In caricamento...

News

“Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta”
Non solo news dal mondo Vittoria ma storie di branding, marketing e comunicazione online e offline.

wired.it - 3 ore 14 min fa
VETRO ROTTO IPHONE 11(Foto: Apple)

Apple ha pubblicato una pagina informativa su costa la riparazione o la sostituzione del vetro rotto di iPhone 11 e degli altri modelli della nuova generazione, ovvero anche iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max. I prezzi vanno ad allinearsi con quelli dell’anno scorso dato che la scocca mantiene le stesse dimensioni e anche il display dunque ci sono poche sorprese. Come bonus abbiamo anche isolato tre buone soluzioni di protezioni da applicare allo schermo per evitare di mandarlo in frantumi dopo caduti o urti.

Ma iniziamo dai costi sia che si abbia optato per la copertura AppleCare+ sia che il dispositivo sia fuori garanzia. Nel primo caso si paga una quota fissa di 29 euro che non dipende dal modello. Nel secondo, dipende dalle dimensioni. Ecco la tabella:

Modello iPhone Con copertura AppleCare+) Fuori garanzia    iPhone XS Max, iPhone 11 Pro Max € 29 € 361,20    iPhone XS, iPhone X, iPhone 11 Pro € 29 € 311,20    iPhone XR, iPhone 11 € 29 € 221,20    iPhone 8 Plus, iPhone 7 Plus, iPhone 6s Plus € 29 € 191,20    iPhone 8, iPhone 7, iPhone 6s,
iPhone 6 Plus € 29 € 171,20    iPhone 6, iPhone SE € 29 € 151,20    iPhone SE, iPhone 5s, iPhone 5c € 29 € 151,20

Si può notare dai prezzi proposti da Apple, i dispositivi più grandi come iPhone Xs Max e iPhone 11 Pro Max richiedano ben 361,20 euro che scendono a 311,20 euro per iPhone Xs, iPhone X e iPhone 11 Pro. 221,20 euro il costo per iPhone Xr e iPhone 11. Ancora in tabella gli smartphone precedenti fino a iPhone 5c, 5x e Se che chiedono 151,20 euro.

La procedura è sempre la stessa: si deve fissare un appuntamento in un Apple Store o Centro Autorizzato Apple, servirà Apple Id e password e sarà meglio aver effetuato un backup dei dati. Si potrà anche spedirlo con corriere e riceverlo a casa una volta pronto, pagando 12,20 euro. Quanto tempo serve? In giornata in alcuni centri, fino a una settimana con le spedizioni.

Le migliori protezioni per il vetro di iPhone 11
Vetro protettivo iPhone 11(Foto: Moshi)

Sono già numerose le offerte di vetri protettivi, d’altra parte sono quelli compatibili con le generazioni precedenti. Isolando tre nomi si può optare per il bestseller Belkin InvisiGlass Ultra (17,97 euro), il più economico ma ugualmente resistente TechMatte amFilm (6,49 euro) oppure Whitestone Dome Glass che è un vetro temprato che protegge inoltre gli occhi dalla luce blu (59,99 euro).

The post Quanto costerà riparare il vetro rotto di iPhone 11 appeared first on Wired.

wired.it - 3 ore 27 min fa
(Foto Fabio Cimaglia/LaPresse)

Alla fine anche Nicola Zingaretti rimane vittima della tattica renziana: dopo aver costretto il segretario ad accettare il governo Conte Bis e a rinnegare il voto (che lo avrebbe privato del controllo su gran parte dei gruppi parlamentari) l’ex sindaco di Firenze esce dal partito prima del previsto, rendendo del tutto inutile il sacrificio compiuto dal presidente del Lazio appena qualche giorno fa per salvare l’unità del Pd. Ma la scissione è arrivata ancora prima del previsto, per fare della prossima Leopolda l’evento fondativo di un nuovo partito di centro-qualchecosa. O forse, un partito che occupi “lo spazio del futuro”, come spiega nella lunga intervista a Repubblica l’ex premier fiorentino.

