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wired.it - 4 ore 23 min fa
crispr(foto: KtsDesign/Science Photo Library via Getty Images)

Dal laboratorio al letto del paziente. Per la prima volta negli Stati Uniti, per la precisione all’università della Pennsylvania a Philadelphia, la tecnica di editig del dna Crispr-Cas9 è stata applicata per modificare in laboratorio le cellule del sistema immunitario di due pazienti oncologici, uno affetto da mieloma e uno da sarcoma. Le medesime cellule ingegnerizzate sono state poi reinfuse nei pazienti per aiutarli a combattere il tumore. Funzionerà? Quanto è sicuro? Ci vorrà ancora tempo per dirlo e gli scienziati hanno fatto sapere che manterranno il riserbo sui risultati fino alla pubblicazione dei dati ufficiali.

Il trial

Finalmente ci siamo: Crispr esce dal laboratorio per essere applicato in clinica anche negli Stati Uniti. L’università della Pennsylvania ha fatto sapere tramite un suo portavoce che la sperimentazione per il trattamento antitumorale è partita: i linfociti T di due pazienti (uno affetto da sarcoma e uno da mieloma) sono stati prelevati, modificati in vitro con la tecnica di editing del dna Crispr e infine di nuovo infusi nei pazienti.

Gli scienziati, in particolare, hanno utilizzato Crispr come sistema taglia e cuci per eliminare dai linfociti T il gene PD-1 (spesso sfruttato dalle cellule maligne per bloccare l’azione del sistema immunitario) e inserire un recettore ingegnerizzato specifico per il tumore da combattere. La speranza è che, così potenziate, le cellule siano più efficaci nella lotta al tumore (l’immunoterapia che nel 2018 ha vinto il Nobel per la medicina).

Lo studio coinvolgerà in totale 18 pazienti affetti da mieloma multiplo, melanoma e due tipi di sarcoma. L’obiettivo per il momento è valutare la sicurezza del trattamento. Poi si penserà all’efficacia.

I dubbi

Rispetto a tecniche di ingegneria genetica già in uso in clinica per il trattamento di diverse forme tumorali, Crispr non si avvale di vettori virali per modificare il dna delle cellule e quindi, sulla carta, è uno strumento più sicuro, più semplice e più preciso. Ci sono però ancora delle preoccupazioni sulla sua precisione: errori di editing del dna – cioè se Crispr sbagliasse a rimuovere o inserisse le sequenze in punti sbagliati del genoma – potrebbero causare ulteriori problemi al paziente, anziché aiutarlo. Saranno i dati a decretare la sentenza e il destino di Crispr nella pratica clinica, e ci vorrà ancora del tempo prima di avere queste informazioni. E anche qualora tutto andasse secondo le più rosee previsioni occorreranno anni perché diventi prassi.

Crispr nel mondo

Il primo Paese a applicare Crispr-Cas9 in studi su terapie sull’essere umano è stata la Cina, ma oggi sono in corso o stanno per partire diverse sperimentazioni in Canada e in Europa, oltre che negli Stati Uniti. E anche su malattie diverse dal cancro – anemia falciforme, beta talassemia e amaurosi congenita di Leber (una forma di cecità genetica) in pole position.

Attenzione

Questo studio (e gli altri simili) si differenzia in modo sostanziale dai criticatissimi esperimenti di He Jiankui, il ricercatore cinese che l’anno scorso ha annunciato di aver creato i primi esseri umani geneticamente modificati con Crispr. He, infatti, ha operato quello che la comunità scientifica internazionale considera un vero e proprio azzardo intervenendo su embrioni umani, rendendo così le modificazioni genetiche da lui decise eventualmente ereditabili e senza preoccuparsi troppo delle possibili conseguenze sia etiche sia sulla salute dei bambini. Nelle altre sperimentazioni approvate, invece, si interviene su specifici tipi cellulari (non sull’intero individuo) e a seguito di accurate ricerche e pianificazioni per scongiurare, per quanto possibile, gli imprevisti.

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wired.it - 4 ore 32 min fa

Tutti hanno una serie televisiva preferita, molti hanno un oggetto di scena (in inglese prop) dello show prediletto o di più produzioni che vorrebbero aver per sé. Un settore sempre più florido è, proprio per questo motivo, quello del merchandise: dai gadget di Star Wars alla giacca bianca con lo scorpione di Drive, la mania di acquistare oggetti visti o ispirati dai film ha contagiato anche i seguaci del piccolo schermo. Tuttavia, non sempre esistono in commercio repliche di questi oggetti particolari creati apposta per una serie o l’altra, tanto che capita di ascoltare interviste dove gli interpreti confessano di essersi portati a casa un prop cui erano particolarmente affezionati, o particolarmente significativo.

