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“Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta”
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wired.it - 6 giorni 2 ore fa

beverly hills
La premiere di Bh90210, il revival di una delle serie che più hanno segnato gli anni Novanta Beverly Hills 90210, è andata in onda il 7 agosto sulla rete americana Fox. Un ritorno molto atteso dal pubblico statunitense, fortemente rilanciato sui social network dai protagonisti e segnato dalla malinconia per la scomparsa prematura di Luke Perry, il volto dell’indimenticato Dylan.

Ma come è andata? Come abbiamo scritto su Wired, il progetto nasceva già con una certa ambiguità, cercando una sintesi tra idee diverse, a metà strada tra reality e sequel. Una confusione che sembra non essere andata giù al pubblico e criticata anche dalla stampa, ad esempio da Variety che parla di “parodia che concede agli attori lo spazio per interpretare versioni di se stessi mentre fanno parodie di personaggi pubblici, fan rabbiosi e ruoli che li hanno resi famosi”.

Anche l’Hollywood Reporter sottolinea che il tentativo di Fox risulta deludente, e che il pretesto narrativo per riportare sulla scena i protagonisti “appare essere la reunion di Las Vegas più economica e meno eccitante che si può immaginare”.

Qualcosa si salva comunque, però: ad esempio, la chimica ironica tra Jennie Garth e Tory Spelling (Kelly e Donna, per capirci) e anche la performance di Brian Austin Green. Tornare sugli schermi a distanza di decenni non è facile e, non senza una ironia un po’ feroce, Indiewire ringrazia “il lavoro dei semi-dei della dermatologia di Los Angeles” per aver fatto sembrare il cast comunque ancora giovane. Anche in questo caso però, al centro dello scetticismo c’è la scelta di non far riprendere agli attori i panni che avevano indossato al tempo: ovviamente gli anni della West Beverly High School sono lontani, ma perché non farli tornare a essere loro stessi a distanza di anni? Qualche scorcio su cosa farebbero oggi Brandon & co. si apre, ma non basta. Insomma “questo gruppo di adulti di mezza età non può interpretare gli adolescenti, ovviamente, e ripetere 90210 come meta-storia all’interno di una meta-storia è ambizioso”, ma forse il tentativo non va a segno. Deadline parla invece di “revival fiacco e omaggio involontario alle teorie del filosofo postmoderno Jean Baudrillard”.

Per Rolling Stone, “dei tre spettacoli che BH90210 tenta contemporaneamente di essere, la soap opera è sorprendentemente il più riuscito”. Tuttavia, si parla anche di uno “stufato incompatibile di ingredienti che finiscono in pentola” e il magazine ipotizza che Spelling e Garth, che hanno di fatto messo in carreggiata lo show, abbiano dovuto concedere molto ad amici e nemici pur di riaverli sul set.

Insomma, il pubblico italiano dovrà aspettare per farsi una propria idea, anche se sembra chiaro che bisogna abdicare all’idea che Brandon e amici sappiano riportarci agli anni Novanta.

Se il parere degli addetti ai lavori è abbastanza chiaro, cosa ne pensa il pubblico? Più o meno la stessa cosa, almeno a giudicare da alcuni tweet che illustrano il sentiment generale:

Painful. Turned it off after the first 20 minutes. You ruined any kind of legacy the show coulda had. #awful

— jennayyy (@jennayyy17) August 8, 2019

It feels good to have you all back. My Wednesdays are complete once again. #BH90210

— Suzanne Poulin (@countryboots126) August 8, 2019

They are playing exaggerated versions of themselves, sort of what the public expects them to be/sees them as

— John Deming (@JohnDeming) August 8, 2019

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wired.it - 6 giorni 5 ore fa
Cartuccia Nes rara(Foto: Copy Spencer / Pink Gorilla Games)

Sembrava una normale raccolta di vecchie cartucce per il Nintendo Nes, dal valore di pochi dollari, come spesso vengono proposte al proprietario della bottega videoludica Pink Gorilla Games di Seattle. Invece, proprio sul fondo di un anonimo sacchetto della spesa, ecco la perla inaspettata.

Cody Spencer, co-proprietario del negozio, è saltato sulla sedia: “Non ci potevo credere, è un sogno che diventa realtà”, come ha raccontato al sito Ars Technica. Era proprio uno dei duecento esemplari esistenti di un’edizione limitatissima consegnata come premio ai partecipanti del torneo Nintendo World Championship nel 1991 con all’interno Super Mario Bros., Rad Racer e Tetris.

