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wired.it - 2 giorni 21 ore fa
Roaming

L’abolizione dei costi di roaming all’estero fa bene al mercato delle telecomunicazioni in Europa. Ormai per tutti noi è diventata una cosa scontata la possibilità chiamare o navigare da smartphone in tutta Europa senza alcun costo aggiuntivo rispetto a quelli previsti dagli abbonamenti nazionali, e un recente studio della Commissione Europea ha sottolineato il forte incremento dell’uso dei cellulari da parte dei cittadini dell’Unione dopo l’abolizione delle tariffe maggiorate a partire dal 2017.

Secondo lo studio, negli ultimi anni l’uso del traffico dati da parte dei viaggiatori europei è decuplicato rispetto a quello dell’anno precedente all’entrata in vigore della normativa. Soprattutto nel caso di vacanze all’estero, inoltre, si sono registrati dei picchi di utilizzo fino a 12 punti in più rispetto al passato, come nel caso delle vacanze estive 2018 che hanno fatto anche registrare un aumento di tre volte delle chiamate dall’estero o tra Paesi diversi.

Dopo una prima indagine condotta l’anno scorso sull’andamento della nuova politica della cosiddetta roam-like-at-home, la progressiva crescita del mercato del roaming è confermata anche dalla ricerca di quest’anno. “I cittadini europei stanno beneficiando enormemente dell’opportunità di usare i loro dispositivi mobili liberamente quando viaggiano. Nello stesso tempo, possiamo anche vedere chiaramente che il mercato del roaming europeo continua a funzionare perfettamente. Contrariamente ai timori di un aumento dei prezzi interni dopo l’abolizione dei costi di roaming, i prezzi dei servizi mobili sono complessivamente scesi in tutta Europa”, ha commentato Mariya Gabriel, commissaria per l’Economia digitale e la società.

Nel report si mostra poi che negli ultimi periodi analizzati anche il traffico dati è fortemente aumentato rispetto al 2017 e, se si esclude anche in quel caso il picco registrato nell’estate 2018, sembra attestarsi sui 120-127 milioni di giga, mentre nel 2016 il volume oscillava tra i 7 e i 13 milioni di giga.

Anche per questo la Commissione, che resterà in carica fino al 2022, ha deciso di non rimettere mano alla normativa relativa al roaming, perché ritiene che la scelta dell’introduzione del roam-like-at-home abbia giovato profondamente ai consumatori così come alla competizione tra le compagnie stesse.

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brand-news.it - 2 giorni 21 ore fa

Fabrizio Piscopo entra in Discovery Italia per guidare la concessionaria di pubblicità al posto di Giuliano Cipriani, che lascia dopo 8 anni Cambio alla guida di Discovery Media, la concessionaria di pubblicità di Discovery Italia. Con effetto immediato Fabrizio Piscopo assume il ruolo di general manager sostituendo Giuliano Cipriani, che lascia la struttura dopo 8...

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wired.it - 2 giorni 21 ore fa
Stefano Boeri (foto: Senia Ferrante)

Il 2 dicembre 2019 è il giorno dell’apertura della 25esima conferenza Cop sul clima a Madrid, in cui il tema che fa padrone sono le politiche di contrasto al cambiamento climatico e perciò l’energia è uno degli argomenti al centro del dibattito. Il 2 dicembre 2019 è anche il giorno del secondo degli otto eventi di Trends 2020 organizzati da Wired Italia insieme a Ipsos e dedicati alle tendenze e alle novità che caratterizzeranno il prossimo anno, con un focus in particolare proprio sul settore energetico (tra i prossimi appuntamenti: Telco, Security e Insurance).

Secondo i dati ricavati dagli Ipsos Global Trends presentati in anteprima dal Ceo Nicola Neri al Milano Luiss Hub for makers and students, “tra le principali preoccupazioni che affliggono le persone ci sono questioni tecnologiche, di salute e di sicurezza, ma al primo posto c’è l’emergenza climatica. Capire che cosa crea ansia è fondamentale per poter dare risposte opportune, ed è significativo che lo scorso venerdì sia stato non solo il Black Friday, ma anche il giorno dello sciopero globale dei Fridays for future.

