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brand-news.it - 1 giorno 15 ore fa

Dal 12 al 15 dicembre la Torre Branca a Milano aprirà gratuitamente al pubblico e sarà oggetto di una installazione di light design SG Company si è aggiudicata la gara di Pandora per un progetto di attivazione territoriale. Ispirandosi all’ultima collezione Pandora dedicata alle costellazioni, +uno, la unit strategico-creativa di SG Company, è partita dalla...

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brand-news.it - 1 giorno 16 ore fa

Outbrain e l’agenzia di ricerca indipendente Lumen evidenziano il rapporto tra la fiducia dei consumatori nella pubblicità e gli ambienti degli editori premium Secondo un studio europeo di Outbrain gli annunci native su siti premium sono il 44% più affidabili degli annunci sulle piattaforme social. Realizzata con Lumen in Uk, Francia e Germania su oltre...

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brand-news.it - 1 giorno 16 ore fa

E3 ha sviluppato il nuovo sito web di Auricchio per intercettare un’audience più giovane Auricchio si è affidata al Gruppo DigiTouch per riposizionarsi e farsi conoscere da un pubblico più ampio e in particolare più giovane. Grazie all’expertise di E3, il Gruppo ha accompagnato il brand in un percorso di digitalizzazione e riposizionamento, che è...

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wired.it - 1 giorno 20 ore fa
podcast

Uno dei trend più evidenti di questi anni Dieci è sicuramente il rinascimento dei podcast e, più in generale, di tutto il comparto del cosiddetto intrattenimento audio. Grazie alla diffusione capillare degli smartphone e degli streaming, e grazie a un rinnovato interesse nella produzione audio di qualità, i contenuti fruibili senza immagine si stanno moltiplicando in quantità, e i dati recenti dimostrano anche che si stanno guadagnando un pubblico crescente. Emerge questo anche dalla ricerca di Pepe Research elaborata dall’Associazioni Italiana Editori, che Wired propone in anteprima prima che siano presentati a Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria in corso fino all’8 dicembre a Roma. Se nel 2014 la ripartizione della fruizione audio dava il 79% alla radio, l’8% ai podcast e il 13% agli audiolibri, nel 2019 le ultime due voci crescono: i podcast vanno al 17% e gli audiolibri al 22%.

Una crescita ancora contenuta, ma che si dimostra graduale e sempre in aumento nel corso degli anni e che testimonia la nascita di una precisa abitudine al consumo: oltre all’ascolto in auto (35%), sicuramente erede delle abitudini radiofoniche, la maggior parte delle persone (53%) accede a questi contenuti in casa; è rilevante in proposito il ruolo crescente anche degli smart speaker che sono stati utilizzati dal 31% di chi ha ascoltato almeno un audiolibro nell’ultimo anno (in primis rimangono comunque smartphone e tablet). Sempre secondo i dati dell’Aie, il 44% degli ascoltatori audio ha optato per i contenuti che trovava su siti gratuiti, un altro 40% invece si rivolge a servizi in abbonamento.

Fra i drive che spingono la maggior parte dei fruitori di contenuti audio ci sono sicuramente la possibilità di ascoltare un’opera facendo altre cose (guidare, allenarsi, sbrigare le faccende ecc.), ma anche un libro come e quando si vuole, senza la necessità di oggetti fisici o device dedicati. C’è anche chi apprezza la quantità di contenuti in lingua originale, tanto che il 40% degli appassionati di audiolibri ascolta solo o anche audio in lingua originale, dato sorprendente anche per le abitudini dei lettori forti di libri tradizionali.

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wired.it - 1 giorno 21 ore fa
(foto: Getty Images)

La commissione intelligence della Camera, che ha condotto le indagini sulla messa in stato d’accusa del presidente statunitense Donald Trump, controllata dai democratici, ha concluso che il tycoon cercò di ricattare l’Ucraina per ottenere un vantaggio politico. Nel testo del rapporto si afferma esplicitamente che il presidente avrebbe trattenuto gli aiuti militari per il governo ucraino in cambio della promessa di aprire un’indagine su Joe Biden e suo figlio. Il presidente avrebbe così “messo i suoi interessi politici e personali al di sopra di quelli degli Stati Uniti”. Ma non solo: avrebbe anche “usato il suo incarico per incoraggiare un paese straniero a interferire nella campagna elettorale delle elezioni del 2020”.

Il testo, un documento di 300 pagine, è stato approvato dai democratici, mentre tutti i repubblicani hanno votato contro. Questo dossier arriva dopo due mesi di testimonianze, pubbliche e private, e riporta in dettaglio una campagna di pressioni condotta da Trump e la sua cerchia affinché l’Ucraina aprisse un’inchiesta per screditare l’ex vicepresidente e candidato alla Casa Bianca nel 2020. Per raggiungere questo obiettivo, il tycoon avrebbe fatto leva sugli aiuti militari a Kiev (circa 400 milioni di dollari) e un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Washington. Se i democratici parlano di “prove schiaccianti”, la Casa Bianca ha replicato – tramite le parole della portavoce Stephanie Grisham – che si tratta, invece, di un’inchiesta “farsa” che “non ha prodotto alcuna prova contro Donald Trump”.

