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wired.it - 2 giorni 3 ore fa
twtin peaks

Sono moltissimi i luoghi e i simboli rimasti nella memoria dei fan di Twin Peaks. La mitica serie tv degli anni Novanta, creata da David Lynch, ha lasciato il segno grazie al suo immaginario misterioso e allucinato: dal Great Northern Hotel dove alloggiava l’agente dell’Fbi Dale Cooper al Double R Diner dove gustare la crostata di ciliegie e una “dannata tazza di buon caffè“, o ancora la Loggia nera coi suoi tendaggi rossi e i pavimenti optical. Ma c’è un altro luogo in particolare che, seppur in qualche modo secondario, ha segnato i destini della serie e che in questi giorni torna alla ribalta della cronaca.

Stiamo parlando della scuola superiore della città, ovvero il luogo in cui la maggior parte dei personaggi più giovani viene a sapere della morte di Laura Palmer, avvenimento che dà il via a tutta la vicenda. A ospitare le telecamere della serie è stato all’epoca il liceo di Mount Si a Snoqualmie nello stato di Washington. Ora però l’edificio scolastico ha chiuso i battenti: le aule sono state infatti definitivamente abbandonate lo scorso 14 giugno e le operazioni di demolizione inizieranno in via ufficiale il prossimo 5 luglio.

The location for Twin Peaks high school closes today. Demolition begins soon. So grateful to have spent time here over the years — and over the moon that I got to access some out-of-reach places thanks to the generous @grrlskout. Rest In Peace, red lockers. See you in my dreams. pic.twitter.com/D9clijGpg0

— Courtenay Stallings (@CourtenayCal) June 14, 2019

Today is the last day of #TwinPeaks High School. It’s doors will shut soon and demolition begins July 5th. Here are a few pictures taken during its final hours by @grrlskout. Thank you for sharing, this high school will live on forever in our memories. So will Norma and Ed. pic.twitter.com/eY4UqUmUrr

— Aaron Cohen (@ImoveCar) June 14, 2019

In questi giorni i fan si stanno riversando nella scuola per scattare le ultime fotografie: come si può vedere i corridoi, le aule e gli armadietti sono rimasti praticamente identici a come li aveva ritratti Lynch in Twin Peaks. Inoltre nei bagni si può ancora vedere il cuore che incornicia i nomi di Ed e Norma, una delle coppie più sentimentali nella storia della serie. E con la demolizione della Twin Peaks High giunge a conclusione anche un’intera epoca, che si era tentato di recuperare con la stagione revival trasmessa nel 2017.

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brand-news.it - 2 giorni 4 ore fa

In occasione della Pride Parade, M&C Saatchi ha creato una linea di farmaci ad alto tasso di provocazione. Lesbotan, Gayspirina, Bisexicillina, Trans Effect, Queerenol, Intersexen: questi i nomi delle 6 medicine che verranno distribuite durante la parata. Il vero contenuto delle confezioni? Delle ottime caramelle, ma, soprattutto, un messaggio importante: l’unica malattia da curare davvero...

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wired.it - 2 giorni 4 ore fa
5G (Getty Images)5G (Getty Images)

“Prima di Huawei, non c’era mai stata una tale discussione sui temi della sicurezza informatica in Europa, noi l’abbiamo catalizzata”. Per Mika Lauhde, vice presidente per la sicurezza informatica di Huawei in Europa, la diffidenza nei confronti del colosso cinese è anche un’opportunità di confronto, in un percorso volto al rafforzamento delle infrastrutture per le telecomunicazioni. O almeno questo è il messaggio che è stato fatto passare durante un incontro nella sede dell’azienda a Bruxelles, dove è stato presentato alla stampa il primo Libro bianco di Huawei sulle reti 5G.

In realtà il rapporto in questione non è nuovo, ed è in circolazione da marzo. Ma ripetere giova, soprattutto quando l’occasione serve anche a presentare un canale YouTube rivolto ai bambini, oltre al nuovo sito web esclusivamente pensato per l’Europa. La strada per Osaka – questo il nome dell’evento trasmesso in streaming su Twitter – è comunque lastricata di buone intenzioni, e punta ad abbattere la diffidenza europea verso le tecnologie asiatiche, a lungo alimentata dagli Stati Uniti.