Una preoccupazione, quella per l’ambiente, che già oggi ha comportato un aumento della sensibilità pubblica sui temi della sostenibilità. “Due persone su tre sono convinte che il rischio del riscaldamento globale si possa combattere con la tecnologia”, ha spiegato Andrea Alemanno, Senior Client Officer di Ipsos, “e anche nella forte tendenza verso l’auto elettrica emerge la volontà di avere un minor impatto ambientale. Tuttavia, nonostante ci siano grandi speranze e aspettative sulle energie rinnovabili, i dati ci dicono che oggi la loro quota parte è ancora inferiore al 20%. “Il settore energetico ha un problema di immagine, ha aggiunto Alemanno, “perché non è in grado di rendere evidente il proprio sforzo verso la sostenibilità. In pratica il settore energetico è quello più esposto al rischio di crisi reputazionali, in un mondo in cui una considerazione pubblica non buona preclude le opportunità di business”.

In termini di fiducia, le aziende ritenute più capaci di influenzare in positivo la qualità della vita sono quelle tecnologiche, con qualche incursione delle aziende alimentari. Anche la migliore tra le aziende del comparto energetico, invece, non raggiunge il valore medio generale in termini di reputazione e fiducia. “Ciò che determina una buona reputazione è l’avere una visione, l’essere affidabili e concentrarsi sull’etica, ha spiegato Alemanno. “Le aziende energetiche mancano soprattutto nella capacità di raccontare una visione del mondo, e men che meno sono leader in questo ambito”.

Qual è allora la strategia per migliorare la propria reputazione? “Occorre anzitutto essere solidi, affidabili, socialmente responsabili e orientati alla sostenibilità ambientale, ma il vero salto è la capacità di raccontarsi con coerenza e trasparenza. Sono proprio questi ultimi i punti su cui conviene investire per il futuro, quelli che attualmente mancano al settore energetico”, conclude Alemanno, “insieme al saper guidare il cambiamento, all’avere una visione chiara e lungimirante e all’essere coraggiosi negli investimenti.

L’obiettivo di una corretta politica energetica dovrebbe essere quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica senza impattare negativamente sulla nostra qualità di vita. “Eppure”, ha fatto notare Davide Tabarelli, presidente di Ne Nomisma Energia e l’architetto, “c’è una crescente distanza tra quello che si afferma nei vertici internazionali e ciò che di fatto accade nel mondo. Le emissioni infatti continuano ad aumentare, e non ci sono prospettive di inversione di tendenza”.

Una delle possibili chiavi per affrontare il problema è il già citato utilizzo delle nuove soluzioni offerte dalla tecnologia e dal digitale, senza però pensare che possano esserci cambi radicali e improvvisi. “I sistemi energetici ed elettrici sono caratterizzati da una forte complessità”, ha aggiunto Tabarelli, “e anche se ci sono dei miglioramenti con i sistemi di cogenerazione e a ciclo combinato, le fonti rinnovabili richiedono soluzioni ad hoc per la loro gestione, vista soprattutto la variabilità delle condizioni solari, eoliche e meteorologiche in generale”. Tra le prospettive futuribili, oltre alla generazione di energia tout court, c’è l’idea di gestire l’accensione dei frigoriferi sulla base della presenza o meno di nubi, con un sistema informatizzato che richiede una grande capacità di raccolta e analisi dei dati.

“Anche la domotica, abilitata dall’arrivo del 5g, può contribuire al risparmio energetico”, ha concluso Tabarelli, “perché la volontà delle persone è di partecipare ed essere attive, quindi comprare apparecchi intelligenti che consumano meno anche del 30%-50% punta proprio in questa direzione”.

Dal punto di vista delle aziende che operano nel settore energetico, il dato più rilevante e preoccupante è la previsione di raggiungere i 57 miliardi di tonnellate di anidride carbonica emessa entro il 2050, in pratica il doppio di quanto previsto per contenere il riscaldamento globale entro la soglia dei 2°C. “L’Italia non ha gas e petrolio, ma ha sole e vento: quando ci siamo resi conto di questa possibilità strategica abbiamo investito nelle rinnovabili, anche se come Paese in passato non siamo riusciti a creare una filiera integrata, ha ammesso Giovanni Brianza, Executive vice president – Strategy, corporate development & innovation di Edison.

