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brand-news.it - 1 giorno 13 ore fa

L’agenzia di GroupM continua a rafforzare l’offerta in consulenza fuori dal perimetro media. Tra i clienti della unit Tech guidata da Francesco Comi aziende del calibro di Toyota, Huawei, Banca Intesa, Vodafone, Chanel, Korian, Avon, Sky, Università Bocconi Accanto alla tradizionale parte media, alla maturazione molto veloce della unit content, oggi Wavemaker assiste anche alla...

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mymarketing.net - 1 giorno 13 ore fa

Le Pmi europee stanno utilizzando il 3D printing per acquisire nuovi clienti e muoversi più efficacemente in mercati tradizionalmente dominati da aziende di più grandi dimensioni. A affermarlo è una nuova ricerca firmata Ricoh “The future of Print” condotta coinvolgendo circa 2.370 manager di Pmi da tutta Europa.

David Mills, CEO di Ricoh Europe, commenta: “L’innovazione offerta dalla stampa 3D permette alle Pmi di competere con le aziende di più grandi dimensioni, ad esempio ottimizzando le fasi di sviluppo e produzione e la gestione della supply chain. Questo è fondamentale per le aziende che vogliono crescere e rafforzare la propria presenza sul mercato”.

  1. Lo stato dell’arte nelle aziende
  2. La stampa applicata ai mercati

Lo stato dell’arte nelle aziende

La forza lavoro sta cambiando in fretta e, allo stesso tempo, si stanno evolvendo anche le richieste dei clienti. Essi si aspettano sempre di prodotti e servizi personalizzati, istantanei e accessibili da ogni luogo. Alla base di tutto questo, ovviamente, ci sono le tecnologie.
Per non rimanere indietro le aziende devono riuscire a implementare quelle aree che si possono migliorare riducendo allo stesso tempo i costi. La tecnologia in particolare, permette oggi di stampare qualsiasi materiale in tempi rapidi, con contenuti personalizzati e riducendo i costi, approfondendo le relazioni con i clienti.

Molte aziende già capiscono il valore della tecnologia infatti:

  • Il 70% del campione pensa di utilizzare l’Additive Manufacturing per esplorare nuove possibilità nell’ambito della produzione;
  • Il 56% prevede di riuscire, grazie alla produzione on demand, a ridurre i costi per stoccaggio, spedizione e acquisto di materiali.
  • Con l’obiettivo di stare al passo con l’evoluzione del mercato e rispondere alle esigenze dei clienti, l’80% del campione sta prendendo in considerazione la possibilità di introdurre la stampa 3D anche per migliorare lo sviluppo di nuovi prodotti
  • Il 51% ha già investito nelle nuove tecnologie;
  • Il 36% conta di farlo nei prossimi cinque anni;
  • Il 66% dei dirigenti ritiene che la propria azienda rimmarà indietro se non effettuerà investimenti nel printing

David Mills aggiunge: “L’Additive Manufacturing riduce la quantità di risorse necessarie per realizzare un prodotto in quanto gli scarti sono limitati al minimo, un aspetto molto importante per ridurre costi e impatto ambientale. Un numero sempre maggiore di Pmi sta ricorrendo alla stampa 3D per ottenere vantaggio competitivo e le aziende che non seguiranno fin da subito il loro esempio corrono il rischio di rimanere indietro”.

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La stampa applicata ai mercati

I risultati positivi degli investimenti nelle nuove tecnologie per il printing, come ad esempio la stampa 3D, sono già evidenti. Il 69% delle Pmi sostiene che la stampa 3D giochi un ruolo fondamentale consentendo di cogliere opportunità sempre nuove. Inoltre, il 65% afferma che il 3D printing migliori la relazione con clienti e fornitori, mentre il 71% ritiene che le nuove tecnologie aumentino l’efficienza del business.

