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wired.it - 1 giorno 3 ore fa

Prezzo: 549 euro | Voto: 7,5 | Maggiori informazioni: Avegant

Non è un visore come gli altri e non è nemmeno un paio di cuffie come sembra: è Avegant Video Headset, un prodotto unico nel suo genere che si indossa come l’impianto cibernetico di Geordie La Forge in Star Trek e, grazie a un sistema di proiezione nascosto dentro all’arco che collega i due padiglioni, permette di giocare, vedere film e serie TV e perfino lavorare con l’equivalente di uno schermo da 65 pollici a pochi metri di distanza. Nato nel 2015 da una campagna su Kickstarter, è arrivato in Italia in queste settimane e nonostante l’età si candida ancora come uno dei gadget più bizzarri in circolazione.

Il suo funzionamento in modalità cuffie è piuttosto terra terra: posizionando il sistema di proiezione sopra la testa come un archetto e collegando il cavo jack all’uscita da 3,5 millimetri e senza consumare la batteria (o tramite bluetooth). La qualità dell’audio è elevata così come buono è l’isolamento passivo garantito dal rivestimento delle cuffie, ma dal punto di vista estetico la soluzione non è particolarmente felice: il rivestimento magnetico che copre le lenti si sgancia facilmente e la presenza del proiettore all’interno dell’archetto rende la soluzione fragile e poco adatta a qualunque tipo di ascolto in mobilità che non sia quello comodamente seduto in aereo o in treno.

Il ruolo principale di Avegant Video Headset è però quello di visore. Appena indossato occorre sistemarlo al meglio sul viso: l’immagine va messa a fuoco ruotando le ghiere alla base delle lenti e il campo visivo di ciascuno dei due occhi va centrato per evitare di perdersi i margini. L’operazione dura una decina di secondi scarsa, ma va effettuata ogni volta: il visore infatti, pur restando sempre saldo sul volto, non vi non aderisce mai perfettamente. È un comportamento normale, ma che lascia sempre un gioco di pochi millimetri da compensare sistemando le due levette manuali all’altezza degli occhi.

La fatica è ricompensata da un’immagine di qualità elevata, generata da un sistema di proiezione DLP che sfrutta milioni di specchi per indirizzare il flusso luminoso verso ciascun occhio. Davanti agli occhi si staglia l’equivalente di uno schermo da 65 pollici, con una risoluzione è di soli 1280×720 pixel per occhio, ma dalla definizione impressionante: gli elementi luminosi sono indistinguibili uno dall’altro e i contenuti risaltano in ogni condizione. Buona anche la fedeltà dei colori e la luminosità, mentre sono presenti una modalità 3D e a 360 gradi per visualizzare i contenuti realizzati appositamente.

L’esperienza in ogni caso non è pensata per essere completamente immersiva, anche perché il visore occupa solo una parte del campo visivo, che in alto e in basso resta sgombro da ostacoli. Si tratta di una scelta deliberata: dal momento che la visione periferica mantiene parzialmente (ma costantemente) il contatto con ciò che avviene all’esterno, Avegant Video Headset non provoca nausea neppure dopo utilizzi prolungati, né aliena completamente chi lo utilizza. Con il visore addosso si può rispondere a messaggi e notifiche sul telefono e toglierlo nel momento in cui qualcosa o qualcuno nella stanza richiede attenzione; per immergersi più a fondo nei contenuti proiettati basta spegnere la luce ambientale, sempre consci però che davanti agli occhi c’è uno schermo, e non una realtà virtuale.

La cinghia superiore e una serie di supporti intercambiabili e regolabili per il setto nasale rendono Avegant Video Headset comodo da indossare in ogni situazione e, una volta attivato il flusso video, godersi giochi e video al suo interno è effettivamente una pacchia, che lo si faccia sul divano, in poltrona, o perfino spaparanzati a pancia in su e immobili sul letto rinfrescati dal ventilatore.

Il problema del visore è l’assenza di software e di memoria interna, che lo rende inutilizzabile senza una fonte dedicata ai contenuti. La confezione include un cavo HDMI abbastanza lungo da riuscire a usare il gadget con qualunque computer e console, ma che in altre situazioni, magari collegato al set top box in salotto, può risultare corto. In ogni caso la soluzione prevede due oggetti separati che richiedono ciascuno la propria alimentazione (nonché l’acquisto di un adattatore casomai si volessero utilizzare uno smartphone o un notebook compatto), e non è esattamente il massimo per il viaggio.

