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“Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta”
Non solo news dal mondo Vittoria ma storie di branding, marketing e comunicazione online e offline.

wired.it - 1 giorno 18 ore fa

Pubblicato nel 2016, La paranza dei bambini è il terzo romanzo di Roberto Saviano (edito da Feltrinelli) e si focalizza su un gruppo di ragazzi napoletani, fra Forcella e Ponticelli, che come i piccolissimi pesci vengono attratti e poi catturati dalle sirene della camorra. Ora quel libro è divenuto un film omonimo, diretto da Claudio Giovannesi da una sceneggiatura scritta con lo stesso Saviano, e che sarà l’unico titolo in concorso nella selezione ufficiale della prossima Berlinale 2019.

Girata a Napoli l’estate scorsa, della pellicola è già disponibile il primo trailer che si può vedere qui sopra. La storia si concentra appunto su sei quindicenni, interpretati da Francesco Di Napoli, Artem Tkachuk, Alfredo Turitto, Ciro Vecchione, Ciro Pellecchia e Mattia Piano Del Balzo (tutti attori esordienti), che vogliono fare soldi facilmente per potersi permettere motorini e bella vita. Così iniziano la corsa nella criminalità del rione Sanità e, con l’illusione di fare giustizia, scambiano il male per il bene. Nella loro incoscienza, però, saranno presto costretti a rinunciare a valori fondamentali come la famiglia e l’amicizia.

Giovannesi aveva già raccontato la gioventù travagliata nel suo film del 2016 Fiore (premio speciale ai Nastri d’argento), e questa volta dovrà vedersela al festival di Berlino, che si terrà dal 7 al 17 febbraio prossimi, con grandi cineasti come Agnes Varda, Agnieszka Holland, Hans Petter Moland e Isabel Coixet. La paranza dei bambini uscirà invece nelle sale italiane il 13 febbraio, diffuso da Vision Distribution.

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wired.it - 1 giorno 18 ore fa

Chi fa da sé, fa per tre. Se lo devono essere detti un po’ tutti dentro Google, e hanno capito che era arrivata l’ora di rimboccarsi le maniche un’altra volta. E accelerare sul mercato degli smartwatch, che tra l’altro stanno per diventare qualcosa di più: un prodotto molto personale che serve a monitorare la salute, a gestire il fitness, le comunicazioni, il tempo libero ma anche il lavoro.

Come al solito quando si parla di cose nuove fatte da Google si finisce per parlare anche di Apple. È stata l’azienda guidata da Tim Cook a dare il via alla fase di vera crescita di questo mercato. Da quattro anni le generazioni di Watch della casa della Mela si succedono e distruggono la concorrenza. Ci hanno provato un po’ tutti, gli analisti dicono che non può durare, ma per adesso sostanzialmente non c’è partita. Certo, dispositivi molto mirati per il trekking tipo Garmin o Suunto (costosi) o per il monitoraggio del movimento tipo Fitbit (economici) ce ne sono, ma solo Apple sta dominando il settore.

 FitBit)(Foto: FitBit)

Gli Apple Watch non solo sono compatibili esclusivamente con i telefoni di Cupertino (e richiedono necessariamente un telefono per poter funzionare) ma stanno per diventare anche strumenti sempre più personali e importanti. Cosa che purtroppo non succede per gli altri prodotti.

L’ecosistema Android infatti non sta decollando, nonostante molti e generosi tentativi da parte di produttori coreani e cinesi. Manca però ancora qualcosa. E Google ha deciso che quel qualcosa dovrà essere lei a darla al mercato. Per questo, anziché basarsi su ricerca interna – Google già sviluppa Wear OS, il sistema degli smartwatch di Google – o assumere uno o due talenti significativi, ha deciso di accelerare e comprarsi un intero ramo d’azienda di chi se ne intende o almeno, una piattaforma tecnologica molto promettente.

Con quaranta milioni di dollari, bruscolini per il colosso di Mountain View, ha comprato dalla americana Fossil non tanto il suo settore smartwatch, che è un po’ un laboratorio di eccellenza e che rimane ben presidiato in azienda, bensì una singola linea di prodotti e innovazioni. Cose che ancora non ci sono, sul mercato, ma che a quanto pare nei laboratori vanno talmente bene che si doveva trovare un accordo e coinvolgere anche Google. La parola magica è partnership.

Google in pratica ha speso 40 milioni di dollari per un sistema ancora in corso di sviluppo, ma che ha tutti i requisiti, se debitamente coltivato e cresciuto, di potersi trasformare in un vero asso da giocare sul mercato.

