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“Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta”
Non solo news dal mondo Vittoria ma storie di branding, marketing e comunicazione online e offline.

wired.it - 13 ore 57 min fa
Le migliori offerte dei volantini sul Black Friday 2018
Black Friday 2018 di Unieuro
Black Friday 2018 Euronics
Black Friday 2018 Mediaworld
Black Friday 2018 Trony
Black Friday 2018 Expert
Black Friday 2018 Monclick
Black Friday 2018 Gamestop
Black Friday 2018 PS Store
Black Friday 2018 Xbox Store

Manca pochissimo ai Black Friday 2018 (23 dicembre) e tutti i più grandi rivenditori di elettronica e i grandi distributori si preparano per 24 ore (a volte, anche più giorni) di fuoco con sconti, promozioni e offerte speciali. Grazie alle anticipazioni sui volantini e ai precedenti degli anni scorsi, facciamo il punto su cosa attenderci.

Il leitmotiv di quest’anno è presto detto: non più soltanto un giorno ma una serie di giornate dedicate agli sconti, che spesso e volentieri vanno a unire idealmente il Black Friday al Cyber Monday (il lunedì successivo, il 26 novembre).

UNIEUROBlack Friday 2018 Unieuro

Sui volantini Black Friday 2018 di Unieuro c’è Rocco Siffredi, testimonial non a caso del claim “Il Black Friday più lungo di sempre” dato che il periodo promozionale è già iniziato e andrà a durare fino al 26 novembre agganciandosi al Cyber Monday. Con sconti fino al 60%. Dopo il riscaldamento dell’11 novembre con la promozione no IVA che andava di fatto a scontare del 22% tutti i prodotti, si può già sapere su cosa puntare e i prodotti da segnarsi sono numerosi. Ma sono a scorta limitata.

Tra gli smartphone c’è il top di gamma dell’anno scorso ma ancora attuale Google Pixel 2 XL a 329 euro. Sempre dal 2017 arriva Samsung Galaxy S8 a 359 euro in 10000 pezzi mentre il precedente S7 si trova a 269,90 euro (7000 pezzi). Ci sono 1000 pezzi di iPhone XS Max a 1299 euro, l’iPhone X dell’anno scorso a 799 euro (3000 pezzi) e due modelli di fascia media come Honor View 10 Lite e Huawei Mate 10 Lite a 249,90 euro in 2000 pezzi e 199,90 euro a 10000 pezzi.

Il tablet Huawei T5 viene 129,90 euro in 4000 pezzi e il Samsung Galaxy Tab S4 a 449,90 euro in 1500 pezzi. Tra gli smartwatch segnaliamo Apple Watch di terza generazione a 279,90 euro in 1000 pezzi, mentre tra i portatili HP Pavillon 14 on processore i5 a 599 euro in 2000 pezzi. Completano il quadro le console Nintendo Switch a 289,99 euro (4000 pezzi) e PS4 1tb con due DualShock, FIFA 19, Marvel’s Spider-Man e Assassin’s Creed Odyssey a 369,99 euro (4000 pezzi) e la mirrorless Canon EOS M100 con lenti 15-45 mm a 329,99 euro (750).

EURONICSEuronics Black Friday 2018

Tra i primi prodotti a essere svelati tra i vari volantini Black Friday 2018 c’è stato quello di Euronics che in realtà anticiperà al 22 novembre anche lui arrivando fino al Cyber Monday del lunedì 26 successivo. La formula è piuttosto semplice con 100 prodotti fino al 50% e 50 prodotti al 50%. Possiamo trovare gli smartphone Huawei P20 (con Huawei Band 2 Pro) e Samsung Galaxy A6, la console Sony PS4 1 tb con due Dualshock e Red Dead Redemption 2 fino al robot aspirapolvere iRobot Roomba e il Google Home.

MEDIAWORLDBlack Friday 2018 Mediaworld

Il volantini Black Friday 2018 di Mediaworld non sono ancora stati diffusi – è praticamente l’ultimo negozio che si sta aspettando – ma promette di ripetere l’abbondanza e la varietà dell’anno scorso con promozioni che spaziavano in ogni settore. E in ogni marca, Apple compresa come nel 2017. Il sito è già online, ma non è ancora stato allestito si può però leggere che le promozioni spazieranno in “Elettronica, smartphone, tablet, TV e molto altro ancora, acquistabili online e in negozio”.

Il grande rivenditore offline e online aveva già sfruttato la giornata dell’11 novembre (una tradizione asiatica, soprattutto cinese, con la festa dei single) con il 22% di sconto su tutto il catalogo online a esclusione dell’ultimo volantino. Erano rimasti dunque fuori prodotti che potrebbero ritornare a prezzo più succulento il 23 novembre come il nuovo Huawei Mate 20 Pro (la nostra recensione) e il recente iPhone XR (recensione), la tv oled LG B8, la console Nintendo Switch e la quarta generazione di Apple Watch. Tuttavia, moltissimi utenti avevano lamentato malfunzionamenti del sito e non erano riusciti a completare gli acquisti.

