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wired.it - 1 giorno 19 ore fa
Hacker (Getty Images)Hacker (Getty Images)

Borse di studio per formare hacker di stato. È questa una delle misure su cui sta lavorando il ministero della Difesa per alzare la barriere cyber dell’Italia. Lo ha annunciato a Itasec, la conferenza nazionale sulla sicurezza informatica, il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo. L’idea è di arruolare giovani hacker etici, dalle scuole superiori o dalle università, per “creare un team istituzionale che risponda solo alla bandiera italiana”, ha detto Tofalo.

La formazione sarà pagata attraverso borse di studio, finanziate da un “cassetto strutturale”, ha precisato il sottosegretario, gestito in tandem dal ministero dello Sviluppo economico e dalla Difesa. Il primo gettone è già stato depositato, come previsto da un emendamento alla legge di bilancio: un milione di euro. Diventeranno tre milioni nel prossimo triennio, all’interno di un programma che dovrà diventare fisso. Ora il governo sta definendo lo schema per erogare i fondi.

L’obiettivo, ha spiegato Tofalo, è “di arrivare a un team che faccia rotazioni negli enti statali come gli ambasciatori del ministero degli Esteri”. Saltando dagli uffici della presidenza del consiglio a quelli dei ministeri, dalle aziende della sicurezza all’università. Uomini esperti collocati nei punti chiave del paese. E la Difesa non esclude di sostenere la Cyberchallenge, il programma di addestramento per giovani tra 16 e 23 anni, che quest’anno ha già raccolto oltre 3.200 adesioni.

La strategia cyber del ministero della Difesa prende forma. Nel contratto di governo, ha ribadito Tofalo, “è presente la defiscalizzazione dei costi della sicurezza cibernetica”. E il sottosegretario punta a mettere nero su bianco il proposito in un disegno di legge entro l’anno.

Nel frattempo, i tecnici della Difesa stanno tracciando una bozza di una legge “per proteggere il know how italiano” nel campo della sicurezza informatica. Un provvedimento che ricalca alcuni punti del Title ten degli Stati Uniti (su ruolo e organizzazione delle forze armate). O, per dirla in altro mondo, una sorta di golden power per salvaguardare le piccole e medie imprese nazionali e tutelare la tecnologia cyber made in Italy. In parallelo i ministeri di Difesa, Sviluppo economico e istruzione, con la pubblica amministrazione, hanno pubblicato il 13 febbraio il progetto Italia Open Lab, per sostenere i progetti di impresa degli studenti delle scuole della penisola.

A marzo Tofalo, che ha una delega alla cybersecurity assegnata dalla ministra Elisabetta Trenta, sarà in missione negli Stati Uniti, per presentare a Washington l‘ecosistema di sicurezza informatica del Belpaese, con Roberto Baldoni, vicedirettore generale del Dipartimento delle informazioni sulla sicurezza, e Francesco Maria Talò, l’ambasciatore al dossier cyber del ministero degli Esteri.

Un incontro che arriva nel pieno delle pressioni degli Stati Uniti sugli alleati europei perché bandiscano le tecnologie cinesi dai progetti sul 5G, le reti mobili di quina generazione. Tofalo ha ribadito che “non ci sarà alcun blocco. Bisogna applicare la legge e c’è un mercato libero”. Una posizione che allinea la Difesa al rifiuto per uno stop annunciato nei giorni scorsi dal ministero dello Sviluppo economico. La strada da percorrere per validare le tecnologie del 5G sarà quella tracciata da Baldoni nel piano sulla cybersecurity presentato a Itasec: definire un perimetro nazionale e certificare prodotti e servizi.

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wired.it - 1 giorno 20 ore fa
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami
Una giornata per gli ippopotami

Il 15 febbraio si celebra la Giornata degli ippopotami, occasione in cui questi mammiferi, terzi per ordine di grandezza in natura, vengono celebrati in tutto il mondo.

Il termine ippopotamo deriva dal greco e significa letteralmente cavallo d’acqua: sebbene possano sembrare tutt’altro che agili sulla terra ferma, è assodato siano in grado di raggiungere anche i 30 km/h correndo.