Misfit Flare

Dietro c’è la nuova piattaforma di Fossil, non ancora pronta ma molto promettente, una squadra di tecnici molto bravi e soprattutto il dna di un’altra azienda, che era stata comprata da Fossil nel 2015 per 260 milioni di dollari: Misfit (fondata a sua volta nel 2011 da tre persone: Sonny Vu, Sridhar Iyengar e soprattutto da John Sculley, l’ex dirigente Pepsi diventato Ceo di Apple negli anni Ottanta e responsabile dell’allontanamento di Steve Jobs dall’azienda).

A parte il prezzo scontato, l’acquisizione di Google non è dunque del ramo d’impresa di Fossil (sarebbe venuto da pensare, sostanzialmente, a Misfit, che tuttavia rimane in casa) ma è invece mirato al lancio di “un qualcosa che ancora non è mai stato fatto” nel settore. E sicuramente di questo c’è bisogno per rimontare il lavoro di Apple che, anno dopo anno, iterazione dopo iterazione, sta portando l’Apple Watch ad essere non solo l’orologio più venduto del pianeta, ma anche un business enorme (più grande di quello dell’iPod, ai tempi, per intendersi) e un potenziale strumento rivoluzionario per la salute e la vita, quando le tecnologie come il 5G e la sensoristica saranno maturi. Già oggi si può fare un elettrocardiogramma (negli Usa) e domani chissà.

La domanda così diventa: se Google vuol fare un Pixel Watch, quale innovazione pensa di riuscire a portare sul mercato che nessun altro finora è riuscito a fare? E quanto sarà grande la fetta della torta di Fossil, oltre a quella che Google sta cercando di ritagliarsi? Per rispondere a questa domanda serve un po’ di pazienda, ma tra non molto ci arriveremo.

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mymarketing.net - 1 giorno 18 ore fa
crescita

L’industria pubblicitaria continua a a segnare punti positivi, raggiungendo il suo periodo di crescita maggiore dal 2010. Secondo i dati emersi dal report MAGNA, la unit di intelligence del gruppo IPG Mediabrands, nel 2018 la crescita pubblicitaria ha raggiunto il record di +7,2%. I principali traini delle spese pubblicitarie sono:

  • la crescita economica negli Stati Uniti e nei Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica)
  • dai 6 miliardi di dollari di spesa collegata a eventi ciclici (eventi sportivi ed elezioni).
  1. Top Stories
  2. 15 Global Findings
  3. Le previsioni sul 2019

Top Stories
  1. Nell’ultimo rapporto sulle tendenze del mercato pubblicitario globale MAGNA rivela che i ricavi pubblicitari mondiali sono cresciuti del +7,2% nel corso del 2018 raggiungendo un totale di 552 miliardi di dollari nei 70 Paesi analizzati;
  2. Il tasso di crescita del 2018 è il più alto registrato dal 2010, quando il mercato pubblicitario dopo due anni di recessione cominciò a recuperare e il secondo più forte dal 2004 grazie alla combinazione di una forte domanda e di fattori ciclici;
  3. La spesa pubblicitaria globale è solida in US +7,5%, Cina +12%, Russia +14%, India +14% grazie alle robuste economie, mentre l’Europa Occidentale rallenta a causa dell’incertezza economica e politica;
  4. I ricavi pubblicitari digital crescono del +17% nel 2018, 1,5% in più rispetto alle previsioni precedenti e raggiungono 251 miliardi di dollari pari al 45% dei ricavi pubblicitari globali: la crescita è trainata dalla search (+16%), dai formati video (+29%) e dal social media (+33%). Le vendite pubblicitarie offline (TV, radio, stampa e out of home) sono stabili (+ 0,2%) con un investimento complessivo pari a 301 miliardi di dollari;
  5. MAGNA prevede per il 2019 una crescita del + 4,7% grazie alla solidità del sistema macro-economico dei mercati pubblicitari più importanti (ad esempio Stati Uniti, Cina, India);
  6. La crescita della pubblicità digitale rallenterà il prossimo anno a +13% e arriverà a rappresentare metà del totale degli investimenti pubblicitari del mondo già nel 2019 o 2020;
  7. Negli Stati Uniti gli investimenti advertising sono cresciuti del +7,5% nel 2018 evidenziando un record storico di 208 miliardi di dollari, grazie anche alle elezioni di metà mandato. Le vendite pubblicitarie digital sono cresciute del +16,6% raggiungendo l’importante traguardo di 100 miliardi di dollari (52% del totale delle vendite pubblicitarie);
  8. Per il 2019 MAGNA prevede un rallentamento della crescita pubblicitaria statunitense al +2.4% principalmente a causa della mancanza di eventi ciclici.