Pochi giorni fa il cast di Game of Thrones – l’ottava e ultima stagione è appena partita – ha rivelato quali prop ha portato via (o tentato di portare via) dal set: per Sophie Turner (Sansa Stark), i corsetti, per Pilou Asbaek (Euron Greyjoy), un anello; Kristofer Hivju (Tormund) ha confessato di aver tentato via portare via una spada affilata ma gli è stato impedito per ragioni di sicurezza, mentre Liam Cunningham (Davos Seaworth) dice di aver arraffato tutto quello che poteva per rivenderselo su eBay (chissà se scherzava…).

Ecco quali sono, secondo noi, alcuni degli oggetti di scena più desiderabili delle serie tv.

1. Il pugnale di Xena principessa guerriera

https://www.youtube.com/watch?v=1foJo9rYYgo
La principessa guerriera forgiata dal fuoco di mille battaglie non è stata solo un’eroina di culto, un modello di riferimento femminile, un personaggio fortissimo e una donna bellissima (Lucy Lawless), aveva anche buon gusto per le armi. La più nota era il chakram, un cerchio rotante affilatissimo che tornava indietro come un boomerang, ma il più bello e desiderato era il pugnale da corsetto intarsiato.

Appannaggio per lo più femminile, l’oggetto in questione è una piccola lama con l’elsa a forma di corna di ariete che replica perfettamente la sinuosità di una scollatura femminile. Per qualsiasi donna con una taglia superiore alla seconda, è l’articolo da difesa dai sogni: invisibile, comodo da raggiungere e che soddisfa pienamente l’esigenza del piacere estetico anche in un oggetto così spartano. In rete si trovano riproduzione artigianali preziose e mediamente costose.

2. Il bambolotto dokkaebi di Goblin

La serie più vista della Corea del Sud è un cult diffuso in tutto il mondo (compresa Arabia, Cina etc…) che ha un seguito di spettatori anche in Italia piuttosto folto, come si evince dall’affollamento che gli stand di merchandise coreano delle grandi fiere del fumetto sperimentano puntualmente. Lo show incentrato su un guerriero diventato una divinità millenaria e solitaria (interpretato dalla più grossa star del Sud Corea, il Gong Yoo di Train to Busan) è zeppo di oggetto di culto, a partire dal cappotto Lavin del protagonista e dall’anello di giada indossato da una protagonista.

Eppure, il prop più ambito è il dokkaebi, un peluche con la faccia da demonietto ispirato ai goblin del titolo e in particolare al protagonista, Kim Shin, a cui il personaggio principale femminile è affezionata. Ne esistono online in commercio di varie misure, basta… arrangiarsi col coreano.

3. Spade, soprabiti e draghi di Game of Thrones

https://www.youtube.com/watch?v=Uc3R-pRds7Q
A dirla tutta, dopo aver ammirato la scena di volo della première dell’ottava stagione durante la quale Jon Snow sperimenta per la prima volta la guida del drago, ciò che vorremmo di più è, per l’appunto, una viverna in carne e ossa. Viste le scarse possibilità che questo avvenga, molti si accontentano dei soliti gadget come tazze, borse, magliette e affini. Eppure ci sono almeno due oggetti di scena che sono diventati di culto per i collezionisti più ambiziosi: la spada di Jon Snow – “Lungo artiglio” – con la testa di (meta)lupo e il cappotto con il dorso di drago di Daenerys. Una replica del prop più ambito dagli uomini (non è vero, anche dalle donne), ovvero la spada, viene da anni sfoggiata sul set di Big Bang Theory, mentre il cappotto bianco è, per ora, un capo artigianale di difficile reperibilità. Ma si può sempre aspettare.

4. Il telefono rosso di Batman

https://www.youtube.com/watch?v=pNO0ECHTP5A

Storicamente il telefono rosso era lo strumento di comunicazione creato per la comunicazione tra la Casa bianca e il Cremlino durante la Guerra fredda. Questo oggetto è visibile in svariati film di spie, ma la serie camp degli anni 60 dedicata a Batman ne mette in scena una. Questo prop che riproduce il classico telefono degli anni ’60 e ’70 (il telefono d’ordinanza della Sip, per chi ricorda quegli anni, era grigio ma molto simile) veniva usato dalla Polizia di Gotham e in particolare dal commissario Jim Gordon per comunicare con l’allegro supereroe interpretato da Adam West in mancanza degli odierni cellulari. Un vero e proprio classico.