In questo modo il Video Headset di Avegant si qualifica come un prodotto per pochi, sia per via degli ostacoli da affrontare per utilizzarlo, sia per il prezzo richiesto per acquistarlo. Su quest’ultimo probabilmente i produttori non potevano lavorare più di tanto, ma rendere il gadget indipendente da fonti esterne lo avrebbe reso un acquisto intrigante per una fetta di pubblico decisamente più ampia. Così com’è resta un promettente primo passo in un ambito ancora poco esplorato, nonché un prodotto di alta qualità che non mancherà di soddisfare chi se lo può permettere.

Wired
Quattro ore di autonomia, più che sufficienti nella maggior parte dei casi.

Tired
Usarlo in un luogo pubblico attira decisamente l’attenzione.

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wired.it - 1 giorno 3 ore fa

Si è conclusa domenica 9 luglio la quattro giorni di manifestazione velistica The Foiling Week Global Tour. Svoltosi a Malcesine, sul lago di Garda, l’evento comprendeva regate, forum, esposizione di imbarcazioni e un camp gratuito per i velisti; e l’happening ha mostrato tutte le potenzialità del foiling — ovvero della tecnica di navigazione che prevede di volare quasi sospesi dall’acqua grazie ad apposite pinne con appendici orizzontali montate sullo scafo.

Un apposito laboratorio per ragazzi dai 12 ai 17 anni ha permesso anche ai più giovani di avvicinarsi alla tecnica del foiling. Tra gli ospiti della tappa italiana della Foiling Week segnaliamo le atlete — ambassador di Slam — Alice Linussi e Francesca Russo Cirillo, veliste triestine della Società velica di Barcola e Grignano, campionesse mondiali d 420.

Le prossime tappe della manifestazione, giunta quest’anno alla quarta edizione, avranno luogo a Miami, Sidney e Punta del Este (Uruguay).

Ti è piaciuto? Guarda anche Come si costruisce una piroga di legno.

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wired.it - 1 giorno 3 ore fa
 ingv.it)(Foto: ingv.it)

Scossa di magnitudo 4,0 alle 20:57 di ieri sull’isola di Ischia, con epicentro in mare a 5 chilometri di profondità, nelle immediate prossimità di Casamicciola, piccolo centro messo a dura prova dal sisma e in cui sono crollati il maggior numero di edifici.

Il bilancio è di 2 vittime accertate e 39 feriti, uno dei quali giudicato grave. Migliaia le persone che si sono riversate in strada, tra le quali anche tanti turisti che si stanno imbarcando in massa sui traghetti, messi a disposizione dall’impianto di soccorso, per raggiungere la Penisola.

Mentre scriviamo i soccorritori hanno già individuato una terza vittima, ancora non estratta dalle macerie. Soccorritori impegnati in una situazione complessa e che hanno tenuto il contatto tutta la notte con Ciro e Mattia, fratelli di 4 e 6 anni che stanno per essere estratti proprio in questi minuti. Maggiore fortuna invece per il terzo dei tre fratelli, Pasquale di 7 mesi, che è già stato messo in salvo durante la notte.

#22ago 6:00 #Ischia, #vigilidelfuoco #usar al lavoro senza sosta, sempre in contatto con uno dei due bambini sotto le macerie pic.twitter.com/wjqNnJDUNF

— Vigili del Fuoco (@emergenzavvf) 22 agosto 2017

È già divampata la polemica, voci sempre più corali chiedono come un sisma di una simile magnitudo abbia potuto arrecare così tanti danni a persone e cose.

Il Comune di Ischia ha già allestito una sala operativa per coordinare gli interventi mentre, come sempre accade in questi casi, le raccomandazioni sono quelle di togliere le protezioni alle reti wi-fi e di lasciare spazio ai veicoli e al lavoro dei soccorritori.