“Oggi, grazie all’evoluzione tecnologica, nelle regioni del Centro e soprattutto del Sud ci sono le condizione per iniziare a sviluppare impianti fotovoltaici a mercato, ossia economicamente sostenibili senza la necessità di incentivi”, ha aggiunto. Elemento cruciale da non tralasciare è quello della flessibilità dei sistemi energetici che, se nella versione fossile era garantita dal gas naturale, in un modello fondato sulle rinnovabili richiede lo sviluppo di apposite batterie.

“Produrre batterie in Italia non è profittevole, perché mancano sia incentivi sia normative ad hoc, chiosa Brianza. “Ecco come mai servono investimenti strategici, che abbiano l’obiettivo di costruire una vera filiera e un sistema industriale”, anziché sprecare denaro nel salvataggio di aziende ormai superate dai tempi.

A conclusione della giornata c’è stato il talk dell’architetto e urbanista Stefano Boeri, incentrato sul capire come le città possano trasformarsi da prime cause e prime vittime del riscaldamento globale in protagoniste della lotta contro il cambiamento climatico. “La sfida è creare una nuova alleanza in cui la foresta e la città convivano”, ha raccontato sul palco.“Proprio perché l’albero è un elemento fondamentale per la nostra sopravvivenza, stiamo lanciando una serie di campagne per cercare di far sì che le città diventino più verdi, come il primo forum sulla forestazione urbana a Mantova e il progetto di piantare 3 milioni di alberi a Milano nei prossimi 10 anni”.

Il nuovo paradigma per la città de futuro è l’autosufficienza, intesa sia sul piano energetico sia su quelli dei rifiuti, dell’acqua e dell’alimentazione. “La sfida più ampia”, ha chiarito Boeri, “è costruire nuove città nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo con una mobilità autonoma e sostenibile, ripensandole da zero e progettandole  già all’avanguardia. E tra le caratteristiche irrinunciabili ci sono l’inclusività, la varietà di paesaggi e una strettissima relazione con la natura“. Ma la forestazione dovrebbe interessare qualunque centro urbano: gli alberi assorbono le polveri sottili generate del traffico, e inoltre sfruttano l’acqua di falda riducendo le escursioni termiche, ossia di fatto costituiscono dei sistemi geotermici capaci pure di far risparmiare energia per riscaldamento e raffrescamento.

L’evento pomeridiano organizzato da Wired e Ipsos è stato anche l’occasione per parlare di decaloghi per i player dell’energia, di pressione fiscale sui carburanti, di nuovi investimenti sul fotovoltaico e dell’estensione globale delle aree urbane e forestali. Qui, invece, il riassunto del primo evento Wired Trends, dedicato al retail.

Wired Trends 2020
In collaborazione con Ipsos

Official Partner: Edison

Main Partner:
Adecco | Aruba.it | Fastweb | Hp | Nexi | Reale Mutua | WaveMaker

Supporting Partner:
ItaliaCamp | Urban Vision

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wired.it - 2 giorni 21 ore fa
https://www.youtube.com/watch?v=4NfWMmuGpQc

Arriva a metà dell’anno prossimo Black Widow, il film che porterà finalmente sullo grande schermo come protagonista assoluta il personaggio della Vedova nera interpretata da Scarlett Johansson. Il personaggio della spia russa dalla forza e dalle abilità straordinarie Natasha Romanoff era stato introdotto per la prima volta nel Marvel Cinematic Universe all’interno del film Iron Man 2, per poi svolgere un ruolo di primo piano nei successivi film degli Avengers, tanto da trovare una sua epica fine in Endgame. Il teaser trailer diffuso in queste ore ci rivela che la nuova avventura filmica dell’eroina si svolge dopo gli eventi di Capitan America: Civil War, prima del suo sacrificio.

Come si vede nella clip di anticipazione, Natasha è costretta a tornare in quella che fu l’Unione sovietica, dove era stata addestrata nella Stanza Rossa, un progetto di addestramento estremo del Kgb che prendeva bambine senza famiglia per trasformarle in assassine infallibili, a costo di sforzi senza pari e anche di esperimenti genetici. Ora la protagonista torna alle origini perché ha “un conto in sospeso” e così facendo ritrova Yelena (Florence Pugh), che per lei era stata come una sorella anche se il loro nuovo primo incontro non è dei più pacifici. Nel team nostalgico fanno parte anche Rachel Weiz che interpreta Melina e David Harbour, che da Stranger Things passa qui a interpretare un appesantito Red Guardian, la risposta sovietica a Capitan America.

