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wired.it - 47 min 19 sec fa

game of thronesMancano ancora parecchi mesi al debutto dell’ottava e ultima stagione di Game of Thrones. L’acclamata serie Hbo tornerà infatti solo nel 2019 e nel frattempo si inganna l’attesa alla ricerca di indizi e indiscrezioni. Pochi giorni fa era infatti uscita la ricostruzione di un’epica battaglia che sarà centrale nel nuovo ciclo di episodi e in queste ore invece novità arrivano per quanto riguarda il cast. Si starebbero cercando, infatti, otto nuovi attori per altrettanti ruoli da inserire nella nuova stagione.

Secondo quanto riportato dal sempre attento sito Watchers on the Wall, dunque, sarebbe in corso il casting di nuovi personaggi. Cinque di loro dovrebbero essere delle figure comiche con grandi capacità di improvvisazione, quindi è presumibile che si tratti di figuranti coinvolti in piccole scene comiche o comunque in scene di sfondo.

Più interessanti invece le caratteristiche degli altri tre. Si cerca infatti un attore per interpretare un soldato maschio dal fisico imponente e dalle effettive abilità di combattimento per una “performance fisicamente intensa“. Si cerca anche una giovane donna dai 18 ai 25 anni che interpreti l’abitante di un villaggio, che dovrà però essere disponibile a recitare nuda dalla cintola in su.

Infine richiesto anche un uomo sbarbato che sappia recitare in una scena di lutto senza però risultare eccessivo, il che fa pensare che si tratti di una parte o di un ruolo abbastanza importante. E non c’è da dubitare che di morti e tragedie ce ne saranno parecchie nel futuro di Game of Thrones.

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wired.it - 1 ora 19 min fa
Dischi in vinile (Pixabay)Dischi in vinile (Pixabay)

Continua a crescere il mercato del vinile. L’anno scorso i ricavi globali hanno segnato un incremento del 22,3% rispetto al 2016. E l’Italia riflette in pieno la tendenza, come emerge dai dati della Federazione industria musicale italiana (Fimi). Lo scorso anno ha registrato una crescita dei ricavi consistente, che si attesta al +46,7%, corrispondente ormai al 10% del mercato nazionale. La quota a valore è di 13,4 milioni. Solo nel 2012 erano 1,987 milioni.

I dati arrivano in coincidenza con il Record store day, il giorno dedicato alle celebrazioni del vinile, che cade il 21 aprile. I dati di settore diffusi da Ipsos svelano inoltre che in Italia il 23% dei consumatori di musica ha acquistato vinili nel 2017. Di più: secondo la società di studi di mercato GfK, già nel primo quarto del 2018 il trend di crescita segna +31,8%.

Una vera febbre di vinili, un ritorno alle origini per molti, una scoperta e quindi un’assoluta novità per altri. La nuova primavera del vinile è ormai un trend assodato. Dagli 1,9 milioni di euro del 2012 la crescita è stata costante. Nel 2013 in Italia il settore ha incassato un leggeto aumento, a 2 milioni. Nel 2014 ha quasi raddoppiato a 3,8 milioni, l’anno dopo i ricavi hanno sfondato i sei milioni. Nel 2016 il botto a 9,2 milioni di incassi e nel 2017 l’ennesimo picco al rialzo.

Ma quali sono i vinili più venduti nel 2017? La Top 20 mostra come i titoli classici convivano fianco a fianco alle novità uscite lo scorso anno. A testimonianza della vivacità del rinnovato mercato. Dominano indiscussi i Pink Floyd, che fanno incetta di primati: loro il quarto posto della classifica con The Wall, il terzo con Wish you were here e il primo con The dark side of the moon. Secondo posto per Roger Waters con Is this the life we really want?, mentre i primi italiani sono al quinto posto: Le migliori di Mina e Celentano.

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wired.it - 1 ora 48 min fa
 Alexey Kopchinskiy)(Foto: Alexey Kopchinskiy)

Quando si tratta di difendere la propria colonia, le formiche non conoscono limiti. Infatti, una bizzarra specie appena scoperta di “formica esplosiva”, la Colobopsis explodens, morirebbe pur di difendere la colonia. L’ha individuata un team di ricercatori del Natural History Museum di Vienna che su ZookKeys spiega come, durante un combattimento, questi insetti delle foreste pluviali del Borneo si aggrappino ai loro nemici facendo fuoriuscire le loro viscere e riversando su di loro una sostanza tossica in grado di allontanarli, e in alcuni casi di ucciderli.

Più precisamente, queste piccole formiche bruno-rossastre hanno corpi pieni di ghiandole contenenti un fluido mortale. “L’esplosione non è proprio come quella di una bomba, come potrebbe pensare la gente”, ha spiegato ad Abc News Alice Laciny, autrice dello studio. “Inoltre, questa tipologia di difesa suicida è comune solo negli insetti sociali, come formiche, api e termiti”.