Tipici dell’Africa centro-meridionale, ma presenti pure lungo il corso del fiume Nilo, sono un esempio perfetto di come la natura, dietro sembianze goffe e bonarie, può nascondere tutta la sua sfumatura selvaggia.

Per celebrare questa ricorrenza abbiamo raccolto alcuni affascinanti scatti nella nostra gallery qui in alto.

 

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wired.it - 1 giorno 20 ore fa

In assenza di vento o del passaggio di un’ape, questa pianta ha imparato che, se si parla di impollinazione, può arrangiarsi facendo tutto da sola. Si tratta dell’Erysimum incanum, un piccolo fiore che cresce in Spagna e in Africa occidentale, che ha mostrato agli scienziati una tecnica di auto-impollinazione che non era mai stata osservata in precedenza.

Lo studio, appena pubblicato su The American Naturalist, è ben riassunto da queste immagini: stigmi e antere del fiore cercano il contatto sotto gli occhi di tutti, come in una danza, anziché sfruttare semplicemente il momento in cui i petali si richiudono e li portano più vicini.

(Science)

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wired.it - 1 giorno 21 ore fa
Prime Minister Theresa May leaves the Houses of Parliament in Westminster, London, following a Brexit vote in the House of Commons. (Photo by Dominic Lipinski/PA Images via Getty Images)Il primo ministro Theresa May dopo il voto. (foto: Dominic Lipinski/PA Images via Getty Images)

Theresa May è sempre più nei guai. Nella serata di San Valentino il parlamento britannico ha bocciato con 303 voti contrari una mozione che aveva l’obiettivo di sostenere la premier in vista di nuovi negoziati con Bruxelles sulla Brexit.

A causare la sconfitta sono stati, ancora una volta, gli oltranzisti della Brexit. Il gruppo informale guidato dal deputato conservatore Jacob Rees-Mogg, di cui fa parte anche l’ex ministro degli Esteri e sindaco di Londra Boris Johnson, ha infatti deciso di astenersi. Il motivo: la nuova strategia della premier escluderebbe l’ipotesi del no deal. L’uscita senza accordo non piace alla maggioranza dei deputati della Camera dei Comuni, ma Rees-Mogg e i suoi la considerano migliore rispetto all’accordo di divorzio negoziato da May con l’Unione europea. Inoltre, sono convinti che il no deal sia necessario per ricattare Bruxelles e spingerla a fare più concessioni. Juncker e Barnier hanno ripetuto più volte di voler evitare questo scenario per quanto possibile.

Le conseguenze del voto
La bocciatura della mozione non ha nessun effetto immediato a livello politico. Non si tratta, infatti, di un’azione vincolante e il parlamento può tornare sulla questione. Ma quanto successo dà un’indicazione generale sulle intenzioni dei deputati in merito alla Brexit.

Secondo gli osservatori, il voto dimostra che May non si può fidare dell’ala più euroscettica del suo partito ed è inutile cercare il suo sostegno. Nei giorni scorsi la premier era volata a Bruxelles per discutere una revisione del backstop, il meccanismo che impedisce il ritorno di un confine duro tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord. La riapertura delle trattative era stata richiesta a gran voce proprio dagli hard Brexiter.

Cosa succederà ora
La premier Theresa May continuerà a chiamare le cancellerie europee per convincerle a riaprire le trattative. L’accordo così come è stato negoziato, infatti, non ha nessuna possibilità di essere approvato in parlamento. Secondo un articolo del Sole 24 Ore, May avrebbe parlato anche coi leader di Cipro e Malta, ma mai con le autorità italiane. Downing Street avrebbe, però, assicurato che è solo una questione di tempo.

Secondo gli analisti, May non manderà avanti le trattative con Jeremy Corbyn. La premier ha rifiutato le condizioni che il leader laburista aveva messo sul tavolo per ottenere il suo appoggio e quello dei deputati del suo partito. Una tra tutte: la permanenza del Regno Unito nell’unione doganale.