5. Il rossetto di Le terrificanti avventure di Sabrina

https://www.youtube.com/watch?v=QtcYh-rbySw

Le beauty influencer ci ricordano che da ieri le vere estimatrici (ed estimatori, Instagram dimostra che siamo al 50%) di Il trono di spade e del make up possono comprarsi gli ombretti, i rossetti e un intero kit alla modica cifra di 250 euro di trucchi firmato Game of Thrones. È una trovata del brand Urban Decay, che come come altri si è ispirato a film e serie per make in edizione limitata. Eppure, gli oggetti più contesi non sono spesso facili da recuperare. Per coloro bersagliate dal colpo di fulmine per il rossetto della giovane strega protagonista di Le terrificanti avventure di Sabrina, la vita è dura. L’irresistibile lipstick rosso scuro che ne contraddistingue il look rendendolo – si chiama Velvet Matte Lip Colour in Very Prive di Christian Loboutin – così accattivante, costa sugli 85 euro e in Italia non si trova (va ordinato e fatto arrivare dall’estero). Per fortuna, un vero appassionato non si lascia fermare facilmente.

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brand-news.it - 20 ore 6 min fa

Lorenzo Foffani è il nuovo head of strategy di Akqa Italy. Foffani è attivo nell’agenzia del gruppo Wpp dallo scorso 10 aprile, principalmente nelle sedi di Milano e Treviso.   Foffani è laureato in Economia all’Università Bocconi e membro dell’Advisory Board dello IED. La sua carriera parte dall’azienda, in L’Oréal, dove ricopre il ruolo di...

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brand-news.it - 22 ore 53 min fa

Attraverso questa campagna di sensibilizzazione l’azienda di tlc donerà 1 milione di euro l’anno in premi per la digitalizzazione di 100 piccoli comuni per 3 anni Porta la firma di Dude la campagna a supporto di ‘Missione Comune’ di Eolo. La prima fase della campagna non vedeva comparire il brand, era infatti incentrata sul video...

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brand-news.it - 23 ore 38 min fa

Coop ha deciso di affidare la propria strategia di comunicazione a un nuovo partner, Havas Milan. La prima campagna è prevista al via nel prossimo autunno

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brand-news.it - 23 ore 56 min fa

Which?, voce dell’associazione dei consumatori Uk, ha rivelato come prodotti di brand sconosciuti rischiano di ingannare gli acquirenti con recensioni false

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brand-news.it - 1 giorno 39 min fa

The North Face ha lanciato la campagna globale #ExploreMode per promuovere la Giornata della Terra come un’occasione per fare vacanza

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wired.it - 1 giorno 44 min fa
Swisscom attiva la rete 5G in Svizzera ottenendo il primato europeo. (Rielaborazione grafica: Gabriele Porro. –  Immagini originali: Swisscom)

Il 5G è ormai alle porte. Dopo il lancio commerciale in Corea del Sud e Stati Uniti, i fari sono puntati sull’Europa. E qui sembra essere stata la compagnia di telecomunicazioni svizzera Swisscom ad accaparrarsi il primato, accedendo la prima rete di quinta generazione a livello commerciale (test sono in corso in decine di città del vecchio continente).

La rete 5G è entrata in funzione dalla mezzanotte tra il 16 e il 17 aprile, in 102 postazioni in 54 località svizzere tra cui Basilea, Berna, Coira, Davos, Ginevra, Losanna e Zurigo.

Il segnale della rete 5G verrà trasmesso in onde radio nelle bande 700 mhz, 1.400 mhz e 3,5 ghz che Swisscom si è aggiudicata all’asta di febbraio, sborsando la cifra di 380 milioni di franchi svizzeri (circa 333 milioni di euro). Tali frequenze rimarranno in gestione alla compagnia per i prossimi 15 anni.

Anticipando gli altri operatori telefonici europei, Swisscom, a cui fa capo l’italiana Fastweb, ha assegnato alla Confederazione elvetica il terzo gradino del podio nella corsa ad accendere le reti 5G.

Sebbene la rete sia operativa a tutti gli effetti, i primi dispositivi mobili in grado di usufruire di tale servizio verranno venduti assieme agli abbonamenti da maggio.

Swisscom ha scelto di affidarsi al dispositivo Oppo Reno 5G, che sfrutta la tecnologia Qualcomm X50 5G, per il lancio della rete e degli abbonamenti vendendo poi nel terzo trimestre anche gli smartphone di Huawei, Lg Electronics a maggio e Samsung a luglio.

Entro la fine dell’anno il 5G Swisscom sarà a disposizione di tutti a livello dell’intero territorio nazionale, pronto per essere utilizzato con i nuovi dispositivi 5G firmati dai maggiori produttori e che troveremo sotto l’albero di Natale”, ha annunciato Urs Schaeppi, amministratore delegato della compagnia di telecomunicazioni elvetica.

 

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