Ricordiamo che per chi non fosse ancora iscritto alla newsletter si possono avere 10 euro di sconto per una spesa di almeno 100 euro online.

TRONYBlack Friday 2018 Trony

L’anno scorso aveva piazzato un 25% di sconto in catalogo, quest’anno Trony inizia a svelare le promozioni per i negozi fisici con la Black Week e la modalità Prendi 3 Paghi 2 ossia con la possibilità di acquistare tre oggetti e di non pagare il meno caro con qualche regola particolare. Infatti, uno dei tre deve essere un grande elettrodomestico da almeno 499 euro o un piccolo elettrodomestico da almeno 199 euro. Oppure, si comprano due oggetti (anche qui deve esserci un piccolo o grande elettrodomestico) e il meno caro sarà scontato del 50%.

Online, ci sono offerte già attive dal 16 novembre fino al 22 novembre, con il 23 novembre che dovrebbe andare a mettere sul piatto prodotti speciali e sconti più appetibili.

EXPERTBlack Friday 2018 Expert

Ancora sconosciute le promozioni di Expert, che per ora ha soltanto svelato quel che accadrà dopo il 23 novembre. Dopo il Black Friday, infatti, tra il weekend e il Cyber Monday sarà possibile andare a sfruttare un -25% su tv, piccoli e grandi elettrodomestici spendendo almeno 499 euro ed essendo soci. Nota bene: sono escluse marche come Zoppas, Liebherr, Miele e Aeg.

MONCLICKMonclick Black Friday 2018

Simpatico gioco di parola e formula di Monclick che trasforma il Friday in fra-i-dai dedicando ogni giorno dal 12 al 25 novembre a un dio della mitologia greca assegnando al 23 novembre naturalmente Zeus. I prodotti in sconto spazieranno in ogni categoria dagli smartphone ai tablet, dagli elettrodomestici ai tv fino all’audio e all’informatica. Ci sono anche dispositivi Apple.

GAMESTOPBlack Friday 2018 gamestop

Weekend lungo anche per Gamestop, uno dei punti di riferimento per i videogiochi con gli sconti che partiranno il venerdì per terminare il lunedì dunque abbracciando Black Friday e Cyber Monday. Tra i prodotti scontati la nuova PS4 Slim 500GB con Call of Duty a 279,98 euro (da 370,96 euro),  Rise of the Tomb Raider da 19,98 (da 40,98 euro)

PS STOREBlack Friday 2018 PS Store

Il Black Friday di PS Store ossia del negozio di titoli e contenuti extra per le console Sony Playstation ha già confermato di andare a mettere in sconto fino al 30% per i non soci e fino al 60% per i soci PS Plus i titoli in catalogo.

Si troverà ad esempio FIFA 19 a -43% (39,89€), Marvel’s Spider Man a -42% (39,99€), Red Dead Redemption 2 Special Edition a -12% (74,79€).

XBOX STOREBlack Friday 2018 Xbox Store

La controparte delle console di Microsoft, Xbox Store, inaugura gli sconti sui giochi dal 19 novembre con titoli interessanti inclusi come Dragon Ball FighterZ, Red Dead Redemption 2, Destiny 2 I Rinnegati, Far Cry 5, Pro Evolution Soccer 2019, FIFA 19, Shadow of the Tomb Raider, Call of Duty Black Ops 4 e Assassin’s Creed Odyssey.

Inoltre, fino al 30 novembre si può attivare l’abbonamento Live Gold per 30 giorni a un euro; stesso prezzo anche per Game Pass entro il 3 gennaio prossimo.

Per prepararti alla giornata speciale, ecco tutto ciò che c’è da sapere sugli sconti del Black Fiday 2018 e le migliori app e siti alternativi per il 23 novembre.

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wired.it - 14 ore 35 min fa

Di cosa dovrebbe parlare oggi un romanzo fantasy, soprattutto se il pubblico a cui è rivolto è in gran numero composto da adolescenti? Immagino siano state queste le domande che si è posta l’autrice Holly Black prima di iniziare a scrivere il suo romanzo Il principe crudele (Mondadori, 18 euro). E immagino anche quale sia stata la risposta: ma di bullismo, ovvio.
Holly Black, classe 1971, è un’autrice fantasy nota al pubblico soprattutto per la serie Le cronache di Spiderwick, scritta a quattro mani con Tony DiTerlizzi e per la collaborazione recente con Cassandra Clare, la creatrice del successo mondiale Shadowhunters. Nelle sue opere, Black, pur attingendo a piene mani dalla tradizione favolistica, ha sempre cercato un certo legame con i tempi attuali e in qualche modo di svecchiare i contenuti delle storie cercando di renderli più attuali.