L’Italia torna a tremare, a un anno dai terremoti che hanno colpito il Centro del Paese e, con macabra ironia, Casamicciola rivive un incubo. Il 28 luglio del 1883 un sisma di magnitudo 5,8 ha fatto 2.313 vittime, 1.784 proprio nel piccolo paese che oggi conta circa 9mila abitanti.

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wired.it - 1 giorno 4 ore fa

Come si formano e si intensificano gli uragani? Proverà a rispondere la missione Epoch (East Pacific Origins and Characteristics of Hurricanes) della Nasa.

In particolare, un nuovo velivolo senza pilota sta solcando, a partire proprio da questo mese, l’atmosfera sopra l’Oceano Pacifico, raccogliendo dati su pressione, umidità, temperatura e velocità del vento per capire come tutti questi fattori influenzano la formazione degli uragani, e capire se è possibile prevederli. In questo video, ecco il trailer del progetto.

Ti è piaciuto? Allora guarda anche come il programma Landsat monitora i ghiacci del Pianeta.

(Nasa)

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wired.it - 1 giorno 4 ore fa

sigaretta 3

Smettere col fumo non è solo questione di forza di volontà. Il supporto di amici e parenti è fondamentale, e possono aiutare anche farmaci e terapie. Uno stimolo decisivo comunque può arrivare anche dal portafogli: come hanno capito molte nazioni (tra cui l’Italia), aumentare il prezzo delle sigarette può rappresentare la spinta decisiva per convincere ad abbandonare il vizio. A confermarlo è un nuovo studio della Drexel Universitym, che quantifica esattamente l’efficacia dell’aumento dei prezzi: un dollaro in più a pacchetto aumenta del 20% le probabilità di successo per chi decide di smettere di fumare.

Lo studio si è concentrato in particolare sui fumatori più avanti negli anni, quelli che hanno avuto il vizio per anni o decenni prima di decidere di smettere. E che hanno molte poche probabilità di riuscirci realmente. “I fumatori più anziani solitamente hanno fumato per un lungo periodo di tempo – conferma Stephanie Mayne, coordinatrice dello studio pubblicato sulla rivista Epidemiology e hanno molte meno probabilità di riuscire a smettere rispetto alle persone più giovani, perché si tratta ormai di un comportamento radicato, ed estremamente difficile da abbandonare”.

In mancanza di strategie particolarmente efficaci, l’aumento dei prezzi rappresenta quindi un’alternativa promettente. Per cui però – spiega la ricercatrice – mancavano fino a oggi reali dati di efficacia. Per ottenerli i ricercatori hanno utilizzato oltre 10 anni di dati relativi a 632 fumatori americani di età compresa tra i 44 e gli 84 anni, mettendo in relazione le variazioni dei prezzi delle sigarette nelle aree di residenza con la percentuale di partecipanti che è effettivamente riuscita a smettere di fumare.

E i risultati sembrano abbastanza incontrovertibili: un dollaro in più a pacchetto aumenta del 20% le probabilità di riuscire a smettere, diminuisce del 3% la probabilità assoluta di avere il vizio del fumo e del 7% quella di essere grandi fumatori. Per i fumatori più assidui inoltre l’aumento dei prezzi diminuirebbe in media del 35% la quantità di sigarette accese ogni giorno. Riferendosi a una popolazione adulta, e quindi con maggiori disponibilità monetarie, i ricercatori ritengono inoltre che i risultati potrebbero risultare anche maggiori per i fumatori più giovani.

E se l’aumento dei prezzi si candida come strategia efficace per combattere il vizio del fumo, i divieti sembrano invece inefficaci. Vietare le sigarette in bar, ristoranti e luoghi pubblici non ha infatti mostrato alcun effetto, almeno in questo studio, sul numero di persone che decidono di abbandonare il vizio. “Un divieto può essere aggirato uscendo a fumare all’esterno dei locali, o rimanendo a casa – sottolinea Mark Stehr, coautore della ricerca – evitare gli effetti di un aumento dei prezzi invece richiede molta più determinazione”.

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wired.it - 1 giorno 4 ore fa

Negli Stati Uniti, da costa a costa, si è osservata l’eclissi totale di Sole che è durata circa un’ora e mezza. In una singola località l’oscuramento completo è durato al massimo 2 minuti e 40 secondi. In Europa solo Irlanda e Scozia sono state parzialmente interessate con un oscuramento del disco solare del 4%.