Non è strano che il colosso cinese faccia la corte al Vecchio Continente, soprattutto nel momento in cui la sua credibilità viene continuamente messa in discussione da Washington. Meno di un giorno fa, l’ambasciatore statunitense alla Commissione Europea, Gordon Sondland, ha dichiarato in un’intervista a Euractive: “L’America non può stringere legami forti su sicurezza, intelligence e tecnologia, con l’Europa, a meno che l’Ue non tagli i legami con il gigante tecnologico cinese Huawei e abbracci ‘l’industria occidentale delle telecomunicazioni’”. Una posizione assolutamente chiara, e in linea con la politica di boicottaggio delle tecnologie asiatiche da parte dell’amministrazione Trump, da anni impegnata a denunciarne il collegamento con il governo di Pechino.

https://twitter.com/HuaweiEU/status/1140935196440715264

Ma indirettamente, Lauhde risponde proprio a quanti accusano l’azienda di voler controllare le reti 5G per poterle in qualche modo spiare: “Non siamo noi a gestire la rete ma gli operatori, che ne mantengono il controllo”, e prosegue: “I nostri tecnici non sono all’interno: noi forniamo componenti e apparecchi tecnologici e siamo lì se serve aiutare per l’implementazione. Nessuno è in grado di utilizzare questi strumenti per acquisire informazioni, che venga dall’est o dall’ovest”. Così ogni accusa è respinta al mittente, i cui allarmi sono giudicati più come uno strumento di condizionamento commerciale, “assolutamente normale nel contesto di una corsa tecnologica”.

Ma ad avere la peggio finora è stata proprio Huawei, che prevede di perdere 30 miliardi di dollari di entrate nei prossimi due anni a causa della messa al bando imposta dal governo nordamericano. “Ci sono sempre stati problemi in questo ambito, e sempre ne avremo. Personalmente sono deluso del fatto che, per la prima volta, privacy e cybersecurity siano state utilizzate come strumenti di una disputa commerciale”, precisa Lauhde. “Ma saremo in grado di compensare queste perdite, che non possiamo negare di aver subito, facendo uno sforzo maggiore con l’esportazione dei processori e la realizzazione di un nuovo sistema operativo”, e conclude: “Siamo stati colpiti dai danni collaterali di una disputa tra Stati Uniti e Cina, ma non l’abbiamo iniziata noi, e di certo non saremo noi a chiuderla”.

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wired.it - 2 giorni 11 ore fa
Controlla destinatario foto WhatsApp(Foto: Smartdroid)

Inviare una foto al contatto sbagliato su WhatsApp è una delle più classiche figuracce in cui tutti, prima o dopo, siamo incappati. Se per gattini e panorami poco importa, il risultato può diventare imbarazzante se non catastrofico con immagini che dovevano rimanere private e che invece, ahi noi, sono state mandate a un parente stretto o addirittura al nostro capo.

Spesso si prende coscienza dell’errore quando è troppo tardi per cancellare l’invio e il destinatario ha già ben visualizzato (e magari inoltrato a tutta la rubrica). Di certo l’interfaccia di WhatsApp non aiuta in questo dato che il nome non è visibile, ma solo la miniatura della foto profilo. Spesso la connessione non perfetta aiuta a bloccare sul nascere un cataclisma social, ma non si è sempre così fortunati.

Come anticipato dal sito tedesco Smartdroid sembra che in fase di test su alcune versioni di WhatsApp Beta ci sia un sostanziale cambiamento che fa approdare sull’app una doppia conferma per evitare di sbagliare destinatario.

Come funziona? Quando si fa tap sulla graffetta e appare la maschera della foto scelta che si può modificare, ritagliare, ruotare, addobbare con scritte ed emoji, si può notare una barra sul lato inferiore dell’interfaccia che mette in bella mostra il nome del contatto al quale si sta inviando un’immagine.

Un’informazione che sembra di poco conto e che invece può diventare salvifica. Non è ancora sicuro che questo cambiamento possa diventare ufficiale visto che molte funzioni presenti sulle versioni beta poi non vengono confermate nel rilascio ufficiale ma c’è da credere che in questo caso WhatsApp lo considererà per l’aggiornamento.

Nell’attesa, non resta che prestare più attenzione e nel caso si incappasse in un errore si può sempre annullare tempestivamente l’invio con un tap prolungato sulla foto scegliendo poi l’icona del cestino in alto e sulla scelta Elimina per tutti (si ha tempo un’ora).

