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brand-news.it - 4 giorni 11 ore fa

Zippo ha commissionato allo street artist Ben Eine un murales che raffigura la parola ‘Create’

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wired.it - 4 giorni 11 ore fa

Il sessismo in pubblicità ha contribuito negli anni a una certa visione della donna e del suo ruolo nella società. Ma cosa sarebbe successo a parti invertite? Il fotografo Eli Rezkallah, con il progetto“In a parallel universe”, ha provato a immaginarlo ricreando una serie di immagini pubblicitarie, fittizie, dove il maschio è al centro di un messaggio denigratorio o sminuente, in parallelo con pubblicità d’epoca con un’estetica alla Mad Men. L’intento di Rezkallah era di mettere in discussione il sessismo moderno, “mostrandolo in tono ironico per accendere una conversazione attraverso il gioco di ruolo”.

L’intento era nobile ma Rezkallah si è scontrato, a vari livelli, con la reazione del pubblico. Alcuni gli contestano di aver semplicemente proposto uno stereotipo al contrario, altri di non contestualizzare le immagini nella cultura del tempo. C’è anche chi su Twitter lo accusa di arrivare tardi sull’idea e sul concept delle pubblicità sessiste al contrario e in effetti pare proprio così.

Problema più scottante, alcune delle vecchie pubblicità utilizzate da Rezkallah sembrano presentare qualche problema di attendibilità. Ad esempio quella del claim Hardee’s viene bollata come fake, per vari motivi: la catena è nata negli anni ’60 e il simbolo appare più recente, generato dalla fusione con un altro player sul mercato.

Inoltre, la pubblicità, paradossalmente, parla male del prodotto. Cercando in rete, sembra che l’immagine utilizzata sia il clone di un’altra pubblicità d’epoca, di una ditta che produceva, per davvero, lavandini. Qualche dubbio solleva anche l’immagine della pubblicità della birra Schlitz: la frase nell’immagine o è stata aggiunta a posteriori?

C’è anche il tema contestualizzazione: ad esempio una delle immagini utilizzate da Rezkallah, quella dei pantaloni Mr Leggs, era stata anni fa al centro di un’analisi in Francia per capire dove fosse apparsa per la prima volta, per dimostrare che c’era una logica di racconto inopportuna, ma non sessista a senso unico.

Insomma, pur non togliendo nulla all’aspetto creativo e al messaggio generale, sembra che il fotografo libanese non abbia prestato la dovuta attenzione, pensando più al fine dell’operazione che all’aspetto filologico.

Potete farvi un’idea del progetto, guardandolo le foto qui sopra.

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wired.it - 4 giorni 11 ore fa
Instagram, influencer, foto, Wired Italia, www.wired.it, Giuditta Mosca(Immagine; pixabay/CC0 Creative Commons)

Non si è limitato a presentare la pianificazione finanziaria per il 2018 al parlamento di Singapore, il ministro delle Finanze Heng Swee Keat ha ingaggiato 50 influencer di Instagram per educare e mettere i cittadini in condizione di esprimere la propria opinione.

A partire dallo scorso mese di dicembre sono già stati pubblicati una trentina di post, diretti anche ai più giovani, nel tentativo di aumentare il loro interesse in materia di istituzioni, governo e spesa pubblica. Con i contenuti pubblicati non sono stati veicolati solo numeri (nel 2017 il budget di Singapore superava di poco il miliardo di dollari) ma anche le difficoltà riscontrare nel decidere come impiegare il denaro pubblico.

Gli influencer hanno il compito specifico di spingere e divulgare il piano finanziario fino al prossimo 19 febbraio, quando il ministero delle Finanze renderà pubblico il budget. Raggiunto dalla stampa locale, il portavoce del ministero non ha reso noto l’importo speso per assoldare gli influencer, limitandosi a sostenere che sono state applicate le “normali tariffe di mercato”.

 @msjotan) (Foto: @msjotan)

Sono diverse le campagne avviate su Instagram dagli specialisti selezionati e, in totale, hanno già raggiunto circa 225mila utenti, anche se in media i post riscuotono uno scarso coinvolgimento, con in media meno di 20 commenti ciascuno.

Con la campagna #SGBUdget il governo ha voluto far conoscere al popolo le politiche a supporto delle aziende, un tema che potrebbe essere recepito come relativamente importante da parte dei cittadini, soprattutto i più giovani.

L’occhio critico
Il professore Brian Lee, a capo del programma di comunicazione dell’Università delle scienze sociali di Singapore, ha riconosciuto il merito del governo di volere raggiungere i più giovani attraverso i social media anche se, sul lungo periodo, rischia di non dare i risultati desiderati: “Se c’è consapevolezza tra il pubblico, allora si vedranno i risultati, una campagna social non sarà in grado di promuovere la comprensione o i cambiamenti nel comportamento delle persone”.

La pensa diversamente il ministero delle Finanze che, già nel 2017, aveva usato i social media per veicolare decisioni e considerazioni relative al budget e alla sua assegnazione.