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Il romanzo segue da vicino le vicende di un’adolescente mortale, Jude, che assiste da piccola all’omicidio dei suoi genitori da parte del suo patrigno elfo, Madoc. Egli è il padre naturale di una delle altre due sorelle, tornato per vendicarsi della fuga della sua consorte con un umano. Tuttavia non lascerà le gemelle Jude e Taryn nel mondo degli uomini, ma le porterà con sé nel mondo magico. Qui Jude dovrà affrontare, da essere mortale e quindi continuamente sotto i riflettori per la sua palese diversità, i dispetti e le angherie anche piuttosto pesanti dal più piccolo dei figli del Sommo Re, il principe Cardan, e si troverà ad affrontare intrighi di palazzo e addirittura una guerra civile. Quando infatti la congiura di palazzo diverrà palese, lo schema dei piccoli soprusi di Cardan sarà riproposto in grande da parte degli adulti, e in particolare dal suo fratello maggiore al fine di usurpare il trono.

Il mondo magico descritto da Holly Black è completamente diverso da quello tolkeniano o che comunque siamo abituati a immaginarci. Gli elfi non possono mentire, sono immortali, meravigliosi a vedersi, vivono in lande incantate e il loro cibo è straordinariamente buono. Ma, cosa più importante, queste creature fantastiche detestano gli umani. Tuttavia, il palazzo del re è popolato da uomini drogati da incantesimi e utilizzati come sorta automi servitori. Altro che mondo fantastico! Inoltre gli elfi, pur riuscendo a convivere con altri esseri umani per così dire “liberi”, è come se si sentissero quasi in difetto nei loro confronti. Possono gettare incantesimi su di loro, raggirarli, renderli appunto dei fedeli servitori, ma questo non servirà a dare loro la capacità che più invidiano agli uomini: la menzogna.

Questo rapporto particolare tra elfi e mortali porta Jude e la sua sorella gemella a subire dei veri e propri atti di bullismo da parte di Cardan e dei suoi fedeli compagni gaglioffi, ma lei non è tipo che abbassa la testa, neanche di fronte a situazioni dalle conseguenze tragiche. Inoltre, e sempre a causa di questo peculiare dono di noi umani di raccontare balle, il principe erede assolderà Jude come spia di palazzo, rendendola immune a tutti gli incantesimi, tranne che ovviamente ai suoi.
All’idea della lontananza tra le due “razze” si accompagna un altro tipo di discriminazione, quella dell’orientamento sessuale. Vivian, la sorella elfa di Jude, ha una relazione omosessuale con una mortale, si incontra con la sua amante nel mondo degli uomini e ha un timore terribile di essere scoperta dal padre. Un doppio problema, quindi, che necessita dell’aiuto di tutte e tre le sorelle per poter essere risolto.

Il principe crudele è un romanzo per adolescenti, ma può essere letto con piacere anche da lettori più grandi. È ben scritto e ha il pregio di raccontare una bella e originale storia di fantasia, senza esimersi dal voler far riflettere sulla nostra società e le sue contraddizioni. Non temete però, non mancano all’interno avventura, meraviglia, magia, storie d’amore e gelosie, e spargimenti di sangue.

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wired.it - 14 ore 57 min fa

Diabolik è indiscutibilmente uno dei fumetti di maggior successo in Italia. Fu creato da Angela Giussani nel 1962 che lo plasmò fondando la casa editrice Astorina e con la collaborazione della sorella Luciana. Diabolik nacque attingendo al mondo del feuilleton francese di inizio Novecento. A quegli antieroi – primo fra tutti Fantomas, ma citiamo anche Arsenio Lupin e Rocambole – che si facevano beffe della polizia e compivano i loro crimini con stile. L’Europa, la Francia in particolare – Clerville, la città fittizia di Diabolik ricorda Parigi – fanno da sfondo alle avventure del ladro in calzamaglia. Mario Gomboli (dal 1999 direttore della casa editrice Astorina) ha deciso di compiere un esperimento: creare un “Diabolik alternativo”, un alter ego dell’alter ego, rendendolo più vicino ai fumetti americani. Un Diabolik in cui ritroviamo gli stessi personaggi del fumetto originale – l’ispettore Ginko ed Eva Kent fra tutti – ma con diversi nomi, o non nominati affatto – “l’ispettore”, “la giudice” nel caso dei due citati.