Il video rivela anche quale sarà il principale antagonista della Vedova nera, ovvero Taskmaster, un incredibile guerriero nato dalle sperimentazioni genetiche naziste capace di mimare le abilità dei suoi avversari. Non si sa molto di più della trama ma probabilmente altri dettagli saranno svelati nei mesi a venire, prima che Black Widow, diretto dalla regista Cate Shortland, arrivi nelle sale di tutto il mondo a partire dal maggio 2020.

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wired.it - 2 giorni 22 ore fa

Le aziende italiane hanno come obiettivo e inseguono un vero processo di trasformazione digitale, ma fino a che punto vi è piena consapevolezza delle implicazioni che ne conseguono? Fino a dove riescono e possono spingersi, oltre l’implementazione di nuove tecnologie? Questi alcuni dei punti che restano aperti in un percorso lungo, tortuoso, imprevedibile, ma ricco di risvolti per il nostro Paese. Se ne parlerà con Ilaria Ugenti, Service Line Leader – Corporate Reputation Ipsos, Giorgio Girelli, General Manager Aruba Enterprise, Alessandro Piva, direttore dell’osservatorio del PoliMi Cloud Transformation, Fabio Rizzotto, Associate Vice President e Head of Research & Consulting di Idc Italia, Davide Casaleggio, Presidente della Casaleggio Associati e Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione digitale e servizi civici.

Qui le altre giornate dedicate ai Trends 2020.

In collaborazione con Ipsos

Official Partner: Aruba.it

Main Partner:
Adecco | Edison | Fastweb | Hp | Nexi | Reale Mutua | WaveMaker

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wired.it - 3 giorni 15 min fa

Jaguar x Hot Wheels, ovvero come stare seduti sulla nuova Jaguar F-Type mentre la sua riproduzione fedele in scala 1:62 sfreccia sui 232 metri della pista Hot Wheels installata nel nuovo Jaguar Design Studio di Gaydon, a due ore di macchina da Londra. Un invito per gli appassionati del Leaper Jaguar (balzo del giaguaro) ad ammirare i diversi reparti che marcano il processo di progettazione: dallo sketchpad allo showroom, facendo un tour esclusivo della nuova location.

62 della nuova Jaguar F-Type realizzato da Hot WheelsIl modellino in scala 1:62 della nuova Jaguar F-Type realizzato da Hot Wheels
Motori da quattro, sei e otto cilindri

La nuova Jaguar prevede diverse motorizzazioni a quattro, sei e otto cilindri. Nello specifico, la famiglia Jaguar F-Type offre una varietà di scelta, che parte dalla versione quattro cilindri da 300 CV a trazione posteriore per passare al V6 da 380 CV al V8 da 450 CV fino ad arrivare alla F-Type V8 R da 575 CV a trazione integrale. Tutte garantiscono il distintivo ruggito della F-Type. Tutte, inoltre, montano le trasmissioni Quickshift a otto velocità. La gestione è totalmente manuale attraverso l’utilizzo della leva del cambio SportShift o delle levette posizionate sul volante.

A seconda delle motorizzazioni, lo stacco 0-100 km/h può essere percorso in un range da 5,7 fino a 3,7 secondi. La velocità massima, limitata elettronicamente, passa invece dai 250 ai 300 km/h. Le risposte immediate e intuitive della dinamica di guida sono invece fornite dalle sospensioni anteriori e posteriori a doppio braccio oscillante in alluminio e da un rinnovato servosterzo elettrico (EPAS). Equipaggiata di serie con grandi freni a disco, da 380 mm all’anteriore e 376 mm al posteriore, la F-TYPE nella versione R può montare i freni carpo-ceramici Jaguar Carbon Ceramic Matrix (CCM). Una frenata eccezionale che non risente del fading grazie ai dischi ancora più grandi: 398 mm all’anteriore e 380 mm al posteriore, con pinze monoblocco a sei e quattro pistoncini e una distintiva finitura gialla.

