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“Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta”
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wired.it - 3 ore 37 min fa
Google (Photo by Olly Curtis/Future via Getty Images)

Google ha raccolto in gran segreto i dati delle cartelle cliniche dei pazienti di 21 stati degli Stati Uniti per conto di un progetto in campo sanitario che prende il nome di “Project Nightigale”.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal il progetto sarebbe stato eseguito da Google in collaborazione con l’operatore sanitario Ascension, che gestisce 150 ospedali in 20 stati e nel District of Columbia, senza però informare i medici né i pazienti.

I dati raccolti nel progetto che prende il nome da Florence Nightingale, colei che creò l’assistenza infermieristica moderna, includono risultati di laboratorio, diagnosi mediche e registri di ospedalizzazione fornendo così a Google una storia sanitaria completa con tanto di nomi e date di nascita dei pazienti.

Il rapporto che ha svelato l’attività segreta di Google specifica che, nel processo di raccolta di questi dati estremamente personali, ben 150 dipendenti hanno avuto accesso a questa mole di informazioni.

In base all’accorto tra Google e Ascension i dati raccolti potrebbero essere caricati sulla piattaforma cloud di Google per facilitare le comunicazioni tra ospedali. Questo sistema consentirebbe ai fornitori di servizi medici di effettuare ricerche nella cartella clinica elettronica di un paziente per ottenerne informazioni dettagliate analizzabili anche graficamente.

L’obiettivo finale del progetto Nightingale è quello di fornire ai medici, e ai professionisti sanitari un accesso migliore e più approfondito ai dati clinici dei pazienti, al fine di migliorare l’assistenza e aiutare il trattamento dei sintomi grazie alle informazioni raccolte nel tempo.

Google in questo progetto mette in campo i suoi prodotti di intelligenza artificiale per leggere le cartelle cliniche elettroniche e identificare più rapidamente le condizioni cliniche di un paziente. Condizioni che poi verranno verificate da un medico.

Ascension difende l’operato delle aziende in un comunicato: “Tutto il lavoro correlato all’impegno di Ascension con Google è conforme all’Health Insurance Portability and Accountability Act (Hipaa) e sostenuto da un solido impegno di sicurezza e protezione dei dati e aderenza ai severi requisiti di Ascension per la gestione dei dati”.

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wired.it - 3 ore 41 min fa
8BitDo N30(Foto: 8BitDo)

Nonostante sia uscita più di 35 anni fa, la mitologica console Nintendo Nes ha ancora oggi milioni di fan e ogni anno vengono presentati gadget e accessori dedicati. L’ultimo è una chicca davvero imperdibile: è un mouse senza fili per computer che riprende colori, linea e pulsanti del controller del cosiddetto Nintendo Entertainment System.

Il suo nome è piuttosto articolato, 8BitDo N30 2.4GHz, per gli amici si può soprannominare semplicemente “il mouse controller Nes”. Basta un rapido sguardo per rendersene conto e ritrovare le sfumature di grigio della scocca, i tasti rossi e il d-pad nero. Come una sorta di Transformers, questo mouse riprende ogni elemento dell’iconico controller (disponibile anche per la Switch) e lo ripropone a misura di mouse, dopo un mirabile lavoro ingegneristico.

(Foto: 8BitDo)

I due pulsanti rossi d’azione diventano così i tasti destro e sinistro con in mezzo nascosto lo scroll (la “rotella”) servito da una zona sensibile al tocco, mentre il d-pad sul lato è a portata di pollice per muoversi avanti e indietro oppure in alto e in basso nella pagina che si sta visitando. Una soluzione ergonomica e piuttosto comoda.

Le specifiche tecniche di 8BitDo N30 parlano di una risoluzione ottica standard di 1000 dpi, compatibilità per Windows e Mac e un’autonomia di circa 100-120 ore grazie a una singola pila aa da inserire nell’apposito slot. Un piccolo pulsante permette di spegnere e accendere per salvaguardare la batteria. Il mouse misura 110 x 56 x 35 mm per un peso di 71 grammi e può funzionare fino a 10 metri di distanza dal ricevitore.