Dopo il disastroso referendum costituzionale del 2016 Matteo Renzi gioca dunque ancora d’azzardo con quel 5-10% che pensa di avere in tasca – i sondaggi gli attribuiscono la soglia bassa della forchetta, a dirla tutta – e forse con quel che pensa di drenare da un’altra vittima, Forza Italia e il plotone legato a Mara Carfagna – oltre che, magari, ai calendiani e a qualche altro pezzo di pseudoriformismo fluttuante. Il senatore scommette quindi su un soggetto liberal, per quel che possa significare dalle nostre parti, che di fatto ancora non esiste. E che, se si escludono i comitati messi in piedi nei mesi scorsi, non è che un trapianto parlamentare dal corpo martoriato dei democratici.

La scelta arriva nel momento di crisi di popolarità dell’ex premier: il paese sembra averlo disconosciuto, eliminato dalla propria memoria recente, espulso nel giro di pochi anni. I sondaggi dei giorni scorsi gli davano livelli di apprezzamento inferiori a quelli di Conte, Gentiloni, Meloni, Salvini, Di Maio, perfino di Roberto Speranza. Una mossa a prima vista bizzarra, che si spiega però con una considerazione: più che alla sua persona e alla sua azione politica, Renzi attribuisce evidentemente gran parte della responsabilità di quel mancato consenso al Pd medesimo, al fuoco amico, al partito di cui è stato segretario mentre era presidente del Consiglio. La scommessa è tutta qui: capire quanto valga un Renzi fuori dal Pd, con un suo soggetto macroniano.

La scissione (che secondo Renzi sarebbe meglio chiamare “novità”) arriva però fuori tempo massimo. Questa casa “dove i Millennial possano fare la differenza” andava compiuta prima del referendum del 2016, o al massimo subito dopo, per rispondere con dignità e concreto slancio sul futuro a un paese che aveva rigettato la sua visione istituzionale.

Finalizzarla ora, dieci giorni dopo aver spinto il segretario Zingaretti – che fino a prova contraria chiedeva pubblicamente elezioni – a ingoiare un esecutivo coi 5 stelle solo per avere più tempo per costruire il suo nuovo partito appare di un cinismo senza eguali. Così come non ha alcun senso – se non militare – che molti dei renziani di ferro, a partire dal capogruppo dei dem al Senato Andrea Marcucci, restino nel Pd. Se lasci il partito, porti tutti i tuoi fuori da quel perimetro anche a costo di mollare posizioni di rilievo: non si lascia la guarnigione in un campo diverso dal proprio – se non con l’obiettivo di fiaccarlo ancora di più, fino all’estinzione.

L’operazione, che parlerà “dell’Italia del 2029” e che Renzi lancia con l’usuale entusiasmo, a tratti contagioso, nella sua intervista, potrebbe da un lato restituire qualche segnale di vita alla sua sinistra. E forse – ma dipenderà dalle idee, e questa è l’epoca delle scelte radicali – perfino costruire quello spazio definitivamente slegato dagli schemi novecenteschi, in un’epoca in cui per il liberalismo classico sembra esserci ben poco spazio.

Dall’altro lato, se questo progetto fallisse o anche se non riuscisse a pieno, la mossa comprimerebbe ancora di più l’area di centrosinistra e in generale democratica. Finendo per consegnare definitivamente l’Italia alle destre xenofobe alla prima occasione utile: a quel punto la “strada meno battuta” citata da Renzi si rivelerebbe anche quella lastricata di buone intenzioni, che sappiamo bene dove conduce.

The post La scissione di Renzi è una scommessa rischiosa sul futuro dell’Italia appeared first on Wired.

wired.it - 3 ore 38 min fa
ghostbusters

Da quando è stato fatto l’annuncio ufficiale del ritorno della saga cinematografica di Ghostbusters, si susseguono le teorie e le indiscrezioni su come la nuova pellicola si ricollegherà al passato della serie. Lasciando da parte il capitolo al femminile del 2016, infatti, il nuovo progetto diretto da Jason Reitman, figlio del regista originale Ivan, dovrebbe in teoria svolgersi decenni dopo i primi due, coinvolgendo una nuova generazione di acchiappafantasmi. I fan però non hanno mai smesso di sperare in un ritorno degli attori originali e le notizie degli ultimi giorni fanno in effetti ben sperare.