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Ovviamente ci sono delle connessioni tra il Diabolik e DK (chiamiamolo così). Anche DK non ha cognizione della sua identità. C’è una scena che è l’esatta replica di quella pubblicata nel numero intitolato Diabolik chi sei? in cui la domanda veniva posta da Ginko al ladro mentre entrambi si trovano in una cella. Diabolik rispondeva “Io non so chi sono…“, ed è la stessa risposta che fornisce nella “versione americana” in una situazione analoga. Se Ginko è sostanzialmente lo stesso poliziotto incorrotto e perseverante della serie originale, Eva Kent, invece si trasforma in una nemica acerrima di DK, al servizio di una società segreta chiamata i Giustizieri, che vuole dominare la città. Anche nel caso di Eva Kent, però, troviamo delle connessioni tra Diabolik e DK, degli ammiccamenti alla serie originale. Dirà, infatti, DK, ad un certo punto: “Eppure ho una sorta di… rimpianto. Per quello che lei avrebbe potuto essere“.

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DK si muove in un contesto violento, meno elegante e più moderno di Clerville, dove spopolano gang, sicari, spacciatori. Un contesto più metropolitano e lo stesso DK sembra più cinico e spietato di Diabolik, un criminale che non si fa problemi a eliminare chiunque si ponga tra lui e il suo obiettivo, fosse anche un innocente, e che ha un alleato nei ratti di fogna che usa per disorientare i suoi avversari. Le storie di DK, ideate da Mario Gomboli, sceneggiate da Tito Faraci e disegnate da Giuseppe Palumbo, a colori, riunite in un unico volume, più un inedito, grazie alla collaborazione di Oscar Ink Mondadori e di Astorina, hanno il ritmo e la violenza degli hard boiled americani e stupiscono il lettore con l’ingegnosità tecnologica, da sempre cifra stilistica del modus operandi del ladro. Sono un perfetto universo parallelo che i fan di Diabolik si divertiranno a esplorare e spingeranno chi fan non lo è ancora, a scoprire la versione originale.

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brand-news.it - 16 ore 41 min fa

Una ricerca di Phd Italia conferma il ritratto contraddittorio degli italiani in materia di privacy online: preoccupati ma non così attenti a proteggerla, consapevoli del valore commerciale dei dati personali, ma poco informati sul loro effettivo utilizzo. Desiderosi, comunque, di avere un maggiore controllo sulle informazioni fornite, perché poco convinti della trasparenza delle aziende Sei...

L'articolo GDPR: gli italiani poco convinti della trasparenza delle aziende proviene da Brand News.

wired.it - 17 ore 13 min fa
Pix
Geometric Hydration Pack
AllPowers
Geneeo Genius Pack Platinum
Reflect360 di Proviz
Ubaymax
Flyweight di North Face
Eume
Yoga Backpack by Cynthia Mae
Vince Durden Backpack
Vrypac
Continew Backpack
Prokth
Babylon Road
Sec Backpack di Tucano
F303 Hazzard di Freitag
Zaino fast-check di Piquadro
Retreat Backpack di Herschel
Casyl Black Ink Leather di Eastpak
SB Courthouse di Nike
Alpha Bravo London di Tumi
Zaino ripiegabile Classic di Moleskine
Passenger di Nava Design
My Montblanc Nightflight di Montblanc
Unter di Spalding & Bros.
Rath Slim di Victorinox
Daypack Proof Ruby di Aevor
Mohave di Element
Phoenix Journey di Du Du
Spruce Backpack di Burton
Doughnut D097-1469-F
Z.N.E. di Adidas
Hoyal di Napapijri
Cube Flex di Dr. Martens
Storepad 30 di Salewa
Work Memory di Invicta
Sistema 2037 di Mandarina Duck
Blu Flash di Fedon
Foldsack No. 1 di Fjallraven
Zaino per laptpop e reflex di Manfrotto
Crossover 2 di Thule
Fend di Vans
Bobby, lo zaino anti taccheggio
Carbon Laptop Backpack di Ogio
Custom LeatherCraft Tech Gear
Cityscape di Samsonite
Urban Adventure MCP3404 di Cocoon
Zaino rinforzato Legion di Lenovo
Parachute Black Matt di Blauer
Solgaard Lifepack

Il migliore amico dell’uomo 2.0 multitasking, non è lo smartphone né il tablet né il thermos per il caffè. Ma, semmai, tutto questo assieme, riunito in quell’involucro che per molti di noi è indispensabile: lo zaino. Per rispondere alle nuove esigenze di versatilità nonché al dono dell’ubiquità ormai richiesto a destra e a manca, gli zaini di oggi hanno materiali idrorepellenti, scompartimenti interni con imbottiture, sistemi anti-shock e tecnologia antimuffa. E se quelli più normali hanno “solo” tasche dotate di sistema di sicurezza con blocco rfid per schermare dati sensibili o perlomeno pannelli solari integrati per ricaricare lo smartphone, ce ne sono anche tantissimi davvero insoliti e geniali.