il retro della nuova Jaguar F-Type Il design liquid metal

Il lancio per Natale della seconda collaborazione tra Jaguar e il brand di macchinine Hot Wheels segna la scesa in campo, anzi in strada, della nuova due posti. Non uno stravolgimento; ricordiamo che la versione precedente è stata eletta World Car Design. Si tratta più di una evoluzione della linea. L’espressione che sintetizza meglio il nuovo stile della F-Type è scultura liquid metal. Lo si osserva chiaramente nella fluidità delle superfici del nuovo cofano a conchiglia che migliora nella lunghezza visiva dell’auto. Vettura che non altera le proporzioni della forma originale. In questa nuova Jaguar F-Type, la maggiore prestanza stradale è sottolineata dallo slancio orizzontale delle linee.

Nell’anteriore a sottolineare questo aspetto sono i fari Pixel LED ultra-sottili dalla forma a J che si allargano verso l’alto come il tratto di una pennellata. A questi si aggiungono i paraurti più audaci e la griglia leggermente ampliata con un nuovo motivo a rete esagonale. Nel posteriore sono invece le fiancate che digradando verso il basso, si combinano con i nuovi e più sottili fanali a LED. Anche il loro distintivo tratto a Chicane, ispirato dal Performance SUV I-PACE subisce un’evoluzione diventando più sottile. Infine, la rastremazione invertita formata dall’incavo per la targa posteriore, insieme al paraurti riprofilato, sposta la visuale verso il basso. A guadagnarci è la maggiore larghezza visiva sottolineata dal badge posteriore dalla rifinitura nera da cui affiorano i tubi di scarico.

Gli interni della nuova Jaguar F-Type Gli interni della nuova Jaguar F-Type
Abitacolo e infotainment

Gli interni dell’abitacolo 1+1 avvolgono  gli occupanti con lussuosi materiali come la pelle Sienna Tan Windsor, Suedecloth, Alcantara e le finiture satinate Noble Chrome. Mentre la maestria artigianale Jaguar viene esaltata da molti dettagli come il monogramma cucito sui sedili e sui rivestimenti delle portiere. La nuova Jaguar F-TYPE offre infine una tecnologia maggiormente incentrata sul guidatore rispetto alla versione precedente. Punta di diamante è il quadro strumenti riconfigurabile TFT ad alta definizione da 12,3 pollici.  A seguire il sistema d’infotainment Touch Pro con Apple CarPlay e Android Auto di serie e funzionalità software over-the-air. Queste, a discrezione del cliente, consentono di ricevere gli aggiornamenti senza doversi recare da un concessionario. Inoltre, i due eccellenti sistemi audio Meridian offrono una migliore riproduzione del suono.

Prezzi e disponibilità

Jaguar F-Type è già ordinabile sul sito Jaguar.it. La richiesta per questa due posti –disponibile come la versione precedente nella variante coupé o convertibile– ha un prezzo di attacco di 66.330 euro.

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wired.it - 3 giorni 34 min fa
dinosauri(immagine: Julius Csotonyi, Kellner et al., 2019)

Tantissime forme, dimensioni, specializzazioni. La biodiversità degli antichi pterosauri – i dinosauri con le ali, per intenderci – potrebbe essere molto superiore a quanto finora creduto, anche se difficilmente ne avremo mai le prove tangibili. A suggerirlo è uno studio pubblicato da Scientific Reports che descrive il primo fossile completo di pterosauro dell’area afro-araba, ritrovato più di 15 anni fa in Libano, e identifica una nuova specie: Mimodactylus libanensis.

Gli pterosauri erano rettili alati i cui resti si trovano in quasi in tutti i continenti. L’attuale area afro-araba, però, conta davvero pochi reperti, per la maggior parte incompleti. Fa eccezione l’oggetto del nuovo studio condotto da un team internazionale di paleontologi: questo scheletro fossile, scoperto circa 15 anni fa nel sito di Hjoûla Lagerstätte in Libano, è praticamente completo e conta anche il cranio e la mascella inferiore.

Il ritrovamento, sostengono i paleontologi, getta nuova luce (e ce ne era tanto bisogno, aggiungono) sulla storia evolutiva di queste creature.