Secondo Vincent Létang, EVP, Global Market Intelligence MAGNA, e autore del report: “La spesa pubblicitaria globale è aumentata al tasso di crescita più alto registrato dal 2010. Questa crescita record è stata alimentata dal solido contesto economico unito all’impatto positivo degli investimenti su eventi ciclici. I media digitali sono stati il principale driver della crescita, ma la televisione si è dimostrata resiliente grazie ai brand consumer più importanti, alle politiche di pricing e alla spesa incrementale sugli eventi sportivi.


15 Global Findings
  1. A livello global i ricavi pubblicitari dei Media Vendor sono cresciuti del +7,2% nel 2018 raggiungendo 552 miliardi di dollari. Questo risultato va oltre le precedenti previsioni di MAGNA (+6,4%, giugno 2018) a causa di una performance superiore alle attese nel secondo semestre e di eventi ciclici più forti;
  2. Il 2018 è stato il nono anno consecutivo di crescita per i ricavi pubblicitari globali. Dopo la recessione del 2008-2009 (-12%), il mercato è cresciuto in media del +5,5% annuo dal 2010-2018 registrando una crescita complessiva del 60% in tale periodo;
  3. I principali eventi ciclici che hanno avuto luogo nel 2018 (la FIFA World Cup in Russia, le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, i Giochi Olimpici invernali nel Sud Corea) hanno generato circa sei miliardi di dollari di spesa pubblicitaria incrementale, il volume più alto di sempre;
  4. Gli eventi ciclici hanno contribuito a più di un punto percentuale (+1,2%) della crescita degli investimenti globali nel 2018. Escludendo tale effetto, la crescita della pubblicità globale sarebbe stata del +6,1% comunque superiore al tasso di crescita del 2017 (+5,3%);
  5. La crescita del mercato advertising è stata forte nei Paesi che godono di un contesto economico solido (Ad Spending: USA +7,5%, Cina +12%, Russia +14%, India +14%) mentre l’Europa occidentale è rimasta indietro a causa della bassa crescita economica e dell’incertezza politica. La crescita digitale double digit e l’aumento degli investimenti TV legati alla World Cup FIFA hanno assicurato comunque una crescita decorosa anche in Europa occidentale (+4,8%);
  6. 67 dei 70 mercati analizzati da MAGNA hanno mostrato una crescita nel 2018: solo Singapore, Perù e Bahrain evidenziano una contrazione. I mercati più dinamici sono stati l’Argentina e l’Ucraina (+20% e +25%), principalmente a causa dall’iper inflazione economica. Molti mercati emergenti sono cresciuti a doppia cifra: India (+14%), Egitto (+16%), Vietnam (+11%) e Brasile (12%) sostenuti dalle campagne presidenziali e dalla Coppa del Mondo;
  7. I ricavi pubblicitari televisivi sono cresciuti del +3,4% grazie agli eventi ciclici (principalmente i Giochi Olimpici invernali in Nord America e la FIFA World Cup nel resto del mondo);
  8. La televisione è l’unico media tradizionale a beneficiare del forte potere contrattuale nelle politiche di pricing mentre i costi di stampa e radio sono stagnanti o addirittura in calo. La robusta domanda televisiva, nonostante i costi crescenti, deriva dalla combinazione di vari fattori quest’anno: (1) spesa incrementale dei marchi legati al territorio dello sport (bevande, automobili), (2) fedeltà dei grandi consumer brand nel FMCG (alimentari, personal care, casalinghi, catene di ristoranti e prodotti farmaceutici) che danno importanza alla copertura e alla brand safety della TV, (3) crescita organica dal settore tecnologico e dei giganti di internet per il lancio dei nuovi prodotti (voice assistant) o campagne di branding, (4) crescita delle campagne in modalità addressable TV (ad es. campagne over-the-top o Sky Ad Smart in UK);
  9. Gli investimenti digital a livello global sono cresciuti del +17% nel 2018 per un valore di 251 miliardi di dollari; il comparto offline fa registrare un +0,2% attestandosi a 301 miliardi di dollari;
  10. La pubblicità digitale nel 2018 ha registrato un lieve rallentamento rispetto al tasso di crescita del 2017 (+17,6%) nonostante i nuovi regolamenti sulla privacy dei dati (ad esempio GDPR in Europa) e le preoccupazioni espresse da alcuni marchi di consumatori negli ultimi mesi. Il crescente consumo degli utenti nei mercati emergenti, l’innovazione dei prodotti e la forte domanda degli inserzionisti hanno spinto la crescita della search a +16% mentre i video (+29%) e i social media (+33%) sono cresciuti ancora più velocemente;
  11. La maggior parte degli investimenti digitali (+62%) è generata da impression e click su dispositivi mobili (principalmente smartphone). Il Mobile è cresciuto del +32% nel 2018, mentre i ricavi pubblicitari basati su desktop si sono ridotti (-2%), a causa del blocco degli annunci pubblicitari e della riduzione delle inventory;
  12. Il digital rappresenta il 46% del totale mercato pubblicitario nel 2018. I tassi di crescita rallenteranno nei prossimi anni, ma la spesa continuerà a crescere a due cifre nel 2019 (+ 13,3%);
  13. Gli altri media hanno sofferto nel 2018 in quanto non hanno beneficiato del potere di determinazione dei prezzi e dei driver ciclici della televisione. La spesa pubblicitaria in Stampa è diminuita del -11% (55 miliardi di dollari), la Radio del -1% (28 miliardi di dollari). L’unica categoria di media tradizionale a mostrare una crescita moderata nel 2018 è stata, ancora una volta, l’Out of Home con un +4,6%. Per la comunicazione OOH il principale fattore di crescita è rappresentato dalla evoluzione dell’inventory del DOOH (Digital Out of Home), cresciuto del +16% quest’anno per raggiungere i 5,7 miliardi di dollari;
  14. Per il 2019 MAGNA prevede una crescita del +4,7% che consentirà al mercato di raggiungere i 578 miliardi di dollari (+26 miliardi di dollari). La mancanza di eventi ciclici influenzerà principalmente le vendite offline dei media (-2,4% a 293 miliardi), mentre le vendite dei media digitali cresceranno del +13%.
  15. Il rallentamento del 2019 arriverà principalmente dal Nord America (in calo dal +7,4% nel 2018 al +2,5% nel 2019) e dall’Europa occidentale (da +4,8% a +3,6% a causa dell’incertezza economica) mentre i mercati emergenti rallenteranno solo marginalmente (da +11% a +9%);