A differenza di altri animali, infatti, l’istinto di questi insetti iper-sociali li porta persino a morire se questo può significare la sopravvivenza del resto della comunità. “Una colonia di formiche non dovrebbe essere intesa come una famiglia di individui, ma in realtà come un super organismo”, continua la ricercatrice: “E ogni formica agisce più come una cellula, che all’interno di un corpo ha il suo ruolo da svolgere”.

 Alexey Kopchinskiy)(Foto: Alexey Kopchinskiy)

Va precisato che solo le operaie di questa specie hanno la capacità di farsi esplodere e uccidere i loro avversari. E nel caso in cui non ci riuscissero, le altre formiche della colonia, i cosiddetti “doorkeepers” (i portieri, in italiano) che hanno teste molto più ingombranti e sovradimensionate, barricano l’ingresso della colonia, fornendo così una seconda linea di difesa. “L’ingresso è un piccolo foro, praticamente dello stesso diametro del loro capo”, spiega Laciny. “Quindi, in pratica, infilano la testa nel buco e lo bloccano, così da non far entrare dentro nient’altro”.

 Heinz Wiesbauer)(Foto: Heinz Wiesbauer)

Come precisano i ricercatori, mentre il comportamento di queste formiche è stato osservato per la prima volta nel lontano 1916, nessuna nuova specie è stata poi formalmente descritta dal 1935 a causa di prove insufficienti. E ora, la Colobopsis è stata scelta come specie modello del gruppo, dopo che il team di ricerca ha ritenuto che fosse “particolarmente incline al sacrificio se minacciata dal nemico”. Essere una specie modello, precisano i ricercatori, significa che la formica servirà come un importante punto di navigazione negli studi futuri per indagare e svelare i segreti di tutte le altre specie di “formiche esplosive”.

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wired.it - 2 ore 45 min fa

Il mondo dei videogiocatori mobile ha un altro smartphone sul quale poter contare per le proprie scorribande virtuali: si tratta di Nubia Red Magic, gadget che la casa figlia della cinese Zte ha svelato in queste ore. Il telefono si basa su un mix tra specifiche tecniche esagerate e design aggressivo che ormai ci stiamo abituando a vedere su diversi prodotti di questa nascente categoria. Nello specifico Red Magic coniuga un processore Snapdragon 835 con 6/8 gb di ram e un display lcd ips da 5,99 pollici in 18:9, inserendo il tutto all’interno di una scocca caratterizzata da una sobria striscia led multicolore e da nano griglie per la circolazione dell’aria (in un sistema di dissipazione fortunatamente passivo).

Lo smartphone sarà disponibile inizialmente in Cina e su Indiegogo, per un periodo di tempo limitato a partire dal 26 aprile, ma è già in buona compagnia. A partire dalla fine del 2017 in effetti la moda dei telefoni da gamer sembra aver preso improvvisamente piede: Razer Phone, uscito a fine 2017 dopo una girandola di indiscrezioni durata mesi, ha inaugurato la tendenza ma nel 2018 è stato seguito a ruota prima da Black Shark — alternativa spinta da Xiaomi e uscita allo scoperto poche settimane fa — e ora da questo Red Magic. Al trio possiamo poi tranquillamente aggiungere altri due gadget, il primo dei quali antecedente al periodo preso in esame: si tratta del Moto Z2 di Motorola, che con un accessorio specifico costituito da un gamepad ad aggancio magnetico si trasforma in una vera e propria console. Il secondo infine è in arrivo da parte di Asus, che ha affermato di essere al lavoro su un telefono che potrebbe andare a far parte della sua apprezzata linea Rog.

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brand-news.it - 4 ore 6 min fa

Peggiora la propensione all’acquisto dei consumatori italiani nel primo trimestre del 2018 Nei primi mesi del 2018, l’indice di fiducia dei consumatori, rilevato da GfK nei 28 stati dell’Unione Europea, è rimasto relativamente stabile. L’indice è calato leggermente a marzo, assestandosi a 20,6 punti. In Italia diminuiscono ancora le aspettative economiche, mentre migliorano quelle relative...

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wired.it - 4 ore 28 min fa
time(Foto: Marica Branchesi e Giuliano Testa /Time)

Giuliano Testa e Marica Branchesi: lui ha effettuato con successo il primo trapianto di utero negli Stati Uniti consentendo alla paziente di diventare madre, lei ha reso possibile ascoltare l’Universo captando le onde gravitazionali. Sono loro i due italiani che la rivista Time annovera tra le 100 personalità più influenti dell’anno. Perché l’Italia è anche eccellenza scientifica, oltre a business e moda.

