In caricamento...

News

“Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta”
Non solo news dal mondo Vittoria ma storie di branding, marketing e comunicazione online e offline.

wired.it - 4 giorni 18 ore fa

Sotto l’ombrellone ogni anno la stessa storia, alla voce capitali di Nomi, cose, animali la colonnina rimane sistematicamente vuota. Se non volete fare brutta figura con vostro nipote, meglio fare un bel ripasso con il nostro quiz almeno di quelle europee.

E se anche non vi verrà in mente una capitale con la letta V, almeno potrete far vanto di saper scrivere correttamente quella islandese:

(function($) { function getCookie(c_name){ var i,x,y,ARRcookies=document.cookie.split(";"); for (i=0;i 0){ $('.pollContainer iframe').last().css('height' , height + 'px');//} } }); var isLoggedIn = false; var uid = "/_guid_anonimo"; var cookieWired = getCookie("wordpress_logged_in_wired"); if ( (cookieWired != null) && (cookieWired != "") ) { var obj = jQuery.parseJSON( decodeURIComponent(cookieWired) ); isLoggedIn = true; uid = "/_guid_"+obj.userid; } $("#pollContainer-hiRbaoZmSGWkDWtc").html(""); var urlSondaggio = "https://polls.wired.it/index.php/welcome/getCoverTQ/hiRbaoZmSGWkDWtc" + uid + "/" + "https%3A%2F%2Fwww.wired.it%2Flol%2F2017%2F08%2F18%2Fquanto-conosci-le-capitali-europee%2F"; $("#pollContainer-hiRbaoZmSGWkDWtc").html(""); })(jQuery);

The post Quanto conosci le capitali europee? appeared first on Wired.

wired.it - 4 giorni 20 ore fa

Dopo lo scoppiettante inizio di Daredevil e il meno convincente, ma tutto sommato buono, racconto di Jessica Jones, le vicende degli eroi newyorkesi di Marvel e Netflix hanno progressivamente iniziato a mostrare con Luke Cage il loro lato peggiore proponendo storie tirate troppo per le lunghe, scene d’azione mal coreografate e una generale mancanza di qualcosa di veramente interessante da vedere. Il minimo storico si è toccato con Iron Fist, che già di per sé era un personaggio deboluccio per fare il solista.

Ecco perché The Defenders, nonostante le buone premesse di un gruppo di Avengers televisivi, non nasceva propriamente sotto una buona stella, anche se la presenza di Sigourney Weaver nei panni del nemico di turno faceva ben sperare. D’altronde proprio D’Onofrio e Tennant (ma anche Bernthal, seppure il Punitore non sia un cattivo propriamente detto) sono la chiara dimostrazione della teoria secondo cui per una storia di qualità non è tanto importante un buon eroe, ma un buon cattivo.

Quanto scritto si basa sui quattro episodi visti in anteprima, e diciamo subito che il primo impatto non è particolarmente confortante. Ogni personaggio è chiuso nella sua storia personale fatta di investigazioni, chiacchiere e pochissima azione. A rendere il tutto ancora più fastidioso ci si mette una color correction estremamente didascalica che assegna a ogni eroe il suo colore di riferimento. Se per esempio si parla di Jessica Jones, tutto è virato al blu, Luke Cage sfrutta dei toni caldi e così via. Inoltre, ogni stacco tra i vari personaggi è sottolineato da una specie di minisigla che forse è ancora più irritante del colore.

defenders-review-main-pic

Chi sarà disposto a tenere duro e superare questi momenti iniziali sarà ricompensato quando finalmente questo reticente supergruppo inizierà a prendere corpo, mostrando interessanti dinamiche interne e soprattutto menando tutto ciò che gli si para davanti. Dal terzo episodio in poi finalmente la serie finalmente si rende conto che il pubblico apprezza investigazioni e introspezioni, ma guarda The Defenders anche per vedere quattro supereroi che sfasciano un locale. Che poi non ci sarebbe niente di male in investigazione e introspezione, visto che i supereroi altro non sono che simulacri delle nostre aspirazioni e dannazioni, ma il modo in cui vengono messe in scena si è dimostrato spesso debole e annacquato.