La ricerca ha poi approfondito i benefici che la stampa 3D ha portato in diversi settori quali la sanità, il retail, l’educazione scolastica e i servizi finanziari. Ne è emerso che circa il 74% dei professionisti sanitari sta applicando la stampa nel settore per diagnosticare e abbassare il tasso di mortalità. La stampa permette in poco tempo di digitalizzare al dettaglio in modo da poter stampare una protesi precisa al millimetro. Grazie ai tempi rapidi i pazienti si sentiranno trattati con priorità e, soprattutto, potranno ottenere una migliore qualità della vita.

Nei servizi finanziari invece è prioritario personalizzare le interazioni coi clienti, infatti circa il 58% delle società del settore utilizza la stampa proprio per produrre questo tipo di informazioni.  Nelle scuole invece è importante implementare le tecnologie per supportare il processo di apprendimento. A questo proposito circa la metà delle università, il 46%, ha utilizzato le nuove tecnologie per fornire un corsi e materiali personalizzati. Infine, il 61% dei dirigenti sta investendo nel settore del retail, in particolare per diminuire i tempi di cosnegna.

 

 

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wired.it - 1 giorno 14 ore fa
 Flickr/CC - David Shankbone)(Foto: Flickr/CC – David Shankbone)

Versace passa di mano. L’ufficialità della notizia sarà data nei prossimi giorni, forse già domani. Ma la trattativa per la vendita del gruppo sarebbe ormai conclusa. Ad aggiudicarsi la casa di moda italiana fondata a fine anni Settanta dallo stilista Gianni Versace pare essere il gruppo statunitense Michael Kors, per una cifra che si aggira attorno ai 2 miliardi di dollari. Esce quindi di scena il fondo Blackstone, che attualmente possiede il 20% della maison italiana. Mentre la famiglia Versace manterrebbe comunque un ruolo anche nel nuovo assetto, con una partecipazione di minoranza.

I dettagli dell’operazione non sono ancora stati svelati, è necessario attendere le prossime ore per avere la sicurezza assoluta del passaggio di consegne. Ma se dovesse andare in porto, sarebbe il secondo importante colpo per Kors, che continua la sua corsa, dopo che un anno fa aveva rilevato per 1,2 miliardi di dollari la maison di calzature di lusso Jimmy Choo.

Alla vigilia dell’annuncio, interrogandosi su chi sarebbero stati i gruppi interessati all’acquisto, si è fatta l’ipotesi dei francesi Kering (che possiedono, tra gli altri, Gucci, Saint Laurent, Bottega Veneta). Ma anche Tiffany e Coach Tapestry. Sarebbero state proprio le valutazioni sul prezzo del marchio ad aver allontanato i competitor.

Per ora dalla famiglia Versace non arrivano commenti alle indiscrezioni. La casa di moda è controllata per l’80% della holding di famiglia, Givi (il restante 20%, appunto, è di Blackstone ancora per poco). Santo, il fratello di Gianni, possiede il 30% di Givi. Donatella, che è anche direttrice creativa, il 20% e sua figlia, Allegra Versace Back, ha il 50%.

Perché puntare su un brand come Versace? Perché il rilancio del gruppo è finalmente arrivato, dopo qualche difficoltà del passato. Il bilancio del 2017 restituisce utili netti per 15 milioni. Un segno importante che arriva dopo la perdita di 7,4 milioni del 2016. L’attenzione sul nome dei Versace è alta e l’annuncio arriverebbe dopo il successo dell’ultima collezione, presentata alla settimana della moda milanese appena conclusa. L’ultima sfilata indipendente per i fratelli Versace.

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brand-news.it - 1 giorno 14 ore fa

Con la pianificazione di Starcom e la creatività di Leo Burnett, in occasione del on air dei film della saga “Ritorno al futuro”, nel nostro Paese  debutta in tv sulle reti Mediaset lo short movie  dedicato al crossover italiano Fiat 500X e ispirato al film cult: “Nuova 500X – il domani ti aspetta. Oggi”. Lanciato il 27...