Il prezzo di vendita è di 24,99 dollari (22,6 euro) e la spedizione in Italia è salata, 16 dollari (14,5 euro) per un totale di circa 37 euro.

Infine, una piccola curiosità: anche la stessa Nintendo aveva prodotto mouse per le proprie console. Uno per il Super Nintendo originariamente a supporto del gioco Mario Paint e l’altro per N64 in primis per un altro titolo creativo come Mario Artist: Paint Studio.

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brand-news.it - 3 ore 42 min fa

Al via la campagna di promozione del libro e della lettura del network di librerie del Gruppo Mondadori intitolata ‘C’è vita, in un libro. La tua’. La pianificazione è a cura di Media Club Si intitola “C’è vita, in un libro. La tua” la nuova campagna per la promozione del libro e della lettura varata...

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brand-news.it - 3 ore 47 min fa

La collaborazione tra la media company e l’azienda riguarderà la sostituzione a Milano e Padova dei tubi fluorescenti degli espositori di arredo urbano con led intelligenti Solar AdTek, azienda specializzata nello sviluppo e fornitura di innovativi sistemi di illuminazione a led e solari per pubblicità esterna, ha siglato un accordo con Clear Channel Italia per...

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wired.it - 3 ore 48 min fa
Like Patrol(Foto: Like Patrol)

Apple ha eliminato dallo store di applicazioni il software Like Patrol per violazione dei termini di servizio, ma in realtà la precisa motivazione è presto detta: questa app era un potentissimo strumento di stalking su Instagram, per monitorare in modo fin troppo esasperante le attività di un altro utente.

Like Patrol si presenta come un “Segui già” sotto steroidi. Il riferimento è allo strumento interno chiuso ufficialmente dalla stessa Instagram in ottobre, che permetteva di controllare cosa le persone che si seguivano andavano a combinare ogni giorno tra like a foto e follow. Un tool altrettanto poco rispettoso della privacy e apprezzatissimo da partner gelosi.

Ma Like Patrol andava ben oltre, come peraltro prometteva già dal nome traducibile con “Pattuglia dei like” andando a fornire un report in tempo reale delle attività di uno specifico iscritto alla piattaforma con tanto di notifiche ogniqualvolta veniva lasciato un like a foto o commenti o un follow. Non solo: specificava anche sesso e “livello di appeal” degli utenti protagonisti delle interazioni, calcolato attraverso un algoritmo proprietario. Il servizio era a pagamento e costava 80 dollari all’anno ovvero circa 72 euro.

Il fondatore dell’applicazione, Sergio Luis Quintero, ha pubblicato una replica su Cnet affermando: “Siamo sicuri che la nostra app non violi alcuna policy di Apple e contiamo di fare appello a questa decisione. Se il nostro software va contro i termini allora anche Instagram è stato colpevole dal 2011 al 2019 con Segui già. Perché loro non sono stati cancellati dalla piattaforma?”.

Like Patrol non è mai stata resa disponibile per smartphone Android e fino al momento della chiusura aveva circa 300 abbonati. Non è chiaro se chi ha già sottoscritto il piano potrà continuare a utilizzarlo ora che l’app è stata rimossa dallo store.

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wired.it - 3 ore 54 min fa

Un team internazionale di ricercatori all’opera tra la Germania e gli Stati Uniti ha appena completato la più dettagliata simulazione della nascita e dell’evoluzione di una grande galassia, un’opera – per chi se ne intende di astrofisica – a dir poco colossale. Conosciuta tra gli appassionati come Tng50, è un viaggio lungo centinaia di milioni di anni e rappresenta un contributo importante per la comprensione dell’immenso puzzle della storia evolutiva del cosmo.