Dal punto di vista dell’azione The Defenders non delude. Non siamo ancora ai livelli di Daredevil, che in alcuni punti si permetteva quasi di essere una versione televisiva di The Raid, ma nel complesso le scene son ben coreografate, divertenti e appassionanti. Forse stavolta Finn Jones ha studiato le coreografie con attenzione e non solo mezz’ora prima di andare in scena. L’unica nota stonata è forse il fatto di avere messo assieme tre eroi senza costume e uno con la tutina, l’effetto cosplayer capitato per caso in alcuni  momenti è forte.

Marvel's The DefendersMarvel’s The Defenders

Ovviamente, con meno tempo a disposizione e tanti personaggi sulla scena, i momenti più introspettivi tendono a sbiadire e così anche tematiche assolutamente attuali come i conflitti razziali o le speculazioni economiche. I quattro moschettieri di New York mettono in scena qualche siparietto avvincente, ma nella maggior parte dei casi la loro evoluzione interiore è affidata a dialoghi abbastanza didascalici. Il bello di The Defenders è il loro essere quattro esseri umani con un passato complicato che devono collaborare per sconfiggere un male superiore, un tema assolutamente interessante, ma che non supera mai il livello di un bisticcio fra adolescenti riottosi. Manca insomma quel quid in grado di rendere il risultato maggiore della somma delle sue parti.

Scenograficamente parlando, la situazione è sempre abbastanza povera, ma se tutto ciò che cercate sono quattro tizi che picchiano decine di persone all’interno di un corridoio come se fossero all’interno di un videogioco arcade, allora va anche bene così. Ovviamente su tutti si eleva Sigouney Weaver, che dona al suo personaggio un misto di forza e fragilità e che probabilmente riserverà il meglio di sé per la parte finale, limitandosi per il momento a tirare le fila dietro le quinte.

Marvel's The Defenders
Il nostro consiglio dunque è di avere un po’ di pazienza, perché The Defenders potrebbe essere come una di quelle giornate a scuola in cui nelle prima parte della mattinata hai le materie peggiori, ma poi alla fine ti sfoghi nelle ore di educazione fisica. Ciò che abbiamo potuto intuire dopo la quarta puntata fa ben sperare, certo le storie di supereroi su Netflix hanno ancora molto su cui lavorare, ma The Defenders, potrebbe essere il prodotto di intrattenimento in grado di invertire la tendenza.

The post Che cosa aspettarsi da The Defenders appeared first on Wired.

wired.it - 4 giorni 20 ore fa

È vero, i libri di George RR Martin, quelli che hanno dato il via alla saga de Le Cronache del ghiaccio e del fuoco e su cui si basa Game of Thrones, sono dei piccoli trattati di umanità, come sottolinea Eleonora Caruso sempre qui su Wired. Dico piccoli perché, in quanto romanzi, anch’essi hanno subìto certe dinamiche, e alcuni passaggi che sarebbero potuti essere approfonditi ulteriormente sono stati velocizzati. A leggere i primi capitoli del primo volume, Il Grande inverno, si ha una sensazione quasi palpabile di quello che sta succedendo e, cosa ancora più importante, di chi sono i protagonisti.

La parola d’ordine per Martin è sempre stata caratterizzazione. Anche perché, e non l’ha mai nascosto, il suo obiettivo è sempre stato quello di raccontare le persone con tutte le loro sfaccettature e la loro complessità. E così è stato – e in un certo senso è ancora – con Game of Thrones.

Nel corso di sette stagioni, ci sono stati presentati eroiantieroi, nani, cavalieri, mercenari, uomini senza onore, altri che ne avevano così tanto da perderci letteralmente la testa; e ancora: assassini, spie, eunuchi, grandi dame, regine, eredi al trono. È un elenco che potrebbe continuare.

