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wired.it - 1 giorno 16 ore fa
Lineapelle, focus sull'Innovation Square
Lineapelle, focus sull'Innovation Square
Lineapelle, focus sull'Innovation Square
Lineapelle, focus sull'Innovation Square
Lineapelle torna alla Fieramilano di Rho
Lineapelle torna alla Fieramilano di Rho
Lineapelle torna alla Fieramilano di Rho
Lineapelle torna alla Fieramilano di Rho
Lineapelle torna alla Fieramilano di Rho

Oltre 20 mila visitatori attesi da 110 Paesi, per un totale di 1.306 espositori distribuiti su una superficie totale di 48.500 metri quadrati. La città di Milano è pronta ad accogliere nuovamente Lineapelle, il salone mondiale della pelle e di tutto il settore della fornitura di materiali, componenti e accessori per il mondo fashion & luxury che dal 25 al 27 settembre terrà banco negli spazi di Fieramilano Rho. Una 95ª edizione, quella in arrivo, che intende porre un forte accento su tutto ciò che riguarda l’innovazione: per la prima volta nella storia della manifestazione sarà così attivata la Lineapelle Innovation Square, una sorta di hub dell’ispirazione e della tecnologia futuribile, dove le aziende potranno trovare nuove idee per orientare le proprie linee di ricerca.

Se un tempo l’elemento di novità, in particolare nel mondo della moda e dell’abbigliamento, era dato da forme e colori, oggi i riflettori si stanno via via spostando verso il materiale stesso, sempre più sostenibile, sempre più tecnologico, sempre più frutto di un’attentissima ricerca”, spiega Federico Brugnoli, curatore dell’iniziativa. Lineapelle Innovation Square si presenterà dunque come un’area di incontro proiettata verso le sfide di domani, composta da uno spazio espositivo riservato a una selezione di aziende particolarmente legate ai temi dell’innovazione e da un’area riservata ai talk della manifestazione, dove i più rinomati esperti mondiali in materia si daranno il cambio tra incontri e presentazioni.

Tra questi anche rappresentanti della Tufts University di Boston (Stati Uniti), dell’Harvard Innovation Lab (Stati Uniti), del London College of Fashion (Regno Unito), del Politecnico di Milano (Italia), dell’Adolph Merke Institute (Svizzera) e del Virginia Tech (Stati Uniti). Si indagherà dunque sulle nuove possibilità offerte dalle biotecnologie e sul futuro dei materiali, destinati a unire l’estetica alla sostenibilità, all’interattività e alla programmabilità. Troverà poi spazio un approfondimento sulla biomimetica, ovvero la replica in laboratorio e in campo industriale di fenomeni da sempre presenti in natura, come l’auto rigenerazione o l’idrofobia, insieme con un incontro sui compiti che i tessuti – e più in generale l’abbigliamento – si ritroveranno presto a dover svolgere nella nostra vita di tutti i giorni e sulla necessaria digitalizzazione dell’industria tessile, che porterà con sé la necessità di nuove figure professionali.

Insomma, il futuro della conceria e dell’abbigliamento internazionale potrebbe passare da ricerche sull’utilizzo dei funghi come possibile alternativa alla pelle animale, come quelle condotte dall’Officina Corpuscoli del designer Maurizio Montalti, dall’utilizzo di cristalli per trasformare le superfici tessili in gioielli, come suggeriscono le opere di Hannah Croft, o da una seta ottenuta mimando e riproducendo il lavoro dei ragni, come spiegherà Hendrik Bargel nel suo intervento. Il calendario degli incontri di Lineapelle Innovation Square è consultabile sul portale dell’iniziativa.

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wired.it - 1 giorno 16 ore fa
Alyssa MilanoAlyssa Milano (Photo by Tommaso Boddi/Getty Images)

Rigurgiti di disobbedienza civile e volontà di rompere il silenzio. Venerdì 21 settembre l’attrice Alyssa Milano ha lanciato l’hashtag #WhyIDidntReport che è diventato subito trending topic, invitando le vittime di abusi sessuali a raccontare le rispettive storie senza timore, raccogliendo l’eredità del #MeToo (in Italia #quellavoltache).