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Le previsioni sul 2019

Key findings Italia:

  1. La crescita economica rallenta dal +1,5% nel 2017 al +1,2% nel 2018: il Fondo Monetario Internazionale prevede per il 2019 un ulteriore rallentamento al +1,0%;
  2. 2019: la debole crescita economica e l’incertezza politica continueranno a penalizzare il mercato dei media tradizionali (-2%), mentre il digitale crescerà a due cifre (+11%) portando la crescita complessiva della spesa pubblicitaria a +2,5%.

Il contesto macroeconomico e il clima di incertezza politica condizionano il mercato pubblicitario, rallentano la fiducia delle imprese e l’attività economica (+1,2% nel 2018 verso il +1,5% del 2017). Per il 2019 il FMI prevede un’ulteriore frenata del PIL (+1,0%). In tale contesto, gli investimenti pubblicitari nei media tradizionali nel 2018 diminuiscono del -1%: l’impatto dei Mondiali di calcio è stato limitato a causa dell’assenza della nazionale italiana, ma l’evento ha comunque sostenuto le vendite di spazi pubblicitari in TV nel primo semestre e ha contribuito alla stabilità del mezzo su base annua (+0,5% contro -1,6% nel 2017).

Gli investimenti sui media digitali crescono del + 12% e raggiungono i 2,9 miliardi di euro, con una quota di mercato del 35%, inferiore alla media europea. La Search cresce del +9%, il Digital Video del +23% e i Social Media del +30%.
Per quanto riguarda gli altri mezzi tradizionali, la Stampa contrae la spesa pubblicitaria del -8% mentre la Radio si conferma un mezzo in buona salute con un + 4%, grazie alla crescita dei settori Automotive e Distribuzione.

L’Out-of-home ha beneficiato delle elezioni politiche nel primo trimestre e chiude l’anno in sostanziale stabilità (-0,8% compreso il Cinema). Diversi comparti (soprattutto poster, maxi affissioni e aeroporti) hanno registrato nel 2018 andamenti non positivi. Il comparto del DOOH (Digital Out-of-Home) cresce del +18%: lo sviluppo del mezzo è tuttavia frenato dalle regolamentazioni a livello comunale che mantengono limitata l’inventory e di conseguenza gli investimenti DOOH (il 10% delle vendite totali di OOH), privando l’industry del principale driver di crescita rispetto ai trend degli altri paesi.