La critica mossa da Eleonora Caruso è abbastanza semplice e anche, in parte, condivisibile: in queste ultime puntate, tutto questo – la caratterizzazione, la forza, la profondità dei personaggi – non ci sono più. Scomparsi. Andati via. E quindi quello che ci troviamo davanti non è più il Tyrion che conoscevamo. O la Sansa che dopo tante tragedie speravamo di incontrare. Ma macchiette. Personaggi piatti, risibili e tutto sommato prevedibili.

È innegabile che ci sia stata una semplificazione, a livello di scrittura e di scelte produttive, in Game of Thrones. È innegabile e naturale. La settima stagione non è una stagione indipendente. I personaggi che la popolano – quelli che fanno le grandi cose – sono gli stessi personaggi che abbiamo conosciuto nelle ultime sei. Sono il frutto, forse finito, forse ancora immaturo, di esperienze, scelte, di una narrazione che è cominciata lentamente e che ora ha accelerato il passo.

Tyrion, per esempio, è diventato quello che è perché ha sofferto, combattuto, perché ha ucciso suo padre, ha rinnegato la sua famiglia, è scappato nel continente di Essos, ha bevuto, si è innamorato, e poi, solo poi, ha incontrato Daenerys Targaryen. E davanti a lei, come illuminato, è cambiato ancora una volta. Ora è buonolegale, direi. Ed è il suo consigliere. Ma non per questo è perfetto: la sua assuefazione è solamente diversa. Ora spera nel futuro, spera in una regina migliore; spera, e vuole credere, che i Sette Regni possano essere governati degnamente. È cambiato com’è cambiato Jaime, e come sono cambiate Sansa, Daenerys e Cersei. Com’è cambiata Arya. Com’è cambiato Jon Snow. Che è sempre stato buono, sempre stato tendenzialmente positivo, e che adesso, davanti alla chiamata del destino (o, per dirla in termini narrativi, dell’eroe) si piega.

È importante partire da qui: partire dalla premessa necessaria che la stagione che stiamo vedendo non è il risultato di una sola puntata, o di un processo veloce, ma di ben sei stagioni, di tante puntate, di tanti colpi di scena, che ora non possono e non devono essere dimenticati.

Ci sta, ed è giusto, che a un certo punto la narrazione diventi più semplice e netta. Ci sta soprattutto se ricordiamo due cose. La prima: ora si stanno creando altri due schieramenti molto più grandi (leggi: vivi contro morti). La seconda: i libri di George RR Martin sono rimasti indietro; non sono più l’ossatura, o lo spunto iniziale, su cui si regge la scrittura della serie.

Game of Thrones, oggi, è diventato altro. Più indipendente, sicuramente meno ricercato nella sua scrittura, ma anche – e per un prodotto seriale è una cosa fondamentale – più dinamico e fluido. Perché bisogna ribadire anche questo: il cambiamento del medium e cioè come, a un certo punto, una serie nata per pochi, fantasy e con un altro tipo di budget, sia diventata un evento e un fenomeno virali.

I personaggi, insomma, non sono più piatti o meno complessi. Sono altro. E in questo altro – come dice Eleonora – ci sono anche scelte volte unicamente al compiacimento del fan service, cambi di toni drastici, improvvisi, che un po’ stonano – specie se raffrontati con la drammaticità di alcune scene.

Che la serie sia diversa è innegabile, com’è pure innegabile che al grigiore, adesso, David Benioff e Dan Weiss preferiscano una contrapposizione più evidente tra bianco e nero. Ma è anche vero che di personalità – più che di personaggi – incredibili ce ne sono ancora. Come il mercenario Bronn, per esempio. O come Lady Olenna. O Tormund, o Sam. Nel corso di questi anni, non è cambiata solo Game of Thrones. Sono cambiati anche coloro che la scrivono e che l’hanno ideata. E, si spera, sono cambiati anche quelli che la guardano. Il suo pubblico. Le sfumature ci sono ancora. Bisogna, però, saperle vedere.