Where are you watching the total solar eclipse? https://t.co/nSQrVIpc9Z pic.twitter.com/IG49A21Pmk

— The New York Times (@nytimes) 21 agosto 2017

L’inizio del fenomeno si è verificato alle 9.05 del mattino, quando in Italia erano circa le 18 ma il culmine è arrivato alle 20:47 (ora italiana). Ecco alcune foto dell’evento.

Voila! The #Eclipse2017 shadow from @Space_Station, no words needed // Voilà! L’eclisse vista dalla Stazione Spaziale, non servono parole… pic.twitter.com/7kD5AYb5zj

— Paolo Nespoli (@astro_paolo) 21 agosto 2017

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wired.it - 1 giorno 5 ore fa
 Getty Images)(foto: Getty Images)

Uno degli eventi astronomici più importanti dell’anno, l’eclissi totale di Sole negli Stati Uniti, si è concluso ieri. Ma quando potremo vedere un fenomeno simile nei cieli italiani? La prossima eclissi di Sole parzialmente visibile dall’Europa sarà il 21 giugno 2020. Tuttavia sarà un’eclissi anulare e non totale, e inoltre il fenomeno sarà osservabile soprattutto in Egitto, Etiopia, India e Cina, mentre in Italia l’oscuramento del Sole sarà a malapena percepibile e lambirà solo le regioni meridionali.

Il 10 giugno 2021, il 25 ottobre 2022 e il 29 marzo 2025 ci saranno altre eclissi visibili dall’Europa, ma sempre poco osservabili dall’Italia. Dovremmo insomma attendere fino al 12 agosto 2026, quando un’eclissi totale investirà l’Islanda e il Nord della Spagna, e anche in tutta Italia ci sarà un oscuramento del Sole nelle ore precedenti il tramonto fino al 95%.

Un’eclissi totale di Sole si verifica quando, dal punto di vista di un osservatore sulla Terra, la Luna oscura completamente il disco solare. Questo fenomeno, che in media si verifica una volta ogni anno e mezzo, richiede un perfetto allineamento, tra Terra, Luna e Sole, con la Luna nel mezzo. Inoltre, per una questione di prospettiva, in questo caso il Sole e la Luna possono apparire esattamente della stessa dimensione: il nostro satellite naturale è 400 volte più piccolo del Sole, ma è anche 400 volte più vicino. Quando la Luna oscura solo parzialmente il disco solare, invece, si parla di eclissi parziale. Le eclissi solo parziali sono un fenomeno molto più frequente che, complessivamente, sulla Terra si verifica da un minimo di due a un massimo di cinque volte l’anno.

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wired.it - 1 giorno 18 ore fa

Sfortunatamente l’eclissi totale di Sole di oggi, 21 agosto, non sarà visibile neanche parzialmente dell’Italia (qui tutte le informazioni). Gli unici fortunati sono gli abitanti di 14 stati Usa. La Nasa fornisce però una diretta streaming all’interno di un sito dedicato all’evento, garantendo una copertura completa del fenomeno (che potete trovare qui sopra). L’inizio del fenomeno negli Stati Uniti sarà all’ora di colazione, quando in Italia gli orologi segneranno le 18:04, ma la fase totale dell’eclissi comincerà alle 19:17 e il culmine dell’eclissi sarà tra le 20:30 e le 21:00. L’apice del fenomeno, per la precisione, sarà alle 20:47 ora italiana. In alternativa alla diretta Nasa, lo spettacolo dell’eclissi potrà essere seguito in diretta anche sul sito Slooh.com, oppure tramite l’apposita app creata dall’Exploratorium di San Francisco. Oppure lo streaming del Virtual Telescope Project qui sotto:

Senza dover pensare alla logistica e agli strumenti di osservazione, le uniche preoccupazioni dovrebbero essere una buona connessione Internet e sperare in soddisfacenti condizioni meteorologiche. I fronti nuvolosi sono la principale minaccia alla buona visione dell’evento, e infatti negli Stati Uniti molti siti forniscono aggiornamenti continui sulle aree potenzialmente interessate da maltempo, per suggerire a turisti e scienziati le migliori località di osservazione.

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