Al centro del dibattito il candidato alla Corte suprema Usa Brett Kavanaugh, uomo a cui il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump non toglie il proprio appoggio nonostante le accuse avanzate di abusi sessuali. Christine Blasey Ford, psicologa e professoressa alla Palo Alto University, ha dichiarato di essere stata assalita e quasi stuprata da Kavanaugh nel 1982, quando ancora frequentava il liceo. Per anni ha taciuto ma quando ha saputo che l’uomo sarebbe potuto entrare alla Corte suprema ha deciso di parlare e giovedì 30 settembre testimonierà davanti al Senato americano.

I have no doubt that, if the attack on Dr. Ford was as bad as she says, charges would have been immediately filed with local Law Enforcement Authorities by either her or her loving parents. I ask that she bring those filings forward so that we can learn date, time, and place!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 21 settembre 2018

Trump ha risposto che se le accuse della Ford fossero fondate, la donna avrebbe sporto immediatamente denuncia e non avrebbe scelto l’omertà, dando così il via a una rivolta pacifica iniziata da Alyssa Milano con un tweet indirizzato proprio al presidente Trump: “Sono stata aggredita sessualmente due volte, una volta quando ero adolescente. Non mi sono mai rivolta alla polizia e mi ci sono voluti 30 anni per dirlo ai miei genitori.”.

#WhyIDidntReport

— Alyssa Milano (@Alyssa_Milano) 21 settembre 2018

L’appello è stato accolto da migliaia di persone, tra le quali alcune celebrità, che, ricorrendo all’hashtag #WhyIDidntReport, hanno raccontato le proprie vicissitudini.

#WhyIDidntReport. The first time it happened, I was 7. I told the first adults I came upon. They said “Oh, he’s a nice old man, that’s not what he meant.” So when I was raped at 15, I only told my diary. When an adult read it, she accused me of having sex with an adult man.

— ashley judd (@AshleyJudd) 21 settembre 2018

I did, it didn’t matter, I was dismissed, disparaged, & I still get blamed #WhyIDidntReport

— Daryl Hannah (@dhlovelife) 21 settembre 2018

#WhyIDidntReport He was supposed to be my friend, but he beat me when I said no. This is the first time I’ve talked about it in public.

— Jen Steer (@jensteer) 21 settembre 2018

Non è raro che le vittime tendano a non parlare delle violenze subite e questo per diversi motivi, dalla vergogna alla reazione delle rispettive famiglie e delle persone a loro vicine, dalla paura di affidarsi alle autorità e ai loro giudizi fino a un vero e propri senso di panico e repulsione.

Sull’altro fronte va anche segnalato che Kavanaugh è ritenuto un conservatore doc, da sempre fedele dei Bush e, quando lo scorso luglio Trump lo ha scelto per la Corte suprema, ha anche annunciato che l’opposizione avrebbe fatto di tutto per screditarlo.

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mymarketing.net - 1 giorno 16 ore fa

TripAdvisor ha annunciato i vincitori dei premi Travelers’ Choice 2018, per quanto riguarda i musei. La scelta ha preso in considerazione la quantità e qualità delle recensioni di tutto il mondo, raccolte in un periodo di 12 mesi.

“Con la stagione estiva che sta volgendo al termine aumentano le occasioni da dedicare a visite artistiche e culturali” ha commentato Valentina Quattro, portavoce di TripAdvisor per l’Italia. “Come dimostrano i dati di crescita anno su anno dell’acquisto di biglietti per i musei su TripAdvisor, sono sempre più gli italiani che scelgono di visitare i musei in tutto il mondo: sul sito abbiamo registrato una forte crescita (+199%), maggiore sia di quella mondiale (+40%) che di quella europea (+71%)”.

  1. Firenze la città col maggior numero di musei premiati
  2. Musée d’Orsay a Parigi primo in Europa e nel mondo

Firenze la città col maggior numero di musei premiati

Torna a conquistare la prima posizione della classifica nazionale la Galleria degli Uffizi scalzando dalla prima posizione il Museo Egizio di Torino, che, dopo la medaglia d’oro nel 2017, quest’anno si posiziona secondo.
Firenze, oltre al primato per il museo Italiano più apprezzato dai viaggiatori di tutto il mondo, vanta anche il maggior numero di riconoscimenti ricevuti nella Top 10 del Bel Paese con la Galleria dell’Accademia (4°)e il Museo dell’Opera del Duomo (9°) che si aggiungono agli Uffizi per un totale di tre musei premiati.