Il proprietario della rarità era un trentenne che per la prima volta si presentava al bancone del negozio. All’interno della busta di plastica si trovavano “Una serie dei più noiosi giochi Nes che si possono immaginare”, come descritti da Spencer, con titoli come Rush’n Attack, NES Play Action Football e California Games, peraltro senza scatola né istruzioni dunque dal valore risibile.

Ma come nella migliore delle tradizioni, il buono si trovava sul fondo con il pezzo rarissimo. In un primo momento poteva essere confuso con una riproduzione come quelle che si portano a casa con circa 65 euro online, ma guardando bene era proprio una delle cartucce originali. Qui sotto, un video dell’altro co-proprietario del negozio – Kelsey Lewin – che mostra come ha riconosciuto una precedente, medesima, cartuccia rara.

Il proprietario non aveva idea del valore, raccontando che aveva iniziato a collezionare i giochi prima che diventasse una pratica diffusa e molto probabilmente aveva acquistato la cartuccia in un mercato delle pulci o presso un privato (i famosi garage sale quando si svuotano gli scatoloni abbandonati) per pochi dollari.

“Avrei potuto comprarla per 20 dollari o forse anche per un dollaro solo, visto che il proprietario non aveva idea del valore”, ha raccontato Spencer, che però è stato onesto e ha offerto 13.000 dollari (11.500 euro) ovvero quanto valeva la rarità. Nel giro di poche ore, la cartuccia rara è stata rivenduta a un collezionista, per una somma rimasta riservata.

 

 

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wired.it - 6 giorni 6 ore fa
Chiamate Whatsapp(Foto: WhatsApp)

È vero che Apple vuole bloccare le chiamate WhatsApp e di altre applicazioni che sfruttano la tecnologia VoIP per conversazioni voce in tempo reale attraverso la rete? Ha generato non poca confusione la notizia originariamente riportata dal portale The Information, e relativa all’aggiornamento di sistema prossimo venturo iOs 13 atteso in autunno che rivelava che Apple stesse adoperandosi per limitare l’uso del VoIP (Voice over IP) da parte di applicazioni come WhatsApp, Facebook Messenger e similari.

In realtà, la risposta alla domanda di inizio articolo è negativa: no, Apple non bloccherà le chiamate di questi software, ma sembra che richiederà agli sviluppatori di mettere pesantemente mano ai codici per modificarli, dato che c’è un particolare – quello sì – che necessita di essere tolto subito di mezzo.

Ci riferiamo alla capacità di eseguire in background attività durante le chiamate stesse. Nello specifico, la telefonata si avvia anche se l’applicazione non viene utilizzata così da semplificare e velocizzare il processo. Tuttavia, si lascia una pericolosa porta aperta che potrebbe inficiare la sicurezza del dispositivo.

Tra le altre attività che possono essere eseguite, infatti, c’è anche la raccolta di dati e Apple si vuole opporre a questa possibilità (oltre a favorire una più lunga durata della batteria e prestazioni ottimizzate). Ed è proprio questo che si vuole bloccare con il futuro aggiornamento a iOs 13 (qui tutte le novità) agendo sulle Api dedicate al VoIP.

La conseguenza è che WhatsApp, Facebook Messenger e compagnia dovranno riprogrammare la parte relativa alle chiamate affinché possa essere sfruttata solo e soltanto per quello, senza altre potenziali vulnerabilità a danno dell’utente.  Non è tardata ad arrivare la risposta della diretta interessata Facebook che sta dietro sia a WhatsApp sia a Messenger dichiarando che le Api vengono utilizzate per offrire un’esperienza di messaggistica privata della più alta qualità e non per raccogliere dati, ma che si adeguerà alle richieste. Gli sviluppatori avranno tempo fino ad aprile 2020 per mettersi in regola.

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wired.it - 6 giorni 6 ore fa
(Photo by Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)

La privacy e i dati degli utenti sono di nuovo al centro delle polemiche sui social network per violazioni del regolamento Gdpr, in vigore in Europa dal maggio del 2018. Secondo quanto si legge in una nota pubblicata da Twitter, proprio a partire da quella data la piattaforma fa sapere di aver riscontrato problemi nella gestione della privacy dei suoi iscritti.