Dallo zaino digitalizzato che può essere personalizzato con disegni e scritte in pixel allo zaino con sistema idrico integrato pensato per chi bazzica festival musicali (o è solito passeggiare nel deserto) fino allo zaino che ti massaggia la schiena mentre cammini e a quello con indicatore di direzione luminoso integrato nella scocca, ce n’è per ogni gusto e ogni inclinazione.
C’è anche l’eco-compatibilità: pannelli solari, materiali riciclati come il sughero recuperato dai brindisi o addirittura gli airbag e gli interni in pelle di vecchie automobili

Sfogliate i 50 zaini tecnologici e originali nella gallery in alto per conoscere tutte le novità più curiose e interessanti.

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wired.it - 17 ore 46 min fa
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s
Guida minima al vocabolario del governo Lega-M5s

L’italiano è una lingua in continua evoluzione, che a dispetto di una natura apparentemente austera fa della sensibilità ai cambiamenti socioculturali la sua migliore arma di attualità. Non so se di recente abbiate messo il naso fuori dalla finestra, ma inizia a fare freschetto e siamo ormai in piena Terza Repubblica. Poteva la lingua italiana resistere all’incontenibile spinta propulsiva generata dal governo del cambiamento? Vi proponiamo di seguito una comoda guida utile ag orientarsi nei tecnicismi con cui Lega e Movimento 5 Stelle sono soliti riferirsi ai propri molteplici avversari politici, un novero in rapida espansione.

Attico a New York, possessore di
Particolare categoria di radical chic (cfr. Radical chic) nota al grande pubblico per aver vissuto, seppur per un fugace lasso di tempo, nella Grande Mela. Nella narrazione giallo-verde tale condizione precluderebbe al soggetto la possibilità di esprimere opinioni, in quanto sarebbero giocoforza poco aderenti alla realtà, la cui percezione si suppone viziata dal lussuoso stile di vita. Inaugurata per rispondere alle critiche dello scrittore Roberto Saviano, l’espressione ha riscosso particolare successo grazie alle invettive di Diego Fusaro e del vignettista Ghisberto, finendo per essere promossa a generica accusa di distanza dal popolo.

Buonista
Chiunque esprima opinioni tali da oltrepassare la soglia minima di umanità, diremmo noi. Ma non è solo questo. Nella Terza Repubblica buonista è colui che critica le iniziative dell’esecutivo in materia di diritti umani, anche quando queste consistono nel tenere 177 persone ferme a bordo di una nave per dieci giorni. Il termine serve a evidenziare la profonda – ma tuttavia genuina – semplicità d’animo di chi formula tali obiezioni e non va confuso con falso buonista, ovvero chi nella comunicazione gialloverde si finge attento ai diritti delle persone solo per il proprio personale tornaconto, spesso economico o elettorale. 

Burocrate
Nei fatti, lo è qualunque esponente delle istituzioni europee che non si professi apertamente sovranista, o vicino alle posizioni del governo. La fortuna dell’espressione risiede nella scarsa popolarità dei meccanismi di funzionamento dell’Unione europea, già pesantemente messi in discussione dagli esecutivi precedenti. Nell’immaginario popolare della Terza Repubblica, dunque, quelli che sono a tutti gli effetti politici eletti nei rispettivi paesi, finiscono col retrocedere al grado di grigi funzionari senza cuore, incaricati di far rispettare a ogni costo leggi ingiuste e sempre irrimediabilmente calate dall’alto.

Criticone
Detto di chi critica tutto pregiudizialmente e in maniera sistematica, senza – secondo il governo – entrare mai nel merito. Criticone è ad esempio chi ha messo in discussione l’opportunità di un selfie sorridente del ministro dell’Interno Matteo Salvini sui luoghi colpiti dal maltempo.

(Fabio Cimaglia/LaPresse)(Fabio Cimaglia/LaPresse)

Da salotto
Che parla dai salotti buoni, conoscendo scarsamente la vita al di fuori di essi. Tale aggettivo è di sovente utilizzato per squalificare il sostantivo che lo accompagna, regalandogli una sfumatura di snobismo e scarso pragmatismo. L’ambientalista da salotto, per esempio, nella recente uscita del vicepremier Salvini è colui che combatte utopisticamente per salvare l’ambiente, senza conoscere le implicazioni che ciò può avere nella vita reale.

Da padre
Il vicepremier Matteo Salvini non parla quasi mai soltanto da politico: ha figli, per cui tiene a sottolineare una coscienza paterna che gli darebbe un senso di responsabilità accresciuto rispetto alle controparti. “Lo dico da padre” è il prologo più comune di un annuncio securitario o di una sparata razzista.

Establishment
Tutto ciò che non è popolo e che anzi del popolo è nemico. Nella narrazione polarizzante del governo esistono molteplici sfumature di establishment – dalla casta ai giornaloni, passando per i poteri forti della finanza – ma tutte accomunate dal desiderio malvagio di mangiare sulle spalle della povera gente. L’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle, secondo il mito governativo, nasce proprio dall’esigenza di combattere lo strapotere dell’establishment e di dare al popolo la possibilità di rivalersi su di esso.