Il parlamento si riunirà per il prossimo voto il 27 febbraio, a distanza di un mese e due giorni da quella che dovrebbe essere l’uscita ufficiale del Regno Unito dopo l’Unione europea. Nessuno, però, riesce ancora a capire che tipo di Brexit sarà, né se avverrà davvero. A questo proposito il ministro del Commercio internazionale Liam Fox aveva dichiarato in un’intervista al Sunday Times a dicembre che c’è un 50 per cento di possibilità che, alla fine, non ci sarà nessuna uscita dall’Ue.

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wired.it - 1 giorno 21 ore fa
 Nvidia)(Foto: Nvidia)

Non si ferma il lavoro degli sviluppatori Nvidia sul set top box Nvidia Shield. L’ultima funzionalità guadagnata dal dispositivo gruppo statunitense è il supporto all’Assistente Google, annunciato in queste ore e in arrivo già dalla giornata di oggi sotto forma di aggiornamento gratuito al sistema operativo. Dal termine dell’installazione, l’assistente digitale della casa di Mountain View può essere richiamato premendo l’apposito tasto sul telecomando della console, mentre chi dispone di un controller Nvidia di ultima generazione può decidere di utilizzare il richiamo vocale con il consueto comando “hey google”, in modo da poter controllare ciò che avviene sul tv completamente a mano libera e lasciando appoggiati i comandi dove più comodo.

Attraverso Nvidia Shield l’Assistente risponde alle domande sfruttando lo schermo collegato, visualizzando per esempio le informazioni meteo, le indicazioni stradali o i punteggi della propria squadra preferita quando richiesti. Diventa possibile ovviamente controllare la riproduzione dei contenuti in corso e alzare o abbassare il volume, ma anche avviare film specifici su specifiche piattaforme, oppure visualizzare gli album fotografici caricati online, ma anche i flussi video dei dispositivi di sorveglianza sparsi per la casa.

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L’Assistente Google in realtà non è l’unica novità arrivata nel corso degli anni a bordo del set top box Nvidia. Dalla sua uscita nel lontano 2015 l’aggeggio si è rinnovato nel 2017, ed entrambe le versioni continuano a dotarsi di numerose nuove funzionalità e app integrate — da quelle internazionali come Netflix e Amazon Prime Video alle piattaforme locali come Dazn, Infinity e Rai Play. Il tutto sulla base di una piattaforma hardware ancora tra le più potenti in ambito Android Tv, che oltre ad avere a disposizione un catalogo di giochi esteso può connettersi al servizio di giochi in streaming Geforce Now o ricevere i flussi video dai pc dotati di schede Geforce GTX e RTX.

Con quest’ultimo aggiornamento il set top box non si limita a supportare i comandi vocali avanzati dell’Assistente Google, ma diventa un hub per la smart home ancora più completo e in grado di interfacciarsi con tutti i gadget compatibili con l’ecosistema messo in piedi dalla casa di Mountain View, a patto che siano connessi alla stessa rete wi-fi o all’account dello stesso proprietario. Anche per dare vita a nuove routine che coinvolgano l’uso del televisore: con un unico comando si può per esempio chiedere al sistema di accendere le luci di casa per la mattinata, avviare una playlist musicale e visualizzare le informazioni sul traffico per il luogo di lavoro.

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wired.it - 1 giorno 22 ore fa
 Steam)immagine del gioco Hypnospace Outlaw (fonte: Steam)

Vestire i panni di un moderatore di internet non è cosa facile soprattutto se si tratta di farlo all’interno di un simulatore del web degli anni ’90. Il 12 marzo sarà disponibile sulla piattaforma di Steam Hypnospace Outlaw, un gioco che si definisce come il simulatore della reti di quasi trent’anni fa.

It’s OFFICIAL – Hypnospace Outlaw is coming MARCH 12th!

Are you ready to dive in?