Doppietta invece per Torino e Roma, che si aggiudicano due posizioni a testa nella classifica nazionale rispettivamente con il Museo Egizio di Torino (2°)e il Museo Nazionale del Cinema (7°)e con la Galleria Borghese (5°)e Castel Sant’Angelo (6°). Completano la classifica i Musei Vaticani che conquistano la medaglia di bronzo, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (8°)e la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia (10°).

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Musée d’Orsay a Parigi primo in Europa e nel mondo

Il Museée d’Orsay si aggiudica la doppia medaglia d’oro. Oltre a riconfermare la prima posizione nella classifica del vecchio continente, infatti il museo parigino conquista quest’anno anche la medaglia d’oro nella Top 10 mondiale. Sul podio europeo si classificano sul secondo gradino il British Museum di Londra, seguito in terza posizione dal Museo del Prado a Madrid mentre la Galleria degli Uffizi si aggiudica l’ottavo posto. A seguire troviamo, in ordine,

  • Il Museo dell’Acropoli in Grecia;
  • il Museo del Louvre parigino;
  • la National Gallery di Londra;
  • il Vasa Museum di Stoccolma;
  • la Galleria degli Uffizi;
  • il Rijksmuseum olandese;
  • il Palazzo d’inverno e Hermitage di San Pietroburgo.

A livello globale il Musée d’Orsay è invece accompagnato dal Memoriale per l’11 settembre (2°)e dal Metropolitan Museum of Art (3°) entrambi a New York.

  • British Museum a Londra;
  • Museo del Prado di Madrid;
  • Museo dell’Acropoli in Grecia;
  • Museo del Louvre parigino;
  • Museo Nazionale della Seconda Guerra Mondiale a New Orleans;
  • Museo Nazionale di Antropologia della Città del Messico;
  • Museo dei resti della guerra, Ho Chi Minh in Vietnam.

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wired.it - 1 giorno 16 ore fa
 traveler1116/DigitalVision Vectors /Getty Images. Galileo Galilei di fronte all'Inquisizione nel 1633).(foto: traveler1116/DigitalVision Vectors
/Getty Images. Galileo Galilei di fronte all’Inquisizione nel 1633).

È stata appena ritrovata, in una biblioteca di Londra, una lettera scritta nel 1613 da Galileo Galilei a un amico e contenente le argomentazioni essenziali con cui confuta la dottrina sostenuta dalla Chiesa per cui il il Sole orbiterebbe intorno alla Terra e non viceversa: un tassello importante verso la condanna dello scienziato per eresia nel 1633. La notizia della lettera è appena pubblicata in un articolo su Nature. Ma non è tutto. La scoperta si tinge di giallo. Ne esistono tante copie, e in particolare due versioni molto differenti. una, con toni più accesi, che è quella scoperta oggi e probabilmente quella che ha scatenato le ire degli ecclesiasti del Vaticano, e un’altra, meno infiammata, riscritta da Galileo, su suggerimento dell’amico Benedetto Castelli. Ecco come sono andate le cose e tutte le tappe di quella che viene chiamato da Nature Galileo affair, la storia del suo lavoro scientifico che lo porterà alla condanna per eresia.

Intanto, in possesso della Royal Society, la lettera di Galileo, scoperta dal ricercatore italiano Salvatore Ricciardo dell’Università di Bergamo, era rimasta nascosta fra le pieghe dei documenti della Royal Society, probabilmente anche a causa di una non corretta datazione (la data riportata era 21 dicembre 1618 invece che 1613). Indirizzata all’amico Benedetto Castelli, un matematico dell’Università di Pisa, è il primo testo in cui  Galileo spiega perché la ricerca scientifica deve essere libera dai dogmi religiosi. I riferimenti nella Bibbia, secondo lo scienziato, non devono essere presi alla lettera, dato che sono descrizioni semplificate in modo da essere comprese dal popolo, e le autorità religiose non hanno una competenza sufficiente per fare una valutazione. E, arrivando al dunque, scrive che la teoria copernicana per cui è la Terra a ruotare intorno al Sole, e non il contrario, non è in contrasto con quanto scritto nella Bibbia. Una posizione netta, che causerà una vera e propria tempesta. Di questa lettera circolano varie versioni. Ecco il testo scoperto oggi.