Il chirurgo
Originario di Padova, Giuliano Testa lavora al Baylor University Medical Center di Dallas ed è a capo del team che ha realizzato il primo trapianto di utero negli Usa. Un’operazione straordinaria e ben riuscita, tanto che ha permesso alla donna di dare alla luce, nel novembre 2017, un bambino perfettamente sano.

A presentare il medico italiano sul Time è proprio la sua paziente. E bastano quelle poche righe a spiegare perché Testa è stato scelto tra le 100 personalità dell’anno.

“Quando ero adolescente mi dissero che non avrei mai avuto un figlio. Mi era infatti stata diagnosticata la sindrome di Rokitansky che significava che ero nata senza utero. Poi nel 2016 ho incontrato il dottor Giuliano Testa, esperto in trapianti di reni e fegato del Baylor University Medical Center di Dallas. Aveva riunito un team di esperti per una sperimentazione clinica innovativa e io ero una delle 10 donne selezionate per partecipare. Alcuni mesi dopo ho ottenuto un trapianto di utero funzionante, il primo negli Stati Uniti”.

“L’esperienza non è stata tutta in discesa”, continua la donna. “Ma in tutto ciò il dottor Testa si è dimostrato un pilastro di forza e sicurezza e la sua fiducia era contagiosa. Lo scorso novembre ho partorito un bellissimo e sano bambino. Mentre lo stringevo tra le braccia ho incrociato lo sguardo del dottor Testa. Aveva lavorato così duramente per ottenere quel risultato, non solo per me ma per milioni di persone alle quali è stato detto che non sarebbero mai diventati genitori perché la gravidanza era impossibile. È stato l’onore della mia vita essere una piccola parte del suo miracolo”.

L’astrofisica
Marica Branchesi è professore associato del Gran Sasso Science Institute (Gssi), lavora per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ed è membro della collaborazione Virgo. È una delle persone che hanno permesso di ascoltare l’Universo attraverso la registrazione delle onde gravitazionali.

Branchesi non è del tutto digiuna a riconoscimenti internazionali – lo scorso dicembre è stata la rivista Nature a segnalarla tra le 10 personalità scientifiche del 2017 – ma quella del Time, dice all’Ansa, è una nomina inaspettata: Sono onoratissima ed emozionata per questo riconoscimento davvero inatteso, che va ad un’intera comunità scientifica italiana protagonista delle scoperte di questi ultimi anni. Quando ho ricevuto l’email dell’editor di Time, l’ho guardata due o tre volte prima di capire: ero un po’ confusa, mi chiedevo è spam o reale? La cosa più importante è che entriamo in questa classifica con la scienza: sono felice che, grazie a questa nomination, il nostro Paese e la ricerca scientifica siano riconosciuti a livello internazionale. Abbiamo un sistema formativo che è ancora di altissimo livello in fisica e astronomia, e nonostante le difficoltà, magari dovute ad un finanziamento che non è all’altezza di altri Paesi, gli scienziati italiani sono in posizioni molto importanti”.

 

Nell’elenco annuale #TIME100 persone più influenti del mondo c’è Marica Branchesi ricercatrice @GSSI_LAQUILA e membro della collaborazione internazionale @ego_virgo Pochissimi gli italiani che figurano nelle 15 edizioni della TIME list nessuno prima proveniente dalla scienza. pic.twitter.com/tz4yXVmWuC

— GranSassoScienceInst (@GSSI_LAQUILA) 19 aprile 2018

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wired.it - 4 ore 33 min fa

La settimana del design di Milano è un meraviglioso momento per scoprire il meglio che il mondo dell’arredo, quello dello stile e quello della tecnologia per la casa possano proporre a livello internazionale.

Anche chi non è propriamente esperto del settore, però, può trovare qualche buon motivo per fare una capatina al Salone del Mobile nel fine settimana, o per lanciarsi all’inseguimento delle migliaia di installazioni artistiche disseminate in ogni angolo della città. Per farsi una cultura, o anche semplicemente un selfie.

Abbiamo allora pensato di raccogliere alcune delle cose più curiose che in questi giorni di Design Week hanno monopolizzato i vari profili di Instagram. Dalle suggestive proposte dell’Università degli Studi di Milano, con le nuvole rosa del Limbo firmato Jacopo Foggini al pianoforte di cristallo che ha lasciato a bocca aperta i visitatori del Superstudio di via Tortona. Passando per specchi giganteschi, pupazzi fluttuanti e opere di pane.

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brand-news.it - 5 ore 42 min fa

Il direttore marketing dell’insegna Mario La Viola spiega le strategie 2018. Confermate le agenzie

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