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wired.it - 1 giorno 14 ore fa
 Huawei)(Foto: Huawei)

Quale sarà, a fine 2018, il processore per smartphone più potente del reame? A inizio settembre Huawei ha presentato il suo Kirin 980 in anticipo su tutti gli altri, ma tra l’annuncio e la disponibilità dei primi prodotti si è infilata Apple, che nel frattempo ha già portato sugli scaffali — a bordo di iPhone XS e XS Max — il suo A12 Bionic. Tutti e due i chip sono realizzati con processo produttivo a 7 nanometri, il che renderà il confronto particolarmente avvincente; in effetti, in attesa di poter mostrare cosa sia riuscita a fare con Kirin 980 (a bordo degli smartphone Mate 20 che saranno annunciati il 16 ottobre), Huawei nel corso di un evento a Dubai ha però preso di mira proprio il chip A12 Bionic, dichiarandosi piuttosto sicura che la sua creatura sarà in grado di battere l’alternativa progettata a Cupertino.

In particolare i consumi energetici, la velocità di connessione e le prestazioni nelle operazioni di machine learning saranno — secondo Huawei — gli ambiti in cui Kirin 980 saprà bagnare il naso al concorrente. In realtà l’unico primato confermabile immediatamente è quello relativo alla connessione: Kirin 980 includerà infatti un modem lte cat.21, il primo disponibile su smartphone in grado di garantire velocità di connessione di ben 1,4 gigabit per secondo. Per diverso tempo rimarrà difficile trovare operatori telefonici capaci di fornire un servizio che metta alla prova il chip Huawei, ma in futuro i gadget che lo avranno a bordo potranno vantare velocità di navigazione maggiori rispetto a quelle garantite da iPhone XS, XS Max e XR.

Il resto andrà osservato sul campo, soprattutto per quel che riguarda intelligenza artificiale e machine learning. Da una parte infatti è vero che Huawei ha deciso di dotare Kirin 980 di due neural processing unit (le unità dedicate a questo tipo di operazioni) anziché una, ma è anche vero che Apple scrive da sé il suo sistema operativo e, progettando chip e software insieme, può farli lavorare in sinergia ottenendo di più con uno sforzo computazionale minore.

Il discorso non cambia di molto prendendo in considerazione l’efficienza prevista per i due processori. Huawei ha dichiarato che Kirin 980 sarà più efficiente del 57% rispetto al predecessore nelle normali operazioni di calcolo, e più efficiente del 178% nelle operazioni grafiche, mentre Apple dichiara, rispetto ai chip A11 Bionic, fino al 50% di efficienza. Considerando che Mate 10 e P20 potevano considerarsi sostanzialmente comparabili a iPhone 8 e iPhone X, stando a Huawei l’autonomia dei suoi gadget di punta per quest’anno dovrebbe riuscire a staccare quella degli avversari.

Staremo a vedere, magari confrontando l’autonomia media dei due gadget. Di certo c’è che, con 6,9 miliardi di transistor a bordo di entrambi i chip, lo scontro tra Huawei e Apple in quest’ambito non è mai stato così serrato. Il tutto in attesa del terzo incomodo, ovvero Qualcomm, che tradizionalmente immette sul mercato i suoi nuovi chip all’inizio dell’anno e che per la prossima generazione potrebbe finalmente unirsi a Apple e Huawei nell’implementare una neural processing unit a bordo. Per la prima volta insomma potrebbe essere l’utilizzo delle npu a decretare un vincitore tra i tre contendenti.

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wired.it - 1 giorno 14 ore fa

Il letto come un ufficio e il soggiorno, dove lavorare al computer, leggere, giocare, ascoltare musica, guardare le serie tv. Tutto grazie a Bedchill, il tavolo multifunzionale che trasforma la camera da letto in un stanza tuttofare. A primo impatto l’altezza delle gambe posizionate ai due lati del letto e la tavola che le unisce non sono il massimo per gli occhi, ma se ne facciamo una questione di utilità, in modo particolare per i pigri che amano restare a lungo distesi sotto le coperte allora il progetto ha senso.