Un’altra accusa mossa al presidente è quella di aver ostacolato il Congresso durante l’indagine. Il presidente “ritiene di non poter essere messo in stato di accusa, di essere al di sopra di qualunque responsabilità e dunque al di sopra della legge”, ha detto Adam Schiff, il deputato democratico a capo della commissione Intelligence della Camera dei rappresentanti. Quello che la Casa Bianca ha definito “dichiarazioni insensate di un blogger di basso livello”. Nel rapporto si legge tuttavia che “nessun altro presidente ha smentito la Costituzione e il potere del Congresso in questo modo”, e viene citato anche il presidente Richard Nixon – che subì lo stesso procedimento nel 1972 – spiegando che, seppur si rifiutò di produrre prove fondamentali, rispettò, a differenza di Trump, l’autorità del Congresso.

Cosa succede adesso?

Il rapporto sarà trasmesso e usato come base dalla commissione Giustizia della camera per redigere gli articoli della messa in stato d’accusa. Una volta stabiliti, la Camera dovrà votare per approvarli o meno (va notato che anche in questo caso la maggioranza della commissione sarà democratica). Se la Camera voterà in maniera positiva, sarà istituito un processo in cui i senatori saranno i giudici e ascolteranno la versione dei fatti delle parti coinvolte: la Camera nei panni dell’accusa e gli avvocati di Trump nelle vesti della difesa. Il tutto sarà supervisionato dal giudice a capo della Corte Suprema.

Alla fine, però, l’ultima parola spetterà al senato che dovrà decidere se rimuovere o meno il presidente. Qui le cose potrebbero difatti complicarsi considerando che la maggioranza è repubblicana. Per destituire Trump occorre una maggioranza di due terzi, ovvero 67 senatori. I numeri vedono adesso 53 repubblicani e 47 senatori di minoranza di cui 45 democratici e due indipendenti.

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wired.it - 1 giorno 21 ore fa
Qualcomm 3D Sonic Fingerprint(Foto: Qualcomm)

Qualcomm ha presentato la tecnologia 3D Sonic Fingerprint nel corso dello Snapdragon Summit promettendolo come in arrivo nel 2020. Numerose le innovazioni apportate da questa soluzione visto che aumenterà in modo consistente l’area di scansione del disegno univoco sul polpastrello, incrementerà precisione e sicurezza e al contempo consentirà anche di rilevare due impronte digitali contemporaneamente.

Più ancora che il performante chip Snapdragon 865 che sarà a bordo del futuro top di gamma Xiaomi Mi Mix 10 5g con fotocamera da 108 megapixel, è proprio questa la novità più interessante ufficializzata nel corso dell’annuale appuntamento presso le Hawaii, perché va a migliorare una tecnologia ormai implementata su buona parte degli smartphone moderni.

I vantaggi introdotti dallo scanner sotto lo schermo sono stati finora evidenti visto che hanno eliminato la necessità di moduli ingombranti piazzati su uno dei bordi o sul retro del dispositivo. L’impronta, che fa da password biometrica, viene osservata in modo ottico nella maggioranza degli smartphone (90%) oppure attraverso onde ultrasoniche come per la passata generazione di Qualcomm.

Una soluzione che aumentava velocità e sicurezza, ma che non è stata esente da problemi come dimostrato dalla problematica emersa sui Samsung Galaxy S10 e Note 10. Con la nuova generazione si sfrutterà un componente hardware dedicato che riconoscerà i materiali interposti per evitare errori grossolani. Il sensore può essere paragonato a un pannello lcd, con una pellicola di transistor spessa soltanto 0,15 mm.

Il nuovo sistema 3D Sonic Fingerprint aumenterà l’area in cui l’impronta può essere rilevata aumenta di ben 17 volte (fino a 600 mm quadrati) permettendo uno sblocco del dispositivo più preciso eliminando i vari tentativi a vuoto che, prima o dopo, capitano con tutti gli smartphone moderni. La zona sensibile passa da 4 x 9 mm a ben 20 x 30 mm con un’accuratezza promessa che è paragonabile a quella di FaceId di Apple (che osserva il volto in modo tridimensionale) con un errore ogni milione di scansioni. A proposito di Apple, non a caso, secondo MacRumors, già si parla di lettore di impronte sottoschermo per gli iPhone del 2020.

Sarà inoltre più semplice e immediata la registrazione iniziale dell’impronta con un singolo tocco invece che con le attuali noiose e lunghe procedure che richiedono di poggiare ogni singolo lato del dito per permettere di salvare l’intera superficie sul dispositivo.

Ultima, ma non per importanza, la possibilità di rilevare due impronte in contemporanea per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza per l’accesso al dispositivo. E chissà se potrà essere anche sfruttata in altri modi al di fuori dello sblocco, per più potenzialità a livello di applicazioni e utilità.

 

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wired.it - 1 giorno 21 ore fa

È una lotta contro il tempo, quella delle barriere coralline del pianeta, a causa del cambiamento climatico e dell’inquinamento di mari e oceani.

In questo video, proposto dal canale di Nature, un team di ricercatori ci porta in laboratorio – ma anche sott’acqua – per raccontarci la propria strategia per preservare questi organismi così fragili: ripopolare le barriere impiantando, una a una, le larve dalle quali hanno origine. In poche parole, occuparsi in prima persona della fecondazione e poi, una volta ottenuto un embrione sano e pronto a germogliare, deporlo sulle strutture deputate in ambiente marino, sotto il controllo serrato degli scienziati.

Si tratta di un lavoro lungo e faticoso, ma potrebbe essere l’unica via di fuga alla perdita di un ecosistema ormai allo stremo.

(Credit video: Nature)

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brand-news.it - 1 giorno 21 ore fa

Secondo la stima di WFA, World Federation of Advertisers, la tendenza riguarda pressapoco tutti i mercati ma con andamenti diversi.

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