A dominare il centro della scena ritroviamo un buco nero supermassiccio, incastonato in una serie di gas e materiali in continuo movimento che ne vengono incessantemente divorati. A seguire assistiamo allo sviluppo di altissime quantità di energia, che prendono forma nello sviluppo di venti fortissimi che sfociano nell’espansione della galassia, fino a centinaia di volte il suo volume iniziale.

Per i più curiosi, tutti i dettagli della simulazione sono stati pubblicati nell’ultimo volume della Royal Astronomical Society (e ripresi qui), ma di sicuro questa simulazione video risulterà più suggestiva.

(Credit video e immagine: D. Nelson (MPA) and the IllustrisTNG team)

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wired.it - 4 ore 4 sec fa
black-friday(foto: Getty Images)

Archiviato un Singles’ Day da record, i consumatori di tutto il mondo si stanno già preparando alla prossima giornata di shopping globale, il Black Friday, che quest’anno cade il 29 novembre. Da più parti, online e offline, molti portali di ecommerce e catene di negozi hanno già iniziato ad attrezzarsi con promozioni, sconti e iniziative per incentivare gli acquisti.

Negli ultimi anni la percentuale di consumatori che hanno approfittato delle promozioni del Black Friday e del Cyber Monday è passata dal 23% del 2016 al 32,6% del 2018, secondo le stime di Confcommercio. E a farla da padrone sono soprattutto gli acquisti nel comparto tecnologico, che hanno visto l’incremento maggiore sia online sia nei negozi. Ecco alcuni indirizzi dove cercare le offerte.

Amazon

Il colosso dell’ecommerce gioca d’anticipo e, dallo scorso 8 novembre fino alla mezzanotte di oggi, 12 novembre, ha dedicato una sezione apposita del sito a sconti e promozioni legate al più famoso venerdì nero. Nella sezione Speciale Tesori Nascosti si possono trovare sconti fino al 60% e oltre su prodotti di tecnologia, e le offerte si rinnovano ogni 5 minuti.

Eprice

Anche il portale italiano Eprice si è già attivato con l’iniziativa per riproporre anche quest’anno la sua Black Hour, la promozione che mette in sconto, tutti i giorni, 60 prodotti in totale con offerte limitate. Inoltre, sul sito è anche attivo Sconti alla rovescia, prodotti scontati per un periodo di tempo limitato.

eBay

Anche il portale di ecommerce eBay metterà a disposizione dei suoi utenti molti prodotti tecnologici a prezzo scontato.

Unieuro

Dal 12 novembre fino al 21 novembre Unieuro metterà in promozione molti prodotti nell’ambito del Black Addams Friday, iniziativa valida nei negozi e online, promossa attraverso una “versione contemporanea” della Famiglia Addams, sfruttandone l’estetica.

Euronics

Anche Euronics attiverà per l’intera giornata del 29 novembre una serie di sconti su diverse tipologie di prodotti tecnologici, e le riduzioni saranno valide sia online sia nei negozi.

Mediaworld

Nel caso di Mediaworld, invece, la la società raccomanda di registrarsi online creando un account per poter meglio approfittare delle grandi offerte previste nel giorno del Black Friday, cominciando già da ora ad esplorare il sito in cerca dei migliori prodotti.

Trony

Sempre in ambito tecnologico, in vista del Black Friday 2019 Trony ha attivato una promozione 3×2 che arriva fino al 21 novembre e durante il weekend dello shopping proporrà altre offerte limitate.

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wired.it - 4 ore 14 min fa
https://www.youtube.com/watch?v=6DiO48qkKmg

Hope is the thing with feathers (“La speranza è un essere piumato“): è il verso più famoso della ricchissima produzione in rima di Emily Dickinson, probabilmente la più suggestiva e prolifica poetessa mai vissuta. La serie che prende il suo nome e che ha debuttato assieme a For All Mankind e altre sulla nuova app di video on demand Apple Tv+, è un biopic in salsa teen incentrato sugli anni dell’adolescenza della schiva autrice che si auto impose una vita in reclusione fino alla morte, avvenuta nel 1886. Dickinson segue l’esistenza di una versione della poetessa – molto lontana da quella che è stata la riservata e pragmatica Emily della realtà – spumeggiante e intraprendente. Teenager piena di speranze e ambizioni, Emily conduce un’esistenza fin troppo tranquilla per la sua natura irrequieta. A frustrarla, un padre severo e una madre all’antica che non ammettono l’emancipazione femminile, un fratello che non apprezza o sfrutta abbastanza i privilegi del suo genere, e una sorella la cui massima ambizione è maritarsi.