Ho sempre pensato che il mio letto fosse uno dei luoghi più confortevoli al mondo”, ha spiegato Constant Ducos, fondatore di Bedchill. Del resto su Kickstarter sono stati 922 coloro che hanno scommesso sull’idea (raccolti poco meno di 384.000 euro), disponibile nelle versioni Basic (solo tavola) e Plus (con luci a LED, altoparlanti Bluetooth, cassetti e cavi integrati) e personalizzabili scegliendo colore, gambe e rotelle (in base alla struttura del pavimento).

Chi desidera Bedchill può prenotarlo su Indiegogo al prezzo, rispettivamente, di 183 e 388 euro, con spedizioni in programma nel prossimo marzo.

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wired.it - 1 giorno 14 ore fa
MINERVA-II1, immagini Ryugu
MINERVA-II1, immagini Ryugu
MINERVA-II1, immagini Ryugu
MINERVA-II1, immagini Ryugu
Hayabusa 2
MINERVA-II1, immagini rover
MINERVA-II1, immagini rover
MINERVA-II1, immagini rover

La sonda Hayabusa 2 dell’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa) ha inviato sulla Terra le prime immagini scattate da due rover sulla superficie di un asteroide, nel caso specifico il 162173 Ryugu, distante circa 300 milioni di chilometri da noi. Si tratta di una prima assoluta, la parte visibile a tutti di una missione iniziata con il lancio il 3 dicembre 2014 e con lo scopo di comprendere meglio come si è formato il sistema solare.

La sonda ha raggiunto l’asteroide il 27 giugno 2018 e ha cominciato a orbitargli attorno a 20 chilometri di distanza circa, per cominciare la sua discesa lo scorso 20 settembre e raggiungere i 55 metri di quota per lanciare Minerva-II1 (Micro Nano Experimental Robot Vehicle for Asteroid), un involucro al cui interno erano posizionati i due rover, nominati rispettivamente Rover 1A e Rover 1B. Avvenuto con successo il lancio il 21 settembre, per 48 ore circa, la Jaxa è rimasta in attesa di segnali dai due robot, che si muovono sulla superficie dell’asteroide non tramite delle ruote ma compiendo dei piccoli salti. I rover scattano fotografie che inviano alla sonda la quale, a sua volta, invia i dati alla Terra.

La missione durerà fino al mese di dicembre 2019 e, tra pochi giorni, la Hayabusa-2 lascerà cadere sulla superficie dell’asteroide il lander Mascot, il cui compito è quello di fare rilevazioni e scattare altre fotografie. La fase conclusiva prevede che la sonda si avvicini a Ryugu, inneschi una piccola esplosione che permetta il prelievo di frammenti incontaminati che saranno poi riportati sulla Terra.

La missione precedente, Hayabusa, è stata lanciata nel 2003 e nel 2010 ha portato a terra campioni dell’asteroide 25143 Itokawa, raggiunto dopo un viaggio di 290 milioni di chilometri coperti in 2 anni e 4 mesi.

La Nasa, con la missione Osiris lanciata nel 2016, vuole fare qualcosa di simile alla Jaxa scoprendo da vicino l’asteroide 101955 Bennu del quale ha già trasmesso immagini, scattate però a circa 2,2 milioni di chilometri di distanza.

L’Agenzia spaziale europea (Esa) ha conquistato la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko grazie alla missione Rosetta, partita nel 2004.

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brand-news.it - 1 giorno 14 ore fa

La presentazione del volume si terrà giovedì 18 ottobre alle ore 18:30 in Libreria Feltrinelli, piazza Piemonte 2 a Milano Si intitola Humanscape la prima pubblicazione monografica che racconta la storia artistica e creativa di Giuseppe Mastromatteo. Il progetto editoriale, nato da un’esigenza del chief creative officer di Ogilvy Italia di raccogliere e ordinare in maniera compiuta l’intero...

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