In queste ore, infatti, Dan Aykroyd, l’interprete del bonario esperto di storia del paranormale Ray Stantz, ha detto di essere coinvolto in questa nuova pellicola: “Non faccio più molti film. Abbiamo questo nuovo film dei Ghostbusters a cui stiamo lavorando e dovrò anche recitarci“, ha dichiarato l’attore durante un’intervista nel podcast The Joe Rogan Experience. “Il figlio di Ivan Reitman ha scritto un nuovo film, sarà il terzo della saga. Ci sarà di tutto, molti degli attori originali e altre star più giovani“.

Il cast infatti prevede la presenza di nuovi attori come Paul Rudd di Ant-Man, Carrie Coon di The Leftovers ma anche i giovani Finn Wolfhard (il Mike di Stranger Things) e McKenna Grace. Ma anche Sigourney Weaver e Annie Potts, rispettivamente Dana e Janice, hanno già confermato il loro coinvolgimento, mentre è data per certa anche la partecipazione di Ernie Hudson alias Winston Zeddemore. Nello stesso podcast Aykroyd ha espresso la speranza che anche Bill Murray decida di partecipare al nuovo film, ricostituendo così il nucleo di attori originali (eccezion fatta per Harold Ramis, scomparso nel 2014).

The post Ghostbusters 2020, nel nuovo film torna anche Dan Aykroyd appeared first on Wired.

wired.it - 3 ore 38 min fa
Matteo Renzi (foto: Roberto Monaldo / LaPresse)

L’addio, infine, è arrivato, e persino prima del previsto: Matteo Renzi ha annunciato che lascerà il Pd – partito cui è appartenuto finora e all’interno del quale ha ricoperto a lungo la carica di segretario – e fonderà un nuovo partito.

Di una sua scissione si parlava da mesi e negli ultimi giorni era diventato chiaro che fosse oramai solo una questione di tempo prima che si passasse dalle parole ai fatti.

Nessuno però si aspettava che arrivasse a distanza di soli otto giorni dal giuramento del Conte bis, un esecutivo che lui stesso ha contribuito a formare aprendo per la prima volta a un’alleanza tra Pd e Movimento 5 stelle. Renzi, in un’intervista a Repubblica in cui annuncia la scissione, l’ha definito un “capolavoro tattico” e ha detto che gli avrebbe fatto comodo vivere di rendita ma “bisogna fare, non bloccare” e per questo, spiega, ha maturato la decisione di lasciare il suo partito.

Il nuovo partito

Renzi, che è stato sindaco di Firenze, primo ministro e ora siede tra i banchi senatoriali di palazzo Madama, ha anticipato la sua scelta con un tweet, ma ha scelto le colonne di un grande quotidiano per spiegare la sua scelta.

Renzi ha detto di non nutrire nessun risentimento nei confronti del Pd – senza tuttavia nascondere gli scontri del passato – e di volerlo abbandonare solo per fronteggiare in modo più efficace Matteo Salvini e ciò che rappresenta. “Io voglio fare la guerra a chi semina odio. I prossimi anni li voglio passare in contrapposizione frontale contro il populismo di Salvini”, ha dichiarato. “Credo che le liturgie di un Pd organizzato scientificamente in correnti e impegnato in una faticosa e autoreferenziale ricerca dell’unità come bene supremo non funzionino più”, si legge su Repubblica.

Renzi non ha spiegato come si chiamerà il nuovo partito, ma ha detto che sarà composto da una trentina di parlamentari, e occuperà “lo spazio meno utilizzato dalla politica italiana: lo spazio del futuro”. Per descriverlo, ha utilizzato anche un altro aggettivo, “femminista”, poiché al suo interno dovrebbero esserci molte donne (tra le quali Teresa Bellanova, il neo ministro dell’Agricoltura che sarà la capo delegazione del partito nel governo), il neo ministro della famiglia Elena Bonetti, la sottosegretaria Anna Ascani e la deputata Maria Elena Boschi.

Renzi ha assicurato che il nuovo partito non si presenterà alle prossime elezioni regionali e amministrative. L’obiettivo sono le politiche e le europee che dovrebbero svolgersi rispettivamente nel 2023 e nel 2024, salvo nuove crisi di governo.