La prima stagione, composta di dieci episodi (una seconda è stata già messa in produzione da Apple), introduce il personaggio eponimo e i suoi familiari, la sua migliore amica Sue e l’emblematico Death, allegoria della fascinazione macabra e sensuale che Emily ha nei confronti della morte e della sua compagna più stretta, la passione erotica. La Emily Dickinson impersonata da Hailee Steinfeld, attrice e cantante candidata all’Oscar da giovanissima per il western Il Grinta, vive nel XIX secolo ma è un’adolescente tipica del XXI; Dickinson è un period ameno, una serie teen moderna nelle tematiche, nei personaggi, nella confezione ma trasportata un paio di secoli indietro. Ideata dalla sua creatrice Alena Smith per il pubblico delle Millennial, può risultare irritante se si considera la scarsa aderenza al personaggio di riferimento. In questo risulta quasi dissacrante, ma la vitalità della protagonista e l’originalità della messa in scena fanno accantonare le invettive dopo un paio di episodi.

Tutta la serie gira intorno al carisma e alla bravura della sua protagonista; la Steinfeld è una forza della natura come il suo personaggio: esuberante e ironica, egocentrica eppure egoista, empatica e tuttavia ignara delle cose del mondo, vitale eppure attratta dalla morte, innocente e provocante, è un personaggio magnetico e perturbante. La sua voglia di vivere e trovare il suo posto nel mondo sfidando una società (e una famiglia) che trova le sua istanze artistiche ridicole e sconvenienti sono coinvolgenti proporzionalmente alla risolutezza e alla veemenza con cui Emily si impone. Quello che vediamo è un personaggio magico, una sorta di role model per le coetanee di duecento anni dopo.

L’adattamento della biografia operato dalla sceneggiatrice rielabora in modo fantasioso dettagli biografici importanti, a partire dalla relazione profonda e strettissima tra Emily e Sue. Gli scambi epistolari tra le due, affettuosissimi, nella serie si concretizzano in effusioni fisiche: la poetessa è sì interessata all’amore, ma sempre trascendendo le convenzioni dell’epoca. Audace ed eccentrica, si fa amare subito senza diventare leziosa o sopra le righe. Dickinson, come accennato, deve molto alla sua interprete ma nel cast si distinguono anche i bravissimi Jane Krakowski (Ally McBeal) e Toby Huss (Halt and Catch Fire) nei panni dei genitori.

Anche la confezione di Dickinson è pregevole, specialmente nelle scenografie, nei costumi e nelle musiche che corredano gli incontri onirici e tra Emily e la Morte: dal Massachusets dove ha vissuto ed è morta la protagonista si viene catapultati a New Orleans, in un turbinio opulento e sensuale di magia e mistero. La colonna sonora, composta da canzoni contemporanee sempre a target teen, ci ricorda costantemente che questo è uno show per giovani, una storia che gli adulti non possono comprendere veramente. Ma possono apprezzare comunque, specialmente se sono abbastanza saggi da ignorare il rumore degli ingranaggi della produzione. Se si vuole imputare un difetto a Dickinson, è infatti quello di risultare troppo costruita a tavolino: tutto è studiato per irretire il pubblico delle teenager, tutto è accattivante e irresistibile per le millenial. Tra le produzioni della piattaforma esordiente di Apple Tv+ era una di quelle meno attese, ma probabilmente è anche quella più riuscita.

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