In sostanza, il social ha ammesso di aver condiviso i dati degli utenti relativi all’esperienza di utilizzo con aziende che si occupano della profilazione pubblicitaria senza avere alcun consenso esplicito. Twitter si è scusato per l’accaduto e sta lavorando perché non si ripeta l’inconveniente in futuro. Inoltre ha consigliato agli utenti di controllare le impostazioni del proprio profilo e ha messo a disposizione un modulo compilabile per mettersi in contatto con l’ufficio di protezione dei dati.

“Abbiamo risolto questi problemi il 5 agosto 2019. Sappiamo che vorrai sapere se sei stato colpito personalmente e quante persone in totale sono state coinvolte. Stiamo ancora conducendo le nostre indagini per determinare chi potrebbe essere stato colpito e se scopriamo ulteriori informazioni utili, le condivideremo”, si legge ancora nella nota pubblicata dal social.

Ma se in questo caso è Twitter stesso ad aver agito contro la privacy degli utenti, vi sono anche casi in cui siti di terze parti approfittano di vere e proprie falle nelle politiche sulla protezione dei dati per sottrarre indebitamente informazioni ai social e rivenderle. È questo il caso di Instagram, parte della galassia delle controllate di Facebook, che il 7 agosto, ha mandato una lettera di diffida alla startup di San Francisco Hyp3r, che si occupa di marketing e pubblicità, perché interrompa la sua attività illecita di raccolta e uso di dati recuperati dal social.

Secondo la ricostruzione fatta da Business Insider, la società di comunicazione, tra le più stimate da Facebook e compagnia, avrebbe violato il protocollo del social network creando un sistema che permetteva di accedere e archiviare i dati degli utenti di Instagram, ta cui post, informazioni sul profilo, posizione e anche dati contenuti nelle stories pubblicate, generalmente non accessibili a terze parti.

L’insieme di queste informazioni veniva poi utilizzato da Hyp3r per consentire ai suoi clienti di mettere a punto annunci pubblicitari mirati e sempre più calibrati sul profilo degli utenti, garantendosi così un vantaggio sui concorrenti. Dal canto suo, la startup di marketing fa sapere di non aver violato nessuna politica aziendale e si difende respingendo le accuse. “Non vediamo nessun contenuto che non possa essere pubblicamente accessibile online da chiunque”, hacommentato l’azienda a Cnbc.

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wired.it - 6 giorni 6 ore fa
Nella foto, in alto da sinistra Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Danilo Toninelli. In basso Stefano Buffagni (foto Roberto Monaldo / LaPresse)

Ci risiamo: i rapporti tra Lega e Movimento 5 stelle, le due forze di governo, hanno raggiunto un nuovo punto più basso, e gli analisti sono tornati a parlare di una crisi di governo, l’ennesima da quando l’esecutivo gialloverde è entrato in carica il 1° giugno del 2018.

Il 7 agosto il Senato ha bocciato coi voti della Lega e del Partito democratico una mozione presentata dal Movimento 5 stelle per bloccare la Tav, il treno ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino e Lione. La sconfitta era stata largamente prevista, dato che i pentastellati sono l’unica forza politica a opporsi al progetto, mentre tutte le altre sono a favore. I due alleati di governo si sono tuttavia divisi e hanno votato in maniera opposta su un progetto controverso su cui litigano da mesi.

I segnali d’allarme

Subito dopo il voto, diversi esponenti leghisti – a cominciare dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo – hanno preannunciato che ci sarebbero state “conseguenze”. In serata, il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini si è recato a Palazzo Chigi per un faccia a faccia con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte; in seguito ha tenuto un comizio a Sabaudia, in provincia di Latina, in cui ha dichiarato che “si vedrà presto” se ci saranno le condizioni per andare avanti o sarà il caso di convocare elezioni anticipate a ottobre. “Non parlerò mai male di Conte e Di Maio, ma qualcosa si è rotto negli ultimi mesi”, ha detto Salvini. “Come in un matrimonio, se si passa più tempo a insultarsi e a litigare che a fare l’amore, meglio guardarsi in faccia e prendere una decisione da persone adulte”.

Le dichiarazioni di Salvini non sono l’unico motivo per cui si parla di instabilità politica: il premier Conte ha rinviato a data da destinarsi una conferenza stampa programmata per oggi, ed è saltata anche l’assemblea congiunta del Movimento 5 stelle – dove aumentano i parlamentari che chiedono di mettere fine all’esperienza di governo. Uno di loro, Nicola Morra, ha chiesto di metterla ai voti sulla piattaforma Rousseau. Un altro, Ignazio Corrao, ha scritto su Facebook che questa alleanza ha “conseguenze evidentemente nefaste per l’identità del Movimento” e bisogna ribellarsi alla Lega (il suo non è un appello privo di sostanza, dato che Corrao è considerato molto vicino ai vertici di governo).