The post Game of Thrones negli anni è cambiata. Ma in meglio appeared first on Wired.

wired.it - 4 giorni 21 ore fa

gremlins

A più di trent’anni dal film originale, ecco che le ipotesi su una continuazione della saga dei Gremlins assumono sempre più concretezza. La prima pellicola del 1984 incentrata sui teneri animaletti pelosi, i mogwai, che si moltiplicano se a contatto con l’acqua e diventano orrendi mostri se nutriti dopo mezzanotte, ha avuto un seguito meno riuscito nel 1990. Ora lo sceneggiatore originale Chris Columbus (già regista di Mamma ho perso l’aereo e due Harry Potter) ha dichiarato di aver concluso la sceneggiatura del terzo film.

Sono molto contento dello script“, ha dichiarato Columbus rispondendo alle domande dei fan. “È oscuro e contorto come nient’altro. Ora si tratta di mettersi d’accordo sulle questioni di budget per girarlo, ma volevo tornare alla sensibilità macabra del primo film e mi è venuto piuttosto facile“. E il regista ha anche tranquillizzato gli appassionati che temono che in futuro al posto delle marionette dei film passati si useranno gli effetti speciali della Computer graphics: “Useremo la Cgi il minimo indispensabile, per rimuovere i fili o per rendere la vita dei burattinai più semplice“, ha rivelato. “Era un inferno. Per girare la famosa scena del bar c’erano 18 o 20 persone dietro al bancone senza spazio per muoversi. Quindi ci saranno i pupazzi ma la Cgi semplificherà un po’ le cose“.

Pare poi che il terzo film girerà attorno a una domanda che in molti si sono posti durante gli anni: poiché a scatenare la moltiplicazione dei terribili gremlins è il buffo e innocente Gizmo, regalato dal padre al protagonista dei film Billy, non sarebbe sensato eliminarlo per rimuovere il problema alla radice? Columbus rassicura che si parlerà anche di questo, il che rende la prospettiva di un terzo capitolo, attualmente in fase di sviluppo preliminare alla Warner Bros, ancora più inquietante.

The post Gremlins, Chris Columbus ha finito di scrivere il terzo film appeared first on Wired.

wired.it - 4 giorni 22 ore fa

In attesa del tuffo finale della sonda Cassini nell’atmosfera di Saturno, le traiettorie intorno al Pianeta si fanno sempre più ravvicinate. Nella prima metà di agosto la sonda, in viaggio nello spazio da vent’anni e nell’orbita saturniana dal 2004, ha scattato immagini di Saturno e dei suoi anelli da nuove prospettive.

Da così vicino, nonostante la risoluzione della fotocamera sia di appena un megapixel, gli scatti di Cassini mostrano una serie di dettagli mai visti del gigante gassoso del nostro Sistema solare. In particolare il polo settentrionale, nel periodo del solstizio estivo, è stato immortalato in alcuni scatti davvero spettacolari.

Lo scorso 12 agosto, in particolare, Cassini ha stabilito un nuovo primato: non ci si era mai avvicinati così tanto alla superficie di Saturno, e di fatto la sonda è entrata nell’atmosfera e ha iniziato ad analizzarla, sorvolando il pianeta a soli 1.600-1.700 chilometri di distanza dallo strato superficiale di nubi.

Oltre che spacecraft, ora Cassini è diventato anche un aircraft, il primo di Saturno. In quanto pioniere, farà da guida per definire i dettagli delle prossime missioni di esplorazione atmosferica.

L’avvicinamento record – di solito la quota di sorvolo era di 3mila chilometri – ha richiesto uno sforzo supplementare dei propulsori, che hanno stabilizzato l’orbita contrastando l’effetto delle turbolenze. Da dentro l’atmosfera, il compito principale di Cassini è analizzare la velocità dei venti, la composizione atmosferica e la temperatura. Contemporaneamente vengono inviati in profondità nel Pianeta una serie di segnali radar, per esplorare la composizione e la morfologia quanto più possibile.

Le immagini della gallery riferite a Saturno sono state scattate tra l’11 e il 12 agosto scorso, durante il primo dei cinque passaggi ravvicinati che costituiscono il cosiddetto Grand Finale, programmato per concludersi tra meno di un mese (il 15 settembre) con il tuffo di Cassini tra le dense nubi del Pianeta. L’ulteriore avvicinamento, come spiegano Nasa e Esa che coordinano la missione, fornirà immagini mozzafiato della superficie, facendoci scoprire panorami ancora inesplorati fino all’ultimo, debole segnale che Cassini sarà in grado di inviare sulla Terra.