Figlio di papà
Chiunque manifesti la sua opposizione all’esecutivo e non abbia ancora compiuto i 40 anni di età. Il governo del cambiamento fa gli interessi del popolo e chiunque scenda in piazza a protestare, nella Terza Repubblica, lo fa per una motivazione futile o tendenziosa. Nel caso degli studenti i motivi del disagio sono noia e agiatezza, perché indipendentemente dalla provenienza sociale a casa c’è giocoforza un padre piuttosto facoltoso – probabilmente membro dell’establishment – ad attenderli. Nel caso i figli di papà siano tanti e ben coordinati di norma si parla di centri a-sociali.

Maalox (o Malox)
Nella realtà, nome commerciale di un rimedio trentennale al mal di stomaco; nella realtà grillin-leghista, panacea per i mal di pancia provocati ai rosiconi dalle ineguagliabili vittorie del governo del cambiamento. L’espressione nasce sul Blog di Beppe Grillo e ben presto si propaga ai membri del Movimento e alla loro base, secondo i classici canoni della viralità. Poi iniziano a farne uso massiccio anche i vicepremier: Matteo Salvini dispensa metaforicamente le pastiglie del miracoloso farmaco ai suoi nemici, Luigi Di Maio ne consiglia l’uso ad avversari politici e giornalisti dopo l’assoluzione di Virginia Raggi.

Manina
Espediente di bassa lega con cui nemici interni alle istituzioni modificano il testo di importanti interventi normativi del governo. La prima attestazione dell’espressione risale addirittura alla Prima Repubblica ed è attribuibile a Bettino Craxi, ma la scaltrezza e l’invisibilità dell’operazione hanno permesso alla manina di riciclarsi anche nella Seconda e nella Terza, aggiungendo, per fare un esempio, pericolose concessioni agli evasori nel decreto fiscale del governo del cambiamento.

Pennivendolo
Chi esercita la professione giornalistica con scarsa dignità e senso dell’onore, ovvero pubblicando inchieste, articoli, corsivi e commenti lesivi della dignità del governo Conte e del suo operato. Nella Terza Repubblica anche la stampa è establishment, e proprio come il resto dell’establishment tende a bloccare l’inevitabile processo di cambiamento, pubblicando sui giornaloni notizie sgradite al governo. Curioso è il ricorso alla sineddoche, la penna che diventa l’attività del vendere penne, utilizzata come termine squalificante.

Professorone
Chi possiede conoscenze tecniche e non esita a utilizzarle per contraddire stime o valutazioni del governo del cambiamento. Tale figura è visceralmente osteggiata da entrambe le componenti dell’esecutivo, non a caso le uniche due forze parlamentari ad aver fatto opposizione al governo Monti, l’unico e originale governo dei professoroni.

Puttane
vedi “pennivendoli”.

Radical chic
Chiunque esprima posizioni di sinistra senza versare in uno stato di grave povertà. Il termine fu coniato nel 1970 dal compianto Tom Wolfe, che lo utilizzò per descrivere un ricevimento di raccolta fondi per il gruppo marxista-leninista delle Pantere Nere, organizzato e frequentato da esponenti della borghesia newyorkese. Nella Terza Repubblica l’anglicismo denuncia invece la presunta incoerenza tra idee politiche ed estratto conto degli esponenti progressisti, ed è spesso associato ad accessori come il Rolex, vera e propria ossessione della compagine di governo, che lo vede come un segno distintivo di un’opposizione arroccata su presunti privilegi.

L'arcinemico George Soros. (Sean Gallup/Getty Images)L’arcinemico George Soros. (Sean Gallup/Getty Images)

Risorse
Espressione sarcasticamente utilizzata per riferirsi a migranti, rifugiati e richiedenti asilo, intendendo l’esatto opposto del suo significato originale (ovvero: forza lavoro e spunti per un possibile arricchimento culturale e umano). Nel non troppo raffinato meccanismo sarcastico della Terza Repubblica il termine assume la valenza di parodia rispetto alle dichiarazioni di chi – come Laura Boldrini o Tito Boeri – considera i flussi migratori una risorsa per il nostro paese, in grado di garantire anche contributi pensionistici.

Sinistrato (o sinistro)
Che si può considerare afferente all’area politica della sinistra, a prescindere da quanto ciò risponda alla realtà. Come in molti altri termini di questo vocabolario, quel che conta è la percezione: se sei contrario, la logica stringente vuole che tu sia di sinistra. Com’è noto, nella Terza Repubblica le categorie di destra e sinistra sono ormai superate e chi ancora dovesse riconoscersi in tali vetusti cimeli del passato merita di vedere la propria posizione storpiata e derisa. Allo stesso filone narrativo appartiene anche il più specifico Pidiota, di cui è spesso usato come sinonimo.