Nel 2019, l’incertezza politica e il contesto economico stagnante continueranno a frenare il mercato pubblicitario, incidendo soprattutto sui media tradizionali (-2%): gli investimenti digital aumenteranno invece a due cifre (+11%), portando complessivamente il mercato a chiudere il 2019 con una crescita del +2,5%.

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mymarketing.net - 1 giorno 18 ore fa
giocattoli

Il mondo dei giocattoli attrae tutti, grandi e piccoli, tanto da far risultare i brand Toys molto forti anche in ambito social. Il primo tema della Top Brands di Blogmeter del 2019 infatti affronta l’analisi dei brand di giocattoli e giochi in scatola. Analizzando social differenti emerge che IMC Toys stravince su YouTube, mentre l’azienda italiana Giochi Preziosi si impone su Instagram, Facebook e Twitter.

  1. Metodologia
  2. I brand vincenti sui tre social
  3. Il rating di YouTube

Metodologia

Come sempre l’indagine ha utilizzato la piattaforma integrata di social intelligence Blogmeter Suite per analizzare le performance di tutte le pagine ufficiali di Facebook, Twitter, Instagram e YouTube dei brand del settore Giocattoli presenti sul mercato italiano e che si rivolgono allo stesso. Ma c’è una novità. Oltre alla tradizionale classifica per total engagement, la Top Brands ha voluto inaugurare una seconda classifica, dedicata esclusivamente al canale YouTube. Quindi per i 28 brand presi in esame nel trimestre che va dal 1° ottobre al 31 dicembre 2018 sono stati creati due rating: il primo con i cinque brand risultati migliori per interazioni totali su Facebook, Instagram e Twitter e l’altro riportante i cinque brand migliori per engagement su YouTube.


I brand vincenti sui tre social

Sul gradino più alto della prima classifica si piazza Giochi Preziosi, l’azienda italiana produttrice di giochi per bambini dal lontano 1979. Con quasi 450 post pubblicati sui suoi canali social nel periodo di riferimento e un engagement complessivo pari a 70 mila interazioni, Giochi Preziosi può vantare una strategia social indubbiamente vincente. Tra i contenuti più apprezzati del brand svettano i give aways di giocattoli pubblicati su Facebook.

Secondo posto per Cranio Creations, l’azienda milanese specializzata nella produzione e commercializzazione di giochi da tavolo. Grazie ad una comunicazione principalmente veicolata tramite la sua pagina Facebook, Cranio ottiene oltre 54 mila interazioni. L’hashtag più engaging del periodo è #thisisbarrage dedicato al nuovo gioco da tavolo lanciato dal marchio milanese sulla piattaforma di crowfunding, Kickstater.

In terza posizione si classifica il famoso marchio danese di mattoncini assemblabili Lego. Con oltre 51 mila interazioni, raccolte pubblicando appena 24 post sui suoi canali, Lego conferma il suo indiscusso primato nelle costruzioni per bambini anche sui social. Il contenuto più apprezzato dagli utenti del brand è il video che mostra come nascono i mattoncini Lego, un viaggio all’interno della fabbrica delle costruzioni più famose del mondo, condiviso ben 12 mila volte dai fan della pagina Facebook.

Quarta posizione per Trudi, il produttore di peluche nato nel 1954 a Tarcento. Trudi, che nell’anno passato è balzato ad onor di cronaca grazie alle simpatiche mascotte prodotte per il matrimonio dei Ferragnez, ha raccolto 32 mila interazioni.

In quinta posizione si attesta, invece, Hasbro Gaming, il marchio americano produttore di giocattoli e giochi in scatola, che con solo 26 post pubblicati sul suo canale Facebook ottiene oltre 25 mila interazioni.


Il rating di Youtube

Su YouTube ad aggiudicarsi la medaglia d’oro è IMC Toys, il gruppo spagnolo che produce e distribuisce giocattoli in tutto il mondo. Grazie al video dedicato alla bambola Baby WOW, IMC Toys si aggiudica anche il premio per il most viewed content, con oltre 626 mila visualizzazioni, su un totale di quattro milioni di interazioni raccolte nel periodo di analisi sul solo canale YouTube.

Con un milione di engagement è Sbabam a salire sul secondo gradino del podio. Grazie ai video dedicati alle sue linee collezionabili, commercializzate in edicola, Sbabam guadagna oltre cinque mila nuovi iscritti sul canale YouTube, nel periodo di riferimento.

Clementoni, lo storico produttore di giocattoli di Recanati, si piazza terzo con 346 mila interazioni, la maggior parte ottenute con il singolo video dedicato alla sua Linea Baby, che raccoglie oltre 300 mila views.