Wishlist here –https://t.co/qDtp73luAg pic.twitter.com/xCQnQbcigq

— No More Robots (@nomorerobotshq) 14 febbraio 2019

Il videogame, creato da Jay Tholen, mette il giocatore nei panni di un moderatore volontario a cui spetta il compito di controllare la crescita di internet. Che nella cornice del gioco prende il nome di Hypnospace e non rispecchia la rete moderna, ma quella di metà anni ’90.

 steam)immagine del gioco Hypnospace Outlaw (fonte: steam)

Hypnospace è un insieme di pagine web personali e personalizzate con una grafica sgranata e datata, ma che rispecchia appieno il periodo storico della crescita e dello sviluppo di internet.

Il gioco consiste nel mantenere monitorate le pagine di Hypnospace e reprimere le violazione delle regole del web che questi siti occasionalmente compiranno. Ogni violazione delle regole richiederà la risoluzione di una sfida unica, basata su un testo che i moderatori dovranno risolvere per contenere i pirati informatici.

Il gioco punta ad attrarre i giocatori grazie al fattore nostalgia esaltato dalla sua grafica, dalle animazioni in bassa risoluzione, dalla musica in 8bit e dai primissimi disegni fatti con il linguaggio html.

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brand-news.it - 1 giorno 22 ore fa

Bioderma lancia il concept #InsiemeAlleMamme, per la pelle dei loro bambini. Cuore della campagna di comunicazione ideata da Connexia è il riposizionamento della linea di prodotti Atoderm di Bioderma attraverso una comunicazione emozionale, che ponga al centro i genitori e che presenti Bioderma come l’alleato migliore per accompagnarli nel percorso di cura quotidiana della dermatite atopica. Core di tutta la strategia social messa a punto da Connexia è...

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wired.it - 1 giorno 22 ore fa
 Gaia Berruto/Wired)Il campus di Facebook a Menlo Park (Foto: Gaia Berruto/Wired)

Secondo quanto riportato da Cnbc, Facebook starebbe monitorando una lista di persone ritenute possibili “minacce credibili” per la società per aver pubblicato intimidazioni contro la piattaforma.

A rivelarlo sono degli ex dipendenti di Facebook che, intervistati da Cnbc, hanno raccontato di come, ai team di sicurezza della società di Menlo Park, sia stato chiesto di prestare attenzione ad alcune persone, inclusi ex dipendenti e utenti, che hanno pubblicamente diffuso minacce contro Facebook o il suo organico.

L’attenzione si alza nei primi mesi del 2018, quando un utente annuncia ritorsioni verso una sede di Facebook in Europa. In quell’occasione Facebook estrae i dati della posizione dell’autore della minaccia e li consegna alle autorità. Questa minaccia della sicurezza ha segnato il primo passo della società in direzione di un monitoraggio più severo dei pericoli ritenute credibili.

Con il termine “minaccia credibile” Facebook definisce quelle persone che nel post di minaccia indicano ora e luogo del presunto attacco oppure  i soggetti che si scagliano contro la società dopo aver partecipano alle riunioni degli azionisti. La caratteristica che accomuna queste “minacce credibili” è che sono state tutte rivolte contro Facebook o il suo creatore, Mark Zuckerberg.

A confermarlo sono i racconti di più di una dozzina di ex dipendenti di Facebook che hanno sottolineato come il social, in alcuni casi, utilizzi i propri mezzi per estrarre i dati di tracciamento della posizione degli utenti che pubblicano minacce tramite i loro post. Facendo così Facebook è in grado di avvisare le autorità se il sospetto è realmente nelle vicinanze del luogo o della persona minacciata.

Gli ex dipendenti intervistati hanno messo in discussione l’etica di questa strategia di sicurezza. Secondo i dati in mano a Cnbc, Facebook a un elenco di questi sospettati, denominato Be on lockout, che includerebbe un centinaio di nomi, tra i quali vi sarebbero anche molti degli ex dipendenti che l’azienda ha licenziato, etichettandoli come possibile fonte di guai.

“Il nostro team di sicurezza fisica esiste per mantenere i dipendenti di Facebook al sicuro”, ha commentato un portavoce di Facebook a Cnbc: “Usano le misure standard del settore per valutare e affrontare minacce di violenza credibili contro i nostri dipendenti e la nostra azienda, e riferire queste minacce alle forze dell’ordine quando necessario”.

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