Sorosiano
Che è in qualche modo riconducibile alla figura di George Soros, imprenditore ungherese e fondatore della Open Society, nonché – nella cosmogonia complottista, e secondo alcuni membri dell’attuale maggioranza – responsabile di più o meno qualsiasi nefandezza accaduta nell’ultimo mezzo secolo a livello globale. Dal piano per finanziare un’invasione di migranti in Italia alla speculazione finanziaria sui titoli di stato, sono ben poche le teorie del complotto che non vedano protagonista Soros. Quale miglior espediente, dunque, che associarlo al nemico prescelto? 

Speculatori
Mercati e investitori internazionali, che nella narrazione emergenziale della Terza Repubblica si rendono protagonisti, a intervalli regolari, di piani per sovvertire il governo del cambiamento: attivissimi durante i periodi di spread in rialzo, gli speculatori sembrano desistere dai loro malvagi intenti durante il resto del tempo.

Taxi del mare
Formula coniata nell’aprile del 2017 – e disconosciuta due mesi più tardi – dall’attuale vicepremier Di Maio, per indicare l’attività di navi appartenenti ad organizzazioni non governative che pattugliavano il Mediterraneo alla ricerca di vite da salvare. L’utilizzo del termine – e la contemporanea indagine, chiusasi con un nulla di fatto, del procuratore di Catania Carmelo Zuccaro – è stato il primo passo verso il Codice Minniti e la conseguente sparizione delle Ong dal tratto di mare tra Italia e Libia.

“ ” (virgolette)
Segno tipografico utilizzato per sottolineare che l’espressione in esso contenuta è da intendersi come sarcastica. Uno dei veri nemici del governo del cambiamento è infatti l’esatto significato delle parole, che nella maggior parte dei casi viene stravolto nel tentativo di ridicolizzare talune categorie. Un intellettuale, dunque, sarà ben altra cosa rispetto ad un intellettuale, così come abissale è la differenza tra un richiedente asilo e un richiedente asilo. Nel parlato tale espediente è replicato mediante un saggio utilizzo di indice e medio.

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wired.it - 17 ore 48 min fa
 Win McNamee/Getty Images)(Foto: Win McNamee/Getty Images)

Tutti parlano di anidride carbonica in relazione al cambiamento climatico. Quello che è meno noto è che dietro l’anidride carbonica, o meglio in relazione alle compensazioni delle emissioni delle aziende, esiste un mercato in rapida crescita strettamente legato all’impegno del mondo del settore privato rispetto a questi temi.

In realtà esistono due tipologie di mercato: quello regolato e il volontario. Il mercato regolato dei crediti di carbonio nasce col protocollo di Kyoto e offre la possibilità a grandi aziende che operano in settori molto impattanti per l’ambiente, come quelle del comparto energetico o le cartiere, di avviare una serie di progetti nei paesi in via di sviluppo. Diverso è il caso del mercato volontario: in questo caso, le aziende possono utilizzare “volontariamente” delle strategie di compensazione per cercare di allinearsi agli obiettivi istituiti dalle Nazioni unite per la lotta al cambiamento climatico.

 Carbonsink)Carbonsink sta progettando infrastrutture per acqua e cacao in Madagascar (foto: Carbonsink)

Carbonsink è una società di consulenza strategica che aiuta le aziende nella gestione dei rischi e le opportunità associate al cambiamento climatico. Carbonsink è l’unica realtà italiana a essere accreditata al Carbon disclosure project, la più grande iniziativa di reporting a livello mondiale per le aziende quotate. Nata nel 2012, Carbonsink ha anche una sede in Mozambico, paese da cui coordina e sviluppa progetti di mitigazione del cambiamento climatico in Africa. “Le aziende con cui ci relazioniamo sono tra le prime 100 quotate in Piazza Affari.  Il nostro obiettivo è supportare le aziende a integrare l’impatto climatico nelle decisioni aziendali”, chiarisce Andrea Maggiani, direttore esecutivo di Carbonsink. Il parco clienti è costituito all’80% da grandi aziende e al 20% da piccole-medie realtà. Ma ci sono anche il Fondo finanziario internazionale istituito dai governi nordici e la Commissione europea.

La gestione strategica dell’impresa in relazione ai cambiamenti climatici è essenziale, per esempio, per fissare obiettivi a lungo termine. “Si ragiona soprattutto in termini di scenari possibili”, continua Maggiani. Oggi non tutte le grandi aziende arrivano però a investire più dell’1% del proprio profitto per integrare le proprie strategie con l’impatto climatico. “Siamo in una fase di crescita dell’interesse delle aziende per la climate finance”.