In quarta posizione si attesta Crayola, l’azienda americana specializzata in articoli per il disegno, che guadagna ben 293 mila interazioni.

Quinta posizione, infine, per la già citata Giochi Preziosi, che con i suoi cartoni ad episodi con protagonisti i personaggi più amati del marchio, conquista anche YouTube.

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wired.it - 1 giorno 18 ore fa

ministeroIn ballo c’era un piatto molto ricco: tre voucher da 180mila euro ciascuno in servizi. Da investire, ovviamente, nello sviluppo dell’idea che li ha condotti a convincere la giuria. È il premio assegnato oggi al ministero dello Sviluppo economico ai tre vincitori della terza edizione di BioUpper. Si tratta di un programma promosso da Novartis e dalla Fondazione Cariplo, pensato per supportare i giovani talenti che vogliano creare da zero una startup nel complicato ma affascinante ambito delle scienze della vita.

A spuntarla dopo il percorso degli scorsi mesi sono state Anant, Patch e Quickly Pro. A valutarle è stata una giuria qualificata costituita da esponenti del mondo istituzionale, scientifico, accademico italiano e della comunità delle startup.

Ma di cosa si occupano? Anant propone un dispositivo pensato per analizzare la pelle e prevenire i tumori cutanei, principalmente i melanomi, e sfrutta l’intelligenza artificiale per dialogare con il paziente e il suo dermatologo. Patch, invece, ha ideato un chatbot, per ricevere e fornire dati relativi ai studi clinici. È in grado di automatizzare i processi per migliorarne efficienza e accuratezza attraverso dei la registrazione degli esiti in tempo reale, oltre che alla possibilità di inserire dati di diversi formati.

Quickly Pro ha infine progettato Q Walk, un dispositivo indossabile che, insieme a un’app su smartphone, aiuta la deambulazione dei pazienti malati di Parkinson, riducendo festinazione, cioè la tendenza ad aumentare progressivamente la velocità del passo, e il freezing, quegli episodi transitori, di solito della durata di qualche secondo, in cui i pazienti non riescono a iniziare o continuare il movimento in una situazione di relativamente buona abilità motoria.

Q WalkQ-Walk

I gruppo hanno potuto usufruire di tre mesi di incubazione negli incubatori di tutta Italia: dal Campania NewSteel a Digital Magics, da dPixel alla Fondazione Filarete passando per l’I3p, JCube, PoliHub e Luiss Enlabs.

Questa terza edizione di BioUpper ha confermato che in Italia abbiamo le competenze, la creatività e il tessuto industriale adatto per dare vita a progetti innovativi nel campo delle scienze della vita, un settore strategico che cresce, crea lavoro e incide sensibilmente sulla ricchezza del Paese”, ha detto Pasquale Frega, country president di Novartis Italia e amministratore delegato di Novartis Farma.

Gli ha fatto eco Giuseppe Guzzetti, presidente di Fondazione Cariplo, secondo il quale “la qualità dei progetti giunti in finale testimonia che si deve continuare a credere e a investire nella ricerca e nell’innovazione che parte dall’Italia ed è capace di arrivare lontano, nel mondo”.

Patch-Clinical-Trials-Media-For-health

Il valore aggiunto è stato il percorso precedente, d’altronde non basta ricevere i premi se non sai come usarli – racconta a Wired Niccolò Sala, trent’anni, cofondatore di Quickly Pro -. Abbiamo puntato molto ad arrivare all’evento finale avendo le idee chiare su come impiegare quei fondi, oltre ovviamente a sviluppare il prodotto”.

Q-Walk è in fase di validazione scientifica. “Al momento abbiamo un prototipo hardware e stiamo iniziando a programmare un software di rilevamento dei parametri – aggiunge Sala, che ha inventato il dispositivo insieme a Manuel Rocco e Francesco Rusnati -. Lo stiamo validando scientificamente per farlo diventare dispositivo medico. Siamo seguiti da un primario di riabilitazione neuromotoria”.

Come spesso accade, l’idea è nata sul campo. “Ci lavoriamo da due anni ma il grosso è concentrato nell’ultimo anno. Siamo tutti e tre fisioterapisti. e cercavamo soluzioni più smart per affrontare i problemi dei malati di Parkinson – conclude Sala –. Ora dobbiamo ultimare il prototipo e perfezionare l’analisi dei dati, che viaggeranno anche in remoto verso gli specialisti. Dobbiamo accelerare ancora di più, la deadline è avere il prodotto pronto per le cliniche e gli istituti alla fine della primavera”.