Per tutti questi motivi, il Partito democratico ha chiesto a Giuseppe Conte di andare al Quirinale per rimettere il suo incarico. Cosa che, almeno per ora, non ha fatto.

Cosa succederà ora

Salvini ha detto che non gli interessano “rimpasti e rimpastini” e i suoi non sono “attaccati alle poltrone”. Secondo il vicepremier o ci sono le condizioni per andare avanti, o l’esperienza di governo finisce.

Stando ad alcuni retroscena, il ministro dell’Interno avrebbe però discusso con Conte di una possibile sostituzione di alcuni ministri. La Stampa scrive che a rischiare più di tutti sono quello dei Trasporti Danilo Toninelli, quella della Difesa Elisabetta Trenta e quello dell’Ambiente Sergio Costa (Repubblica è d’accordo sui primi due ma non sull’ultimo: in base alle sue fonti, è più possibile che venga sostituito il titolare di Via XX Settembre Giovanni Tria).

Tutti e quattro si sono scontrati con Salvini, ma Toninelli è sicuramente il pentastellato che ha il rapporto peggiore con il ministro dell’Interno che lo ha spesso definito “inadeguato” a ricoprire il suo ruolo. Un video circolato ieri, 7 agosto, mostra i due che si ignorano durante il voto sulla mozione del Movimento 5 stelle No-Tav. Poche ore prima, era uscita sul Corriere della sera un’intervista di Toninelli in cui il titolare del Mit definiva Salvini “un nano sulle spalle dei giganti che lavorano”.

Secondo il Fatto quotidiano, il problema principale per la Lega sono i “no” del Movimento 5 stelle. Se i due alleati di governo riusciranno a trovare un accordo su alcuni temi come la riforma della giustizia e il codice degli appalti, si andrà avanti.

 

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wired.it - 6 giorni 6 ore fa
https://www.youtube.com/watch?v=WGRF9mRCNms

Tutto sembra tornato alla normalità in Norvegia dopo gli eventi di The Wave. Se non lo avete visto il riassunto è presto fatto: uno tsunami ha distrutto tutta la zona di Geiranger, ovest della Norvegia, nominata patrimonio dell’UNESCO nel 2005 e considerata il luogo più bello della Scandinavia, un geologo aveva capito tutto ed è riuscito a salvare alcune persone incluse i suoi cari. Ora siete a posto. Alla fine di quel film il geologo aveva avvertito che eventi simili sarebbero potuti capitare nuovamente, così siamo di nuovo in Norvegia, stavolta a Oslo ma le cose non vanno meglio.

Il titolo del film dice “terremoto”, ma il geologo (sempre lui, Kristoffer Joner, che noi conosciamo più che altro per una parte in The Revenant) ci metterà tantissimo a capirlo, intanto vediamo i suoi cari, cioè moglie, figlia e figlio cresciuti e sempre più distanti, la sua ossessione con il disastro che hanno vissuto lo ha alienato dalla società. Vive rintanato e non vuole ascoltare nessuno, nemmeno quell’amico che forse ha trovato qualcosa di preoccupante. Proprio come in un film americano.

Il catastrofico alla norvegese è una specie di rimasticazione senza personalità di quello hollywoodiano. The Wave incassò 8 milioni di dollari in patria (migliori incasso del 2015), mentre questo sequel che cambia regista, si è fermato ai comunque ragguardevoli 5 milioni e rotti, proponendo un misto del familismo in stile The Rock (per il quale la catastrofe è sempre necessariamente una questione privata, familiare, intima) e della noncuranza governativa del re del catastrofico moderno, Roland Emmerich. E proprio dal suo 2012, apoteosi della distruzione terrestre, che viene l’ispirazione per le scene di terremoto che squassano Oslo, mentre da San Andreas viene la passione per gli ambienti distrutti come luogo per la minaccia.