E, a chi lo accusa di voler distruggere il Pd dopo averlo spostato sempre più a destra, risponde: “Sono cinque anni che mi dite che rovino il Pd. Basta con questa tiritera sul passato…Diciamo la verità: c’è una corrente culturale nella sinistra italiana per la quale io sono l’intruso”. E ancora: “Mi hanno sempre trattato come un estraneo, come un abusivo, anche quando ho vinto le primarie. Ancora oggi c’è una corrente culturale che paragona i due Matteo mettendoli sullo stesso piano. È il riflesso condizionato di quella sinistra che si autoproclama tale e che non accetta di essere guidata da uno che non provenga dalla Ditta”.

L’annuncio, tra Robert Frost e Jovanotti

L’intervista di Repubblica è stata pubblicata questa mattina ma già ieri notte Renzi aveva anticipato la sua decisione con un tweet in cui riprendeva una poesia del poeta americano Robert Frost e una canzone di Jovanotti.

“Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta. Ed è per questo che sono diverso”. Come nella poesia di Frost noi scegliamo la strada più difficile, senza paracadute. La colonna sonora di stanotte è “Sul lungomare del mondo”, @lorenzojova.https://t.co/hjH6jIcjUD

— Matteo Renzi (@matteorenzi) September 16, 2019

Come spiega Roberto Tallarita sul Post, la composizione è una delle più famose della poesia in lingua inglese, e sembra una celebrazione tipicamente americana dell’individuo, della sua libertà di scelta e del coraggio. In realtà, a una lettura più approfondita e corretta, si scopre che in quei versi Frost ironizza su questo comportamento e anziché celebrare l’individualismo gioca sull’ego narciso dell’eroe che, di fronte a due strade, ne sceglie una a caso per poi raccontare – a se stesso e agli altri – che era quella “meno battuta”. Si tratterebbe, insomma, di pura rielaborazione soggettiva a posteriori.

Non proprio la migliore pubblicità per iniziare una nuova avventura politica – soprattutto se, come nel caso di Renzi, si è sempre stati accusati di avere un ego spropositato.

The post Matteo Renzi ha lasciato il Partito democratico appeared first on Wired.

wired.it - 4 ore 15 sec fa

L’equinozio di autunno 2019 sarà alle 9:50 della mattina di lunedì 23 settembre, quando i raggi del Sole saranno perpendicolari all’asse di rotazione terrestre. Luce e ombra taglieranno idealmente la Terra a metà e avremo 12 ore di luce e 12 di buio.

Nel nostro emisfero andiamo quindi in contro a una graduale diminuzione delle ore di luce mentre a sud dell’equatore avviene esattamente il contrario e l’estate si fa più vicina.

Gli equinozi, ovvero quello d’autunno e quello di primavera, non si verificano sempre nello stesso giorno, dipendono infatti dall’inclinazione del nostro pianeta nella sua orbita attorno al Sole.

 wikipedia.org)(Immagine: wikipedia.org)

In realtà l’equinozio di autunno 2018 (come tutti gli equinozi) non è un giorno ma un momento specifico, ovvero il momento in cui il Sole si trova allo zenit dell’equatore.

La progressiva diminuzione delle ore di luce ci accompagnerà fino al solstizio di inverno, che sarà alle 8:19 minuti del prossimo 22 dicembre.

Gli equinozi, così come del resto i solstizi, hanno assunto un valore simbolico in diverse culture. A partire dal 1793 e fino al 1805 in Francia l’equinozio di settembre coincideva con il primo giorno dell’anno secondo il calendario repubblicano. Nel Regno Unito ancora oggi il festival del raccolto viene celebrato la domenica di luna piena più prossima al giorno dell’equinozio d’autunno.

The post Equinozio autunno 2019, quando finisce l’estate? appeared first on Wired.

wired.it - 4 ore 19 min fa

In casa come in ufficio un po’ di verde non stona, anzi secondo alcuni studi le piante hanno un impatto positivo sullo stato d’animo dell’uomo. Ma il problema si pone per chi non ha spazio sufficiente e chi, invece, non ha le minime nozioni per gestire una serra, anche piccola. Per risolvere il problema sono arrivati i sistemi di vegetazione indoor, che nella maggioranza dei casi sono in grado di autosostenersi arricchendo, nel contempo, l’arredamento casalingo.

In tale categoria rientra Mygdal Plantlight, una lampada particolare nel design, anche