Oltre ai tre team vincitori, sono sette le startup che si sono sfidate: ABzero, Confirmo, ElicaDea, Priya, SpeX, StayActive, SynDiag – Artificial intelligence for augmented ultrasound. In totale, l’edizione di BioUpper ha raccolto 210 candidature da tutto il Paese (in particolare Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte), con un aumento del 39,1% sul 2018.

Oltre alla “call for ideas”, quest’anno il progetto ha previsto anche un altro percorso, battezzato “call for scale”, che ha raccolto 52 candidature. Una sorta di programma di open innovation che ha avuto il duplice obiettivo di sostenere l’innovazione nel campo delle scienze della vita, attraverso la selezione di startup che hanno sviluppato prodotti e servizi già maturi per essere portati sul mercato, e supportare la crescita delle startup italiane, grazie alla collaborazione con aziende pubbliche e private dei settori sanitario e ospedaliero.

L’esperienza di BioUpper ci ha confermato l’alto livello di competenza e innovazione tecnologica delle startup italiane. Questa secondo noi è la strada da perseguire – ha aggiunto Enrico Cereda, presidente e ad di Ibm Italia, partner del programma –. Crediamo che per il nostro Paese la sfida della competitività si vinca costruendo sulle competenze e sulla capacità di innovazione”.

Per i tre vincitori il percorso continua. Avranno ora accesso alla fase cosiddetta di go to market, una fase personalizzata in base alle loro necessità e al loro settore di riferimento, per prepararli all’evento finale di BioUpper: la presentazione della loro idea, sviluppata anche grazie al programma stesso e ai 180mila euro in servizi, ai potenziali investitori nel corso dell‘Investor Day previsto entro il prossimo maggio che chiuderà l’edizione del premio.

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wired.it - 1 giorno 19 ore fa

Cortana

Ha combattuto strenuamente per anni contro Alexa e l’Assistente Google, ma da oggi Cortana — l’assistente digitale made in Microsoft presente su tutti i dispositivi Windows 10 ma disponibile anche su smartphone — si ritirerà dalla competizione e inizierà anzi a collaborare proficuamente con le due alternative proposte da Google e Amazon. Lo ha annunciato nientemeno che il numero uno di Microsoft, Satya Nadella, in un incontro con la stampa nella sede principale dell’azienda. Secondo la società non avrebbe avuto senso continuare a competere in un ambito nel quale il proprio prodotto si limitava a fare ciò che già potevano fare gli avversari. Cortana è già disponibile come skill per Alexa, ma l’idea è quella di renderla compatibile anche con i prodotti che utilizzano l’Assistente Google.

In effetti Microsoft non sembra avere in tasca ancora alcun accordo al riguardo con la casa di Mountain View, ma l’obbiettivo è trasformare definitivamente Cortana in uno strumento per la produttività da utilizzare su smart speaker e altri gadget in modo simile a come si utilizza una comune app per smartphone. Il paragone è di Nadella e rimanda a una decisione simile presa anni fa dalla società ai tempi di Windows Mobile. Lo sviluppo del sistema operativo per smartphone fu abbandonato definitivamente ormai nel 2017, ma l’ecosistema software di Microsoft ha continuato a vivere con successo a bordo dei sistemi operativi concorrenti sotto forma di app.

Di informazioni precise sul futuro immediato dell’assistente digitale purtroppo non ne sono state diffuse. L’app resta disponibile su Android e iOS (anche se in Italia non si può scaricare) oltre che su Windows 10, dove però verrà presto separata dalla normale barra di ricerca. Nadella ha affermato di prevedere per Cortana un futuro come assistente digitale nell’ambito della suite di produttività Office 365, ma per conoscerne il destino esatto occorrerà attendere.

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wired.it - 1 giorno 19 ore fa
 Caiaimage/Sam Edwards/Getty Images)(foto: Caiaimage/Sam Edwards/Getty Images)

La maturità 2019 sarà inedita per tutti. Per la prima volta, infatti, la seconda prova verterà su più di una materia: al classico la prova comprende sia latino che greco, allo scientifico sia matematica che fisica – e anche negli altri indirizzi è prevista la doppia materia. Ad annunciarlo, oggi, è il ministro dell’Istruzione, università e ricerca (Miur) Marco Bussetti, in un video su Facebook (e sul sito del Ministero) in cui spiega in anticipo come si svolgerà la prova e l’intento di supportare gli studenti. Il tutto è pubblicato nel decreto di oggi 18 gennaio 2019. Di seguito, il video.

Ma i cambiamenti della maturità 2019 sono tanti e alcuni – ad esempio l’assenza della terza prova e il maggior peso dei crediti formativi – sono già stati presentati nella circolare di ottobre 2018.