Tuttavia The Quake – Il terremoto del secolo non ha la precisione quasi matematica nella scienza del blockbuster del cinema americano (quell’equilibrio difficilissimo tra l’esagerazione implausibile, il coinvolgimento e una strana forma di godimento dato dalla ripetizione del noto) e rifiuta di avere la capacità del cinema europeo e scandinavo di creare personaggi originali. Di fatto è un blockbuster di serie B, in cui tutto è come in quelli di serie A ma un po’ peggio, un po’ più facile, un po’ meno sofisticato, un po’ più alla buona. Anche le scene di tensione che arrivano (e finalmente!) nel finale sono ben pensate ma stirano così tanto il principio per il quale uno dei personaggi deve mettersi nei guai da sfociare subito nel fastidio. Così buona e dolce dev’essere la figlia, e così male è scritta che risulta una specie di piccolo mostro in cerca di morte. Alla stessa maniera l’alienata sofferenza del padre lo fa solo somigliare ad una maschera senza espressioni.

Il buon padre geologo infatti non è un uomo d’azione, più un introverso norvegese che si taglia la barba quando viene il momento di entrare in azione lasciandosi dei baffoni anni ‘70, farà di tutto per recuperare moglie e figlia nel grattacielo Radisson Blu (placement commerciale forte, deciso, tutto d’un pezzo) mezzo distrutto, tra vetri, abissi in cui cadere e lamiere. Questo dopo che per tutto il film ha pregato il suo collega nella stanza dei bottoni di collegare diversi eventi e capire anche lui che c’è qualcosa che non va. Curiosamente infatti anche The Quake, come molto altro cinema d’incasso è una grandissima critica dell’onnipotenza tecnologica. I rilevatori vengono tratti infatti in inganno ma non l’intuito del geologo, e la questione sembra tanto più pretestuosa quanto nel campo della rilevazione geologica la tecnologia (nel mondo reale) ha consentito di prevenire tragedie. Ma tant’è, qui c’è un padre e la sua esperienza contro il gelido apporto di una stanza piena di computer e segretarie con le cuffie a cui i soliti burocrati danno ascolto.

L’obiettivo sarebbe celebrare la voglia di vivere e l’istinto di un padre verso moglie e figli, durante lo spettacolo della distruzione naturale (non ci sono però accenni ai cambiamenti climatici), un film per tutta la famiglia che dia qualcosa ad ognuno, ma sebbene la parte di computer grafica sia sorprendentemente a livello statunitense, di fatto l’incapacità di gonfiarla con una parabola umana anche solo vagamente decente, innocua e non ridicola impedisce a The Quake di giungere agli standard minimi accettabili. Una copia della copia della copia in cui ormai i tratti originali sono sbiaditi.

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wired.it - 6 giorni 6 ore fa
skypee(Foto: Corbis Images)

Secondo Motherboard, alcuni appaltatori di Microsoft avrebbero avuto accesso alle conversazioni personali degli utenti di Skype, raccolte tramite la funzione di traduzione automatica del programma, e ai comandi impartiti all’assistente vocale Cortana.

Sebbene Skype all’interno dei suoi termini e condizioni d’uso affermi che la società potrebbe analizzare le conversazione al fine di migliorare il servizio, non specifica però che a farlo sono lavoratori esterni alla società.

La scoperta è stata fatta dal giornalista Joseph Cox che, venuto in possesso di una copia di documenti interni, schermate e registrazioni, le ha analizzate scoprendo che tra gli audio ottenuti erano presenti pezzi di conversazioni di utenti che parlavano intimamente con i propri cari.

Nonostante la breve durata degli spezzoni di audio (tra i 5 e i 10 secondi), nelle conversazioni analizzate erano facilmente individuabili gli argomenti personali, come la perdita di peso o dei problemi legati alle proprie relazioni. Argomenti che un utente preferirebbe tenere privati. Nel pacchetto di file ottenuti da Motherboard erano presenti anche le registrazioni dei comandi vocali impartiti dagli utenti all’assistente vocale di Microsoft, Cortana.

Il fatto che io possa persino condividere parte di questo con te dimostra quanto siano scarse le cose in termini di protezione dei dati degli utenti”, ha dichiarato l’appaltatore che ha condiviso i file audio con il giornalista.

In risposta a ciò Microsoft ha affermato di disporre di procedure per proteggere la privacy degli utenti, come, per esempio, un processo di de-identificazione che scollega il file audio dall’utente. La stessa fonte anonima ha però descritto di aver ascoltato chiaramente alcuni utenti dettare i propri indirizzi completi a Cortana: “Alcune cose che ho sentito potrebbero essere chiaramente descritte come sesso telefonico. Ho sentito persone che immettevano indirizzi completi nei comandi di Cortana o chiedevano a Cortana di fornire risultati di ricerca per domande sulla pornografia. Mentre non so esattamente cosa si possa fare di questa informazione, mi sembra strano che non venga gestita in un ambiente più controllato”.