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wired.it - 2 giorni 11 ore fa
Hot Wheels idFonte: hotwheels.mattel.com

Anche i giochi di un tempo vengono influenzati dalle innovazioni tecnologiche di ultima generazione e chi avrebbe mai pensato che i tradizionali modellini delle automobili potessero diventare smart e in grado di sincronizzarsi con i dispositivi iOS e Android? Oggi tutto questo è possibile e per la gioia degli appassionati di modellismo e in particolare per i collezionisti delle macchinine Hot Wheels, Mattel – azienda statunitense tra le più importanti al mondo nel settore dei giocattoli  – ha pensato di lanciare sul mercato Hot Wheels id.

È stato sufficiente installare un tag Nfc sui modellini per consentire a tutti i fan di archiviare la propria collezione in un garage virtuale che prende luogo nell’app ufficiale già disponibile per iPhone e iPad, ma che da Luglio potrebbe arrivare anche nei dispositivi Android.

Grazie a questo chip posizionato sul lato inferiore delle macchine, basterà avvicinare il veicolo allo smartphone per inserirlo nella collezione e leggere una serie di dati correlati tra cui la velocità, gare vinte e prestazioni. In contemporanea, arrivano sul mercato due importanti novità per gli amanti del genere.

La prima si chiama Race Portal ed è dedicato a coloro che già possiedono una pista Hot Wheels. Si tratta di un sistema di gioco che funge da “checkpoint” consentendo di contare i giri e misurare la velocità delle due automobili fornite in dotazione e di tutti gli altri veicoli compatibili con la tecnologia ID: per questo motivo, può essere collegato a qualsiasi pista del brand acquistata in passato.

Per coloro che non hanno mai avuto un circuito Hot Wheels, c’è invece Smart Track: un kit completo che include una pista e due veicoli, permettendo di divertirsi sin da subito in corse spericolate e, grazie al wireless, di scansionare i modellini compatibili riportando le informazioni nell’app dedicata in tempo reale.

Pista Smart Track Hot Wheels idPista Smart Track Hot Wheels id – Fonte: Apple.com

Tutte queste novità sono già pronte all’acquisto nel territorio italiano ma per il momento non si troveranno nei negozi di giocattoli, tantomeno su Amazon poiché Mattel ha pensato di concedere la vendita esclusiva ad Apple le distribuisce nei suoi store fisici e sul sito ufficiale. Riguardo i prezzi, la pista Smart Track è in vendita a 189,95 euro, Race Portal a 54,95 euro e le macchinine da corsa Hot Wheels ID a 7,95 euro cadauna.

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wired.it - 2 giorni 11 ore fa
bollo-auto(foto: Getty Images)

Tra le tasse meno amate, e la cui cancellazione è spesso utilizzata come argomento d’effetto nelle campagne elettorali, il bollo auto è considerato dai contribuenti italiani una vera e propria imposta sul possesso dell’automobile. Per i versamenti dei prossimi mesi ci sono però importanti novità in vista che riguardano sia l’adeguamento a normative europee sia la possibilità di un vero e proprio condono relativo ai bolli non versati nel periodo tra il 2000 e il 2010. Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è il bollo auto?

Come già detto, il bollo auto è un’imposta da pagare sul possesso e la circolazione delle vetture, e al momento l’importo è calcolato sulla base della potenza delle auto, anche se non utilizzate.

Quando e a chi va pagato?

La tassa va pagata entro il mese successivo alla scadenza, quindi nel mese di giugno si dovrà pagare il bollo scaduto a maggio 2019 e così via per tutti gli altri mesi, in base alla data di immatricolazione del veicolo.

Con una sentenza della Corte Costituzionale dello scorso 21 maggio, si dà piena discrezionalità alle Regioni per la definizione di importi ed esenzioni, sempre nei limiti previsti dalle norme statali. Soltanto nel caso del cosiddetto superbollo per le auto di grossa cilindrata, invece, l’importo è stabilito e riscosso direttamente dallo Stato.

Per quanto riguarda le modalità di versamento, il bollo può essere pagato presso gli uffici postali, tramite bollettino, nelle rivendite abilitate Aci oppure online sul sito www.aci.it.

Esistono esenzioni?

Come nel caso di altre tasse, anche per il bollo auto esistono delle esenzioni. Ad oggi, per esempio, sono esentate dalla tasse le vetture guidate da persone disabili o invalide che si avvalgono della legge 104. Niente bollo nemmeno per auto ibride o elettriche, oppure per auto intestate a onlus, per le ambulanze o per vetture adibite al trasporto di sangue o di organi.