Ma si possono azzerrare le emissioni? “Questo può essere vero per aziende di servizi di piccole-medie dimensioni – risponde Maggiani -. Per le grandi aziende è impensabile compensare tutte le emissioni prodotte dalle proprie attività di business, specie quelle legate alle filiere produttive, le imprese devono quindi ragionare in ottica di lungo periodo ponendosi obiettivi precisi e realizzabili nel tempo”.

Oltre ai progetti sviluppati per i clienti, Carbonsink sostiene attività per ridurre l’impatto del cambiamento climatico in Africa, nello specifico in Uganda e in Madagascar. “Ci aspettiamo di crescere del 100% in 3 anni”, conclude Maggiani.

Il mercato volontario delle compensazioni rappresenta un settore di interesse marginale per Carbonsink, mentre è uno dei principali servizi offerti da Rete Clima e AzzeroCo2.

 Rete Clima)Uno dei progetti di forestazione urbana effettuati da Rete Clima (foto: Rete Clima)

Rete Clima è un ente non profit. Si tratta di una scelta precisa per “una logica etica e perché fuori dall’Italia a occuparsi di compensazione sono soprattutto enti non profit”, spiega Paolo Viganò, responsabile corporare social responsibility di Rete Clima. Nata nel 2011 presso l’Università di Milano-Bicocca, con cui ha ancora rapporti di collaborazione, Rete Clima accompagna le aziende in percorsi di decarbonizzazione.

Un progetto, per esempio, ha riguardato il trasferimento online delle attività di meeting di un’azienda, per limitare drasticamente dei dipendenti e l’inquinamento conseguente. In un altro caso, ai dipendenti sono state fornite biciclette pieghevoli, quindi comodamente trasportabili su bus o metropolitana, per poter raggiungere l’azienda. “Ci concentriamo su attività di forestazione compensativa nazionale, che effettuiamo insieme con le aziende. I dipendenti vengono con noi a piantare gli alberi e le aziende sono coinvolte anche nella loro manutenzione. Possono inoltre controllare la localizzazione e i servizi ecosistemici della loro foresta, grazie a un sistema di tracking virtuale”, spiega Viganò.

Anche se è abbastanza raro poter azzerare totalmente le emissioni di un’azienda, in qualche caso siamo riusciti a farlo. Quando parliamo di prodotti o di processi, si tratta invece di obiettivi raggiungibili più facilmente. Molto dipende anche da quanto l’azienda può investire”, continua Viganò.

 AzzeroCo2)Un’area del Po vercellese dopo l’intervento di riforestazione effettuato dall’AzzeroCo2 (foto: AzzeroCo2)

Legambiente assieme a Kyoto Club, associazione di imprese impegnate nel raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, ha fondato AzzeroCo2 nel 2004. Da allora l’azienda ha realizzato oltre 200 progetti di efficienza energetica e promozione delle fonti di energia rinnovabile, piantumato 175mila alberi e compensato oltre 110mila tonnellate di anidride carbonica. I progetti di compensazione offerti spaziano dalla forestazione alla promozione di fonti rinnovabili.

L’assorbimento o la mancata immissione in atmosfera dell’anidride carbonica grazie alla realizzazione di questi progetti viene certificato da un ente terzo”, spiega Sarah Nucera, responsabile della comunicazione. Tra i clienti figurano soprattutto grandi aziende che hanno già avviato percorsi di responsabilità sociale e ambientale, in cui la compensazione rappresenta quindi solo una parte della strategia di responsabilità globale. “Chiaramente questo anche perché vogliamo evitare fenomeni di greenwashing”, spiega Nucera. “Abbiamo creato un registro pubblico dei crediti, al quale si accede tramite il codice univoco assegnato a ciascuna compensazione, per consentire a tutti di conoscere con precisione la quantità di CO2 compensata da ciascun cliente e l’oggetto della compensazione. Questo può essere controllato da chiunque sia interessato a verificare l’impegno ambientale di qualunque azienda”, aggiunge.

Negli ultimi anni, AzzeroCo2 ha registrato una variazione qualitativa della domanda. Le grandi aziende iniziano a interessarsi a progetti di responsabilità sociale d’impresa sul territorio, piuttosto che al mero acquisto di crediti di carbonio: si creano così nuovi boschi, ville e parchi vengono rimessi a nuovo. “Dal 2015 abbiamo iniziato a offrire anche progetti di riqualificazione territoriale, non connessi all’emissione di crediti di carbonio. Nell’ambito di questi progetti, dal 2016 abbiamo già piantato 37mila alberi e ne pianteremo 28mila entro la primavera 2019”, prosegue Nucera.

Quando è nata nel 2004, AzzeroCo2 aveva 5 collaboratori, oggi ne ha 40. Per il segmento della compensazione, il cui giro d’affari è sestuplicato negli ultimi tre anni, l’azienda si aspetta una crescita del 30% nei prossimi due anni. Per quanto concerne il segmento della qualificazione del territorio, gli affari stanno più che decuplicando.

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