.it - 2 ore 22 min fa
pornografia(Foto: MANJUNATH KIRAN / Stringer / Getty Images)

La teoria c’era. È la pratica che sembra aver fallito. Pornhub, insieme ad un codazzo di altri servizi, Twitter compreso, a febbraio aveva annunciato guerra ai video “deepfake“. Si tratta di prodotti realizzati con l’Intelligenza Artificiale, che prendono il nome dallo stesso algoritmo utilizzato, che pesca in archivi di video – si allena con immagini da YouTube e Google, generalmente – per crearne di nuovi, rigorosamente fake, cioè finti.

Video porno che piazzano in maniera posticcia volti di persone famose su quelli dei reali protagonisti delle scene. Pare che il capostipite del “genere” sia deepfakes, un utente di Reddit che ha dato il via al processo, iniziando a pubblicare nella community r/celebfakes della piattaforma gif porno che ritraevano vari volti dello showbiz. Una specie di face swap senza consenso: per questo molti si erano detti pronti a combattere il fenomeno.

Come rivelato da BuzzFeed News però, a pochi mesi da quello che avrebbe dovuto essere un intervento netto, bastava digitare “deepfake” nella home page di Pornhub per rintracciare oltre 70 video, con rappresentazioni di personaggi famosi come Katy Perry, Scarlett Johansson, Daisy Ridley e Jennifer Lawrence. Quasi tutti avevano la parola “deepfake” menzionata chiaramente nel titolo. Una ricerca con il composto invertito, “fake deep”, ha restituito oltre 30 video dello stesso genere.

Un fake porno con  Gal Gadot (Wonder Woman)Un fake porno con Gal Gadot (Wonder Woman)

Come non bastasse il fatto che siano disponibili, alcuni video sono risultati addirittura sponsorizzati: BuzzFeed riportava un pre-roll dedicato a un lubrificante trasmesso prima di un falso video di Emma Watson. Non è chiaro se esistano policy ufficiali contro la pubblicazione di annunci prima dei video ritenuti “non consensuali” (dovrebbero però) o se il sito ha intenzione di modificare i suoi algoritmi di raccomandazione in modo da non far emergere nuovi video dalle categorie che ritiene “non consensuali” “agli utenti nella sua homepage.

La piattaforma non ha risposto su quanto attivamente stia monitorando il proliferare di questo tipo di contenuti, ma interrogata dalla testata sull’accaduto, ha risposto con una nota del presidente Corey Price: “I contenuti contrassegnati su Pornhub che violano direttamente i nostri Termini di servizio vengono rimossi non appena ne veniamo a conoscenza, inclusi contenuti non consensuali. Per garantire ulteriormente la sicurezza di tutti i nostri fan, abbiamo ufficialmente preso una dura posizione contro il revenge porn, che riteniamo sia una forma di violenza sessuale, e abbiamo introdotto un modulo di presentazione per la facile rimozione di contenuti non consensuali”.

Se dopo l’intervento di BuzzFeed molti video erano stati rimossi, una nuova ricerca per parola chiave condotta a distanza di mezza giornata, riportava nuovi risultati. Al momento, una ricerca per “deepfake” effettuata da Wired Italia non produce alcun risultato.

Ciò che ha scovato la testata americana inseguendo le tracce dei creatori di questi video fasulli è un mercato in espansione: un account che caricava video celebrità falsi – che BuzzFeed localizza “presumibilmente” in Russia –indirizzava i visitatori un vero e proprio negozio di deepfake, con l’invito a connettersi tramite l’app di messaggistica sicura Telegram. Proponeva l’acquisto di pacchetti, “l’accesso ai forum privati” e dei tutorial per realizzare video del genere.

Ma perché accanirsi nella ricerca e produzione di video di qualcuno che non ha spontaneamente scelto di pubblicare se stesso in un film porno? La ragione potrebbe essere vicina a quella che ha portato molti italiani a cercare, proprio su Pornhub, i video di vip che non sono, notoriamente, pornostar. Così, tanto, da farle finire nella classifica delle pornodive preferite, pur non essendolo, come abbiamo raccontato qui.

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brand-news.it - 2 ore 24 min fa

La nuova macchina da caffè espresso protagonista di una speciale pensilina in L.go Cairoli a Milano Per la prima volta in Italia IGPDecaux utilizza l’innovativa tecnologia ‘voice recognition’ per un progetto speciale di brand pensilina dedicato a Lavazza. Tiny, la nuova macchina da caffè espresso Lavazza, sceglie la città di Milano e la collaborazione dell’agenzia...