 NatureCrediti: Nature

Secondo gli storici, però, l’amico Castelli ha rimandato indietro a Galileo questa lettera, suggerendo alcune correzioni. Correzioni che l’astronomo ha applicato, stendendo una versione meno infiammata. Tuttavia, il 7 febbraio 1615, la lettera di Galileo, probabilmente nella versione originaria e infuocata, è stata inviata all’Inquisizione di Roma da parte del frate domenicano Niccolò Lorini (questa copia è custodita negli archivi segreti del Vaticano). Soltanto una settimana dopo, il 16 febbraio 1615, preoccupato, Galileo spedì una nuova missiva all’ecclesiastico romano nonché suo amico Piero Dini, raccontando che probabilmente la lettera inviata all’Inquisizione era stata alterata. In questa comunicazione, allega anche la versione corretta e chiede a Dini di recapitarla ai teologi in Vaticano. Nella missiva a Dini, Galileo parla di “cattiveria e ignoranza” dei suoi nemici ed esprime la sua preoccupazione che “l’Inquisizione possa in parte essere fuorviata da questo imbroglio mascherato dallo zelo e dalla carità”.

E Galileo inviò a Dini almeno una dozzina di copie conservate in varie collezioni. Ma proprio l’esistenza di due versioni difformi, quella con toni incendiati e quella smorzata, ha generato confusione fra gli studiosi su quale fosse quella originale. Oggi la scoperta del ricercatore italiano Ricciardo aggiunge un nuovo tassello per dipanare questa matassa, dato che probabilmente la prima versione, quella del dicembre 1613, era la prima, quella più infiammata, la stessa inviata all’Inquisizione da Lorini. Ecco qui le tappe del Galileo affair, illustrate da Nature, dall’argomentazione della tesi eliocentrica fino alla condanna dell’Inquisizione.

Le tappe
1543
. L’astronomo polacco Niccolò Copernico pubblica De revolutionibus orbium coelestium, in cui afferma che sono i pianeti a ruotare intorno al Sole, ribaltando la prospettiva accettata fino ad allora, per cui al centro c’era la Terra.

1610. Il filosofo, matematico e frate domenicano Giordano Bruno viene condannato dall’Inquisizione sulla base di diversi capi di imputazione, fra cui l’aver sostenuto la teoria copernicana. Bruno viene bruciato vivo sul rogo.

1610. Galileo pubblica il Sidereus Nuncius, un trattato di astronomia in cui descrive le scoperte con un nuovo telescopio a conferma della teoria copernicana.

1613. È l’anno della lettera dai toni accesi resa nota oggi, inviata da Galileo all’amico matematico Benedetto Castelli. Di questa lettera circoleranno diverse copie

1615. Niccolò Lorini invia la lettera all’Inquisizione di Roma, mentre Galileo chiede a un ecclesiastico suo amico di controllare che la versione inviata non sia stata alterata di proposito, allegando una copia di quella corretta ed edulcorata.

1616. Arriva dalla Chiesa l’ammonimento a Galileo, con richiesta di abbandonare il modello copernicano, mentre i suoi libri contenenti queste teorie vengono banditi. La circolazione di De revolutionibus orbium coelestium viene sospesa in attesa che venga chiarito che si tratta soltanto di una teoria.

1632. Galileo pubblica il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo in cui analizza le evidenze a supporto e contro sia il modello tolemaico (quello per cui la Terra è al centro della rotazione degli altri pianeti) e il modello copernicano. L’Inquisizione convoca Galileo che verrà processato.

1633. Galileo viene condannato come “veementemente sospetto di eresia e il suo libro viene bandito. La pena detentiva viene poi commutata in arresti domiciliari, condizione in cui ha vissuto gli ultimi nove anni della sua vita.

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