Ci sono poi riduzioni per auto alimentate a metano e, nel caso di vetture storiche certificate che hanno dai 20 ai 29 anni, è previsto uno sconto del 50%.

Come funziona il condono per il bollo non versato?

Infine, tra le novità certamente più apprezzate di questa tornata di versamenti c’è la possibilità di usufruire del condono legato alla rottamazione e allo stralcio delle cartelle esattoriali come voluto dal decreto fiscale 2018. Una sentenza della Corte di Cassazione dello scorso aprile, ha infatti esteso anche alle cartelle emesse per i bolli auto non versati la cosiddetta Pace Fiscale, che prevede la possibilità di mettersi in regola con il Fisco richiedendo la rottamazione e lo stralcio delle cartelle esattoriali arretrate. In sostanza, per le cartelle inferiori ai 1000 euro di importo ed emesse per il mancato pagamento del bollo auto tra il 2000 e il 2010, si potrà richiedere l’applicazione della rottamazione e quindi l’annullamento del contenzioso.

Quali novità ci sono nel 2019?

Da quest’anno, per adeguarsi alla normativa europea in materia di emissioni di CO2, è stato anche approvato il protocollo “Aria Pulita”, volto a disincentivare l’uso delle vetture più inquinanti a favore di quelle “green”. In base a quello che potrebbe essere l’inizio di una riforma del bollo auto, infatti, la tassa dovrebbe funzionare secondo il principio del bonus malus, ovvero con un aumento del bollo per le auto che emettono maggiori quantità di CO2 e una sensibile diminuzione per quelle con basse emissioni. Si tratta quindi di un provvedimento in linea con quello dell’ecotassa e degli ecoincentivi introdotti dal governo per le nuove immatricolazioni.

Al vaglio resta poi anche l’ipotesi di un bollo legato soltanto ai chilometri realmente percorsi durante l’anno, e monitorati con l’installazione di appositi dispositivi sul veicolo.

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wired.it - 2 giorni 11 ore fa
Windows Media Center (2005)Il “Blue Screen of Death”, la schermata blu di errore che compare quando Windows va in crash.

Il reparto cyber della Homeland Security statunitense afferma di aver testato con successo un exploit funzionante per la vulnerabilità denominata BlueKeep, che attacca i sistemi Microsoft più anziani e sta facendo molto preoccupare tanto l’azienda quanto il governo americano.

Al pari di EternalBlue, vulnerabilità che nel 2017 è stata sfruttata per diffondere il ransomware WannaCry, BlueKeep consentirebbe agli attori di un attacco malevolo di sfruttarla per avviare un worm autoreplicante in grado di far comparire il famigerato Blue Screen Of Death sulla macchina che lo ospita, facendola così spegnere.

L’exploit sviluppato dalla Homeland Security però ha una particolarità che lo rende ancora più interessante. È in grado di eseguire in remoto un codice o un malware direttamente sul computer interessato, rivelandosi quindi pericoloso come WannaCry.

La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (Cisa) ha confermato tramite un post sul suo sito di aver eseguito con successo una violazione della vulnerabilità tramite il nuovo exploit, eseguendo da remoto il codice su un computer che montava come sistema operativo Windows 2000.

Sul sito della Cisa, l’agenzia governativa informa gli utenti che i sistemi operativi che presentano tale vulnerabilità sono:

– Windows 2000
– Windows Vista
– Windows XP
– Windows 7
– Windows Server 2003
– Windows Server 2003 R2
– Windows Server 2008
– Windows Server 2008 R2

In questi sistemi operativi BlueKeep (anche conosciuto col codice vulnerabilità CVE-2019-0708) esiste all’interno del protocollo Rdp (Remote Desktop Protocol). Vi è quindi la possibilità che un utente malintenzionato possa sfruttare tale vulnerabilità per compiere l’esecuzione di un codice in modalità remota su un sistema non protetto.

Microsoft ha rilasciato gli aggiornamenti di sicurezza per correggere questa vulnerabilità, anche per i sistemi operativi che non sono più ufficialmente supportati, inclusi Windows Vista, Windows XP e Windows Server 2003.

Nonostante il rilascio della patch, oltre un milione di dispositivi restano vulnerabili; per questo, in via del tutto eccezionale, l’agenzia di sicurezza nazionale statunitense ha emesso un avviso che invitava gli utenti ad applicare la patch “a fronte delle crescenti minacce” informatiche in grado di sfruttare BlueKeep.

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