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brand-news.it - 2 ore 26 min fa

Comune di Bari: revocata la gara per l’esterna da 18,5 milioni €

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wired.it - 2 ore 33 min fa
 Pixabay)(Foto: Pixabay)

In Italia aumenta l’aspettativa di vita e si muore meno per tumori e malattie croniche. Ma non al Sud, per cui si riconfermano le differenze, in termini di salute, prevenzione e servizi, fra l’Italia settentrionale e il meridionale. Questa la fotografia del rapporto Osservasalute 2017, che anche quest’anno mette in luce punti di forza e criticità della salute degli italiani e del Servizio sanitario nazionale. Il rapporto è stato realizzato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane e coordinato da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità e da Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio. Ecco i dati principali.

La mortalità precoce per tumori e malattie croniche quali diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie, è diminuita del 20% in 12 anni: calano i decessi nell’età compresa fra i 30 e i 69 anni, scendendo da 290 casi su 10mila a 230 su 10mila. E in Europa, rispetto alla longevità l’Italia è seconda soltanto rispetto alla Svezia. Un dato che fa ben sperare nel vero senso della parola: la speranza di vita alla nascita di un italiano è in media (considerando tutto il territorio) pari a 80,6 anni per gli uomini e 84,9 anni per le donne, anche se gli uomini stanno recuperando lo svantaggio.

Nella Provincia autonoma di Trento si registra l’aspettativa di vita più alta (81,6 anni per gli uomini e 86,3 per le donne). Ma non è per tutti così: la Campania è fanalino di coda e risulta distaccata rispetto alle altre regioni con un dato di 78,9 anni per gli uomini e 81,3 per le donne: in media, chi abita in Campania vive 6 anni in meno rispetto agli svedesi, i primi della classifica europea. Nel territorio campano, la mortalità precoce risulta più alta del 22% rispetto alla media italiana e del 14% rispetto alle altre regioni meridionali (un’eccezione positiva è invece rappresentata dalla Basilicata). Anche in Sicilia, Sardegna e Lazio i dati della speranza di vita sono più bassi della media nazionale, mentre, al contrario, le regioni più virtuose – oltre alla provincia autonoma di Trento – sono risultate Umbria, Emilia Romagna e Veneto.

Il rapporto Osservasalute, dunque, riporta ancora una volta in primo piano il divario fra Nord e Sud. “È evidente il fallimento del Servizio Sanitario Nazionale”, ha sottolineato Ricciardi, “anche nella sua ultima versione federalista, nel ridurre le differenze di spesa e della performance fra le regioni. Rimane aperto e sempre più urgente il dibattito sul ‘segno’ di tali differenze. Si tratta di differenze inique perché non ‘naturali’, ma frutto di scelte politiche e gestionali”.

La riduzione della mortalità generale è dovuta sia all’adozione di particolari comportamenti legati allo stile di vita, come la maggiore attenzione all’attività fisica e alla prevenzione – anche se aumenta il numero degli obesi, dunque le abitudini alimentari mediamente non sono migliorate – sia al miglioramento della performance del Servizio sanitario nazionale, come rivela Osservasalute, nelle regioni che si sono attivate per promuovere la prevenzione e corretti stili di vita. Diminuiscono, infatti, i fumatori di sesso maschile, con una riduzione del tumore del polmone nell’uomo, e aumentano gli screening preventivi fra le donne, con calo del tumore della cervice uterina del 4,1% ogni anno. Ma vi sono ancora delle ombre: il tumore polmonare nelle donne, che è ancora in aumento, confrontando i dati del 2005 e quelli del 2015. Anche in questo caso, “la mortalità prevenibile è drammaticamente più elevata nelle regioni meridionali”, si legge nel rapporto. “La Campania e la Calabria, sono le regioni che nel quadro complessivo delineato dagli indicatori selezionati mostrano il profilo peggiore”.

Un altro aspetto di interesse riguarda l’impatto dell’aumento dell’aspettativa di vita sulla salute dell’individuo: se si considera la speranza di vita senza limitazioni fisiche, in Europa l’Italia scende dal secondo posto al quindicesimo: ci sono sempre più anziani, in particolare over 75, che non riescono a svolgere semplici compiti quotidiani come preparare il pasto o telefonare (+4,6% dal 2015 al 2016 secondo i dati Eurostat). Insieme alla longevità, infatti, aumentano le malattie croniche, fra cui in particolare ipertensione, diabete, artrite e artrosi, con multi-cronicità per il paziente.

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brand-news.it - 2 ore 37 min fa

Ognuno potrà costruire esperienze vocali e interattive con semplicità, adattando alle proprie esigenze i testi o creandoli da sé.

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brand-news.it - 2 ore 37 min fa

La creatività sarà declinata in una campagna che andrà in onda durante i mondiali di Russia 2018 e per tutto il campionato di serie A 2018/2019. SKS365, una delle aziende internazionali leader nel campo delle scommesse, chiude la gara per la comunicazione di PlanetWin365 e affida l’incarico a Saatchi & Saatchi, l’agenzia guidata dal ceo...

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brand-news.it - 2 ore 41 min fa

Nell’ultima lettera agli azionisti il fondatore Jeff Bezos ha invece dichiarato che gli abbonati sono oltre 100 milioni nel mondo

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