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wired.it - 6 giorni 9 ore fa
Piscina Nuoto Controcorrente Jacuzzi

Nei campionati mondiali di Nuoto del 2009 a Roma, il brasiliano César Cielo Filho ha stabilito il record dei 100 metri stile libero con 46″91. In pratica, ha nuotato a 7,67 km/h. Ecco perché, per stare larghi, Jacuzzi ha creato una serie di piscine per il nuoto controcorrente che può arrivare fino a 10 km/h. Spazi contenuti (la più lunga misura 564 cm) manutenzione minima e possibilità di utilizzarle tutto l’anno anche all’aperto: ecco le caratteristiche di questo nuovo prodotto.

Una piscina per l’allenamento intensivo

J-4000 19′ Performance della linea Swim Spa è attualmente la piscina che offre la migliore tecnologia nel settore del nuoto controcorrente. Nasce per chi cerca un allenamento ad alta intensità. Ovviamente a casa propria. Le sue speciali bocchette (PowerPro Swim Current) generano un flusso regolabile senza turbolenze. Un’esperienza di nuoto realistica come dimostrato dall’olimpionico Gregorio Paltrinieri. La medaglia d’oro agli 800 metri stile libero dei mondiali di Corea 2019 ha infatti effettuato diversi test in questa piscina durante il Fuorisalone di Milano. Le sue misure? 564 x 236 x 135 cm, più di 9 metri cubi d’acqua per un peso complessivo di 10 tonnellate e mezzo. Il prezzo di aggira sui 20mila euro.

Come un tapis roulant acquatico

La piscina controcorrente Jacuzzi come un tapis roulant acquatico consente di svolgere anche diversi esercizi acquatici. Il suo design è studiato per arrestare la fastidiosa onda di ritorno. Gli elementi di aspirazione, invece, posizionati all’estremità opposta dei getti, eliminano ogni turbolenza residua. Questa piscina è dotata anche di una bocchetta di galleggiamento che tramite una spinta verso la superficie apportata da una giusta quantità d’aria aiuta lo sportivo a mantenere la posizione migliore durante la nuotata. Infine con il Waterwatch Jacuzzi, si ha la possibilità di controllare le proprie performance direttamente dal polso e gareggiare con altri utenti connessi in tutto il mondo. 

Una piscina per il wellness adatta alla famiglia

Le quattro varianti della piscina controcorrente Jacuzzi offrono benefici anche in termini di wellness. Merito dell’azione combinata delle sedute terapeutiche e dei getti che si concentrano sulla schiena per alleviare tensioni e contratture muscolari. In più, fra gli optional, è possibile installare lo speciale kit per il canottaggio, la barra per esercizi fisici e uno speciale kit per il fitness in acqua. Una piscina sicura per tutta la famiglia dato i diversi sistemi autopulenti. Tra questi il filtraggio multistadio per eliminare le impurità galleggianti e la tecnologia UV-C che neutralizza gli agenti patogeni. 

Un vortice al posto dell’idromassaggio
Arga, vasca a vortice di Jacuzzi con tecnologia SwimPoolArga, vasca a vortice di Jacuzzi con tecnologia SwimPool

Cambiando tipologia di prodotto, l’idromassaggio Jacuzzi (termini diventati ormai sinonimi per la Treccani) è entrato in un livello superiore passando dall’aria al vortice. Jacuzzi, infatti, ha da poco presentato Arga, una vasca da bagno installabile a muro o freestanding dotata di tecnologia Swirlpool. All’interno di Arga, dall’antico greco lento, speciali idrogetti generano un vortice d’acqua silenzioso che avvolge il corpo dando vita a un massaggio naturale. A questi si aggiungono giochi di luce emessi da led integrati per i trattamenti di cromoterapia.

Infine, a conclusione del processo di hydro-wellness la vasca a vortice di Jacuzzi ha un infusore di sali brandizzati disponibili in quattro essenze. Possono essere utilizzati anche per vasche comuni. Un ultimo particolare. La vasca Arga Jacuzzi è prodotta negli stabilimenti di Valvasone nel Friuli Venezia Giulia, terra d’origine dei fondatori di Jacuzzi.

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