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wired.it - 4 giorni 11 ore fa

statusinsta

“Attivo 11 minuti fa”, “Attivo 24 minuti fa”, “Attivo ora”: cos’è, Messenger? No, Instagram. Il nuovo aggiornamento dell’app, sia per iOS che per Android, si è portato appresso una funzione che fa tornare tutti indietro all’incubo della visualizzazione dell’attività di whatsappiana memoria.

Se prima sotto i nomi degli utenti nella sezione dei messaggi diretti compariva semplicemente una riga di testo dell’ultimo scambio con la data in cui era avvenuto, adesso, in automatico, compare l’indicazione dell’ultima volta che l’utente si è connesso.

Non è ben chiara la ragione per cui Facebook abbia portato sulla sua piattaforma di foto e video questa funzione decisamente retrò, ma lo ha fatto senza colpo ferire. La buona notizia, è che ampiamente disattivabile. Basta andare su “Impostazioni” e deselezionare la voce “Mostra stato di attività”. Esattamente come succede su WhatsApp, non rendere visibile la propria attività online comporta non vedere quella altrui. Onesto. E nessuno si farà male.

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wired.it - 4 giorni 11 ore fa
Brexit, Regno Unito, Europa, Facebook, Russiagate, Wired Italia, www.wired.it, Giuditta Mosca(Immagine; pixabay/CC0 Creative Commons)

Facebook passerà al setaccio tutti i contenuti relativi al referendum sulla Brexit per stabilire se ci sono state interferenze da parte di gruppi di propaganda vicini al Cremlino.

Si tratta in realtà di una seconda analisi approfondita. A ottobre del 2017, su richiesta degli inquirenti britannici, Facebook aveva già indagato senza però trovare prove di manipolazioni e ingerenze estere, un risultato che non ha soddisfatto appieno le autorità inglesi e che necessita di un ulteriore verifica.

Un lavoro che richiederà settimane per essere completato, così come dichiarato dal direttore delle politiche pubbliche del social media, Simon Milner, in una lettera indirizzata a Damian Collins, presidente del Comitato digitale, cultura, media e sport della Camera dei comuni del parlamento del Regno Unito.

I welcome the fact that Facebook have now responded to @CommonsCMS request for information regarding the abuse of their platform during the Brexit Referendum. I look forward to reviewing their findings. pic.twitter.com/7Sd6lSwsav

— Damian Collins (@DamianCollins) 17 gennaio 2018

Collins, nel chiedere un supplemento di indagini, ha anche garantito che il governo metterà a disposizione di Facebook tutte le informazioni di cui dispone.

Un rapporto diventato nuovamente cordiale dopo le frizioni che si sono registrate durante gli scorsi mesi, quando il governo britannico ha imposto a Facebook (e a Twitter) di fornire tutte le informazioni necessarie a stabilire se, e in che misura, i contenuti postati su entrambe le reti sociali avessero influito sul risultato del referendum del 23 giungo del 2016; quando i cittadini britannici hanno scelto di uscire dall’Ue.

In quell’occasione Collins aveva minacciato sanzioni sia per Facebook sia per Twitter se non si fossero adeguate alle richieste.

Zuckerberg ha dichiarato che nessuno deve utilizzare Facebook per minare la democrazia e infatti, dal social media, stanno collaborando con le autorità americane per fare chiarezza sulle possibili ingerenze russe nelle presidenziali che hanno portato Trump alla Casa Bianca.

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brand-news.it - 4 giorni 12 ore fa

ACI Informatica S.p.A. apre una gara per affidare il servizio di consulenza manageriale a supporto della comunicazione.

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wired.it - 4 giorni 12 ore fa

Si chiamano Philosopher, Native e Infinity i tre orologi danesi più hype del momento; progettati e lanciati con una campagna di raccolta fondi dalla compagnia di Copenhagen Nordgreen, i tre orologi da polso sono una perfetta declinazione del design minimalistico scandinavo.

Disponibili a circa 120 euro per gli early bird – ovvero per un numero limitato di primi finanziatori del crowdfunding – i Nordgreen vengono venduti anche per sostenere una causa umanitaria/ecologica a scelta dell’acquirente.

Salute, ambiente o educazione sono le tre opzioni offerte all’atto dell’acquisto e il numero di serie dell’orologio dà accesso a un apposito sito dove è possibile verificare lo stato di avanzamento dell’iniziativa benefica supportata.

Ti è piaciuto? Guarda ancheil mini documentario Un giorno nella vita di un orologiaio.

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wired.it - 4 giorni 13 ore fa

Non solo piccoli pesci: lo squalo che vedete in questo video non disdegna neppure le alghe, e può sopravvivere anche nutrendosi quasi esclusivamente di quest’ultime.

Si tratta di una specie di squalo martello che popola le acque costiere americane (nome scientifico: Sphyrna tiburo), nel cui stomaco gli scienziati hanno individuato una gran quantità di posidonie. Per poi decretare, come raccontano nel loro ultimo studio, che l’animale è in grado di crescere e metter su peso con una dieta del 90% in alghe e solo il 10% in molluschi e piccoli crostacei.

Ecco le immagini dello squalo e dei coraggiosi ricercatori che lo hanno osservato durante settimane e settimane di pasti.

(Science)

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