The post Saturno, le ultime foto della sonda Cassini appeared first on Wired.

wired.it - 4 giorni 23 ore fa

La Rambla che porta da Plaça de Catalunya al porto di Barcellona e le vie adiacenti sono rimaste sorvegliate per tutta la notte dalle pattuglie di polizia, che hanno controllato e continuano anche ora a controllare gli accessi. I dintorni della Rambla al momento sono interdetti al traffico, e i proprietari di auto e moto ancora parcheggiati nella zona vengono scortati dalla polizia per poter spostare i propri mezzi al di fuori dell’aerea recintata. L’atmosfera, in generale, è ancora piuttosto tesa, dopo l’attentato terroristico di giovedì sera. Numerose pattuglie di polizia stanno controllando l’area e più in generale la città.

Cittadini e turisti stanno lasciando fiori, ceri e dediche nei pressi della fermata della metro di Liceu, dove ieri l’attentatore ha abbandonato il suo furgone bianco dopo aver travolto i passanti. A mezzogiorno si è tenuto un momento di silenzio, seguito da un applauso e da un coro che recitava in catalano le parole “Noi non abbiamo paura“.

The post Barcellona, le foto della Rambla il giorno dopo l’attentato appeared first on Wired.

wired.it - 4 giorni 23 ore fa
 Tom's Hardware)(Foto: Tom’s Hardware)

Sale il numero dei nostri connazionali vittime dell’attentato terroristico a Barcellona. Oltre a Bruno Gulotta, le cui generalità sono già note, le autorità spagnole comunicano che un altro italiano ha perso la vita. Per saperne di più si attende un comunicato ufficiale della Farnesina.

Dei tre italiani feriti, due sono già stati dimessi dall’ospedale.

Bruno Gulotta di Legnano era in vacanza a Barcellona con la compagna e i due figli piccoli. La conferma del decesso a causa dell’attentato sulla Rambla è stata data dalla compagna Martina al caporedattore del sito Tom’s Hardware Andrea Ferrario, testata per cui Bruno lavorava come responsabile marketing e vendite.

Ferrario ha cercato di contattare il collega non appena saputo dell’atto terroristico e solo dopo alcune ore ha risposto la compagna Martina che ha raccontato di avere avuto solo il tempo di trascinare verso sé il figlio Alessandro di 5 anni che camminava con il papà, mentre Bruno veniva falcidiato dal furgone che si è scagliato sulla folla. Il 35enne è morto davanti agli occhi della propria famiglia, rimasta illesa.

Alcuni parenti sono già in viaggio verso la città catalana per assistere la compagna Martina e i figli Alessandro di 5 anni e Aria di 7 mesi.

La Farnesina attende comunicazioni dalle autorità spagnole prima di ufficializzare la notizia ma la procura di Roma ha già aperto un fascicolo sulla vicenda.

Sul sito Tom’s Hardware il country manager Roberto Buonanno ha dedicato un ricordo a Bruno Gulotta. Wired Italia si unisce al cordoglio della famiglia e dei colleghi.

The post Attacco a Barcellona, tra le vittime italiane c’è Bruno Gulotta appeared first on Wired.

wired.it - 4 giorni 23 ore fa

The Metamorphosis of a Dragonfly (La metamorfosi di una libellula) è un film corto che documenta il passaggio di una libellula dalla sua fase ninfale (di larva) alla fase adulta.

La trasformazione ha avuto una durata complessiva di otto ore, la riproponiamo oggi qui sopra, ed è stata realizzata da Yan Liang, scienziato cinese che dal 2016 posta sulla piattaforma Bos (Beauty of Science) video e foto che hanno per soggetto le meraviglie della natura.

Ti è piaciuto? Guarda anche Un gatto gioca con l’insetto più grande al mondo.

The post Guarda la metamorfosi di una libellula appeared first on Wired.