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wired.it - 1 settimana 1 ora fa
App-ex-iTunes(Foto: Apple)

Apple sta pianificando la separazione e pensionamento di iTunes che sarà diviso in diverse altre applicazioni più specifiche e a se stanti dedicate ognuna a un argomento e ambito specifico. Ci sarà infatti l’app per la Tv, quella per la Musica, quella per i Podcast e quella per i Libri, un po’ come ci ha abituato Google per il suo sistema operativo Android.

Se da un lato si va a separare, dall’altro si va a unificare ed è infatti proprio questo l’obiettivo di Apple che ha come necessità quella di smembrare il suo storico software/servizio per rendere più flessibile e indipendente ogni singolo ambito. E il motivo è presto detto dato che con un’app per ogni argomento sarà più semplice puntare al grande obiettivo della società di Cupertino che è quella di rendere uno e uno soltanto il sistema operativo dei prodotti di casa della mela morsicata non creando più barriere né distinzioni tra macOs e iOS che attualmente dividono il mondo dei computer fissi e portatili da quello dei device come iPhone, iPad e iPod Touch.

La separazione dei vari servizi interni a iTunes segue il percorso tracciato dall’evento dello scorso 25 marzo quando Apple ha dato conferma dell’arrivo dell’applicazione Tv anche su MacOs dunque sui Mac. In questo presente in cui tutto è interconnesso e multipiattaforma, dove dispositivi di varia categoria devono poter comunicare tra loro in modo flessibile, veloce, rapido e senza possibilmente fili e cavi, iTunes è un’ancora che è stabilmente agganciata al passato.

I am now fairly confident based on evidence I don’t wish to make public at this point that Apple is planning new (likely UIKit) Music, Podcasts, perhaps even Books, apps for macOS, to join the new TV app. I expect the four to be the next wave of Marzipan apps. Grain of salt, etc

— Steve Troughton-Smith (@stroughtonsmith) 5 aprile 2019

La fine del diciottenne iTunes era segnata da tempo, per velocizzare questo processo di unificazione. Il primo passo si vedrà con la diffusione di MacOs 10.15 che renderà indipendenti le nuove app Musica, Podcast, Tv e Libri da iTunes che dunque non dovrà più fare da necessario (e un po’ noioso) tramite, come scoperto dallo sviluppatore Guiherme Rambo. Inoltre, vedi tweet, sembra che le Musica, Podcast e Tv saranno realizzate con Marzipan, tecnologia per il porting facile di app iPad su Mac.

L’ennesima conferma della fine prossima di iTunes è data dalla nuova versione di Podcast con i programmi che si possono ascoltare direttamente dalla piattaforma senza dover aprire, appunto, il software madre. L’ultimo indizio riguarda la url diretta dei podcast che non rimanda più a iTunes ma al sito ufficiale dei programmi. Insomma, tutto è pronto per un cambio epocale per Apple, pensionando iTunes dopo 18 anni.

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wired.it - 1 settimana 2 ore fa

In un attesissimo incontro con i suoi investitori, l’amministratore delegato di Disney Rob Iger ha presentato i dettagli di quello che sarà il nuovo e ambizioso servizio di streaming della compagnia, chiamato Disney+.

Sono ormai due anni che la casa di Topolino lavora al lancio di un catalogo digitale online che ha come obiettivo primario quello di rivaleggiare con Netflix, ma che dovrà vedersela anche con il servizio omologo presentato qualche settimana fa da Apple. Questa versione però potrà contare sulle tante properties in seno all’azienda che oltre ai film e alle serie d’animazione vanta marchi come Pixar, Marvel, Star Wars e dopo la recente fusione anche la library Fox e i documentari di National Geographic.

Quando arriva?

Durante la presentazione che si è svolta ai Walt Disney Studios in California sono stati confermati molti dettagli.

Disney+ debutterà negli Stati Uniti il prossimo 12 novembre, al costo di 6,99 dollari al mese o di 69,99 euro all’anno, completamente senza pubblicità. Arriverà nel resto del Nord America, in alcuni paesi dell’Asia e in Europa, quindi anche in Italia, a partire dai primi mesi del 2020, per una diffusione totale prevista nel 2021. Dove disponibili, saranno creati anche dei pacchetti con gli altri servizi streaming del gruppo, ovvero Hulu e lo sportivo Espn+.

disney Il palinsesto

Al lancio Disney+ avrà un catalogo già consistente di titoli che prevede 18 film Pixar, 13 classici dell’animazione Disney finora mai diffusi in streaming, tutti i film di Star Wars, alcune pellicole Marvel come Black Panther e Capitan Marvel, 100 film originali di Disney Channel, 250 ore di documentari National Geographic e tutti gli oltre 660 episodi dei Simpson. Inoltre la piattaforma potrà vantare fin dall’inizio almeno 9 produzioni originali.

Fra le novità previste, come già annunciato negli scorsi mesi, ci saranno la serie The Mandalorian ambientata nell’universo di Guerre Stellari, la versione live-action di Lilli e il vagabondo e la produzione animata Marvel What If (fra gli altri titoli legati a Avengers arriveranno anche Falcon and Winter Soldier, Loki e WandaVision, tutti con il ritorno degli attori della saga filmica).

Ci saranno poi la serie Pixar Monsters At Work, la nuova stagione di Star Wars: The Clone Wars, un film tratto dalla serie Disney Channel Phineas and Ferb e un esclusivo documentario dietro le quinte di Frozen 2: Into the Unknown. Arriveranno anche due corti animati relativi a Toy Story 4, uno incentrato sul personaggio di Bo Peep e l’altro su quello di Forky.

Investimenti

Sebbene il nuovo servizio non abbia la potenza di fuoco di Netflix, che spende già 8 miliardi di dollari l’anno per i suoi programmi originali, Disney prevede un investimento sempre crescente.

Si conta che avrà 7500 episodi di programmi tv e 400 film al suo debutto, superando le 50 serie originali entro il suo quinto anno di vita. Una sfida non indifferente per l’azienda che, oltre a rinunciare alle somme ingenti che le derivavano dal vendere in licenza i propri prodotti agli altri servizi come appunto Netflix (si parla di 150 milioni di dollari), si accollerà i debiti di una simile operazione (solo nell’ultimo anno fiscale ha già perso 1 miliardo di dollari per i suoi streaming già esistenti).

L’obiettivo è però ambizioso: ci si aspetta di raggiungere dai 60 ai 90 milioni di abbonati entro il 2024, anno in cui Disney+ dovrebbe arrivare anche al pareggio e iniziare poi a guadagnare. Anche il fatto che il prezzo standard sia fissato a poco meno di 7 dollari mensili (quando il pacchetto medio di Netflix, almeno negli Usa, sembra essere quello da 13 dollari) la dice lunga sulla politica aggressiva che la compagnia vuole portare avanti fin dal suo lancio.

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