Analizzando i resti del preistorico animale vissuto circa 95 milioni di anni fa, i ricercatori hanno concluso che si tratta di un esemplare di una specie diversa da tutte le altre conosciute, che si distingue in modo netto dagli altri fossili afro-arabi e che probabilmente era più strettamente imparentato con le specie asiatiche.

Mimodactylus libanensis, così è stata chiamata la nuova specie, aveva ali molto lunghe e strette e, considerata la sua dentatura e gli altri fossili che si trovano nel sito di ritrovamento, è probabile che si nutrisse dei crostacei che abitavano le acque poco profonde del Tethys Seaway, un ramo dell’antico oceano che divideva i supercontinenti Laurasia e Gondwana.

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wired.it - 3 giorni 34 min fa
I varchi all’aeroporto di Stansted, Londra (foto: Nicolas Economou/NurPhoto via Getty Images)

Viaggiare in Gran Bretagna sarà un po’ più complesso. Se al momento per i cittadini europei è sufficiente la carta d’identità valida per l’espatrio, dopo l’uscita del paese dall’Unione europea sarà obbligatorio il passaporto e anche un visto elettronico sul modello dell’Esta, l’Electronic System for Travel Authorization statunitense.

Certo, prima rimane da capire se e quando la Brexit scatterà davvero: dopo il tira e molla sul 31 ottobre, al momento la scadenza è fissata al 31 gennaio, dopo l’ulteriore slittamento concesso da Bruxelles al premier britannico conversatore Boris Johnson. Si tratta di un’estensione flessibile, nel senso che se il parlamento di Londra dovesse trovare una soluzione prima del tempo si potrebbe procedere in anticipo. Percorso del tutto improbabile, viste le elezioni generali fissate al 12 dicembre con cui i 46 milioni di elettori dovranno scegliere i 650 membri della Camera dei Comuni, in una scommessa con cui l’istrionico ex sindaco di Londra e ministro degli Esteri andrà alla ricerca di un parlamento più compatto sulle sue posizioni e in grado di approvare l’accordo siglato lo scorso ottobre con i negoziatori europei.

Tornando al turismo oltremanica, Johnson ha annunciato oggi quanto dovrebbe accadere dal primo gennaio 2021, al termine dell’eventuale periodo di transizione successivo al 31 gennaio. Prima di partire per il Regno Unito occorrerà chiedere un’autorizzazione online, almeno tre giorni prima della partenza, proprio come stabilito di recente dall’amministrazione Usa per l’Esta. Un bel problema per le trasferte d’affari e di lavoro (ma anche, più modestamente, per chi sceglieva la capitale per un fine settimana last minute, magari sotto Natale).

Il visto elettronico durerà tre mesi, con buona probabilità consentendo più ingressi e uscite nello stesso periodo. Oltre i 90 giorni occorrerà un visto di lavoro o un altro tipo di permesso per rimanere nel territorio britannico. Le autorità potranno inoltre negare l’ingresso a chi ha precedenti penali, non si è capito bene di quale tipo. Insomma, se buona parte della propaganda che ha soffiato verso il Leave puntava proprio sul timore per l’idraulico polacco i Tory si preparano a dare in pasto ai sudditi di Sua Maestà un primo, plastico risultato dell’addio all’Ue: tanti controlli alle frontiere, lunghe file, documenti, autorizzazioni e limitazioni per chi fino a ieri – e ancora oggi – poteva andare e tornare senza ostacoli.

Altra novità in caso di vittoria di Johnson e di Brexit assicurata in tempi relativamente brevi: addio carte d’identità. Secondo la segretario di stato per gli affari interni Priti Patel, infatti, quelle italiane e greche sarebbero troppo facili da falsificare. Si riferisce probabilmente a quelle di vecchio tipo, cartacee, e non alle nuove elettroniche che rientrano pienamente negli standard europei e per le quali, nei mesi scorsi, si poarlava addirittura di un accreditamento in come sistema di identità digitale per l’accesso ai servizi a livello Ue. In ogni caso, se Londra è il vostro sogno da tanto tempo e non avete mai richiesto il passaporto, converrà iniziare le pratiche.

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