Oggi le novità annunciate riguardano specificamente le materie della seconda prova, annunciate con largo anticipo rispetto all’esame, come sottolinea il ministro nel video. A fronte dei cambiamenti previsti per la maturità 2019 “da ottobre abbiamo cominciato a fornire tutte le informazioni utili per le prove a voi e ai vostri docenti”, aggiunge Bussetti. “Per sostenervi nella vostra preparazione organizzeremo delle simulazioni della prima e della seconda prova. Si svolgeranno nei mesi di febbraio, marzo e aprile”.

Per la prima volta, infatti, le simulazioni della prima e della seconda prova sono fissate sulla base del calendario nazionale: la simulazione della prima prova sarà il 19 febbraio e il 26 marzo, mentre la seconda il 28 febbraio e il 2 aprile. E ci sono già esempi delle tracce, pubblicati online dal Ministero, sia per la prima che per la seconda prova.

La prima prova avrà luogo il 19 giugno e la seconda il 20 luglio 2019. Anche la valutazione di questi esami cambierà: entrambe le prove verranno corrette secondo griglie nazionali che sono state diffuse nel mese di novembre 2018. L’idea di utilizzare queste griglie nasce dall’intento di rendere la correzione più equa e omogenea, come spiega il ministro. Per la prima prova i maturandi dovranno “dimostrare di padroneggiare il patrimonio lessicale ed espressivo della lingua italiana secondo le esigenze comunicative nei vari contesti” e, per la parte letteraria, “di aver raggiunto un’adeguata competenza sull’evoluzione della civiltà artistica e letteraria italiana dall’Unità ad oggi”.

Anche l’orale avrà un’incognita in più: saranno gli stessi studenti ad estrarre a sorte i materiali da cui dovranno partire. Fra i materiali da scegliere ci saranno “testi, documenti, esperienze, progetti, problemi che saranno lo spunto per sviluppare il colloquio”, riferisce il Miur, il tutto tenendo conto “del percorso didattico effettivamente svolto dagli studenti”.

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wired.it - 1 giorno 20 ore fa
Un esempio dei post rimossi da Facebook (fonte Facebook)Un esempio dei post rimossi da Facebook (fonte Facebook)

Facebook ha annunciato di aver rimosso centinaia di pagine, gruppi e account di origine russa e ucraina a causa di “comportamenti inautentici coordinati” sulla propria piattaforma e su Instagram.

I troll russi hanno agito in diversi paesi mentre quelli proveniente dall’Ucraina solo in patria. Entrambe le operazioni di disinformazione hanno creato reti di account per mascherare la loro identità e le loro intenzioni, ma nonostante lo stesso modus operandi, pare che le due operazioni non fossero collegate tra loro.

Nella nota che la piattaforma ha rilasciato sul suo blog si legge “Stiamo eliminando queste pagine e gli account in base al loro comportamento e non al contenuto che pubblicano. In questi casi, le persone dietro questa attività si sono coordinate tra loro e hanno usato falsi account”.

Un esempio dei post rimossi da Facebook (fonte Facebook)Un esempio dei post rimossi da Facebook (fonte Facebook)

Nella prima operazione rilevata, pagine e account erano parte di una rete originaria della Russia e operante nei paesi baltici, nell’Asia centrale, nel Caucaso, e nell’Europa centro-orientale. Il numero di pagine rimosse ammonta a 289, gli account invece sono 75.

Principalmente le pagine rimosse trattavano di argomenti generici come meteo, viaggi, sport, economia ma anche politica. Nonostante le false identità, i programmatori ha scoperto che queste pagine e questi account erano collegati ai dipendenti di Sputnik, un’agenzia di stampa con sede a Mosca, e che su alcune pagine spesso venivano pubblicati argomenti di propaganda anti-Nato.

Un esempio dei post rimossi da Facebook (fonte Facebook)Un esempio dei post rimossi da Facebook (fonte Facebook)

I numeri che ruotavano attorno a queste pagine sono veramente notevoli. Si parla infatti di un volume di circa 790mila follower con circa 190 eventi organizzati tra agosto 2015 e gennaio 2019.

Per quanto riguarda la rete che operava in Ucraina, gli account Instagram rimossi sono 41, mentre sono 107 le pagine rimosse dal social network di Zuckerberg. Le persone dietro questa rete hanno gestito una serie di falsi account per condividere notizie locali ucraine e proteste anti-Nato. I follower di queste pagine ammontavano a circa 18 mila su Facebook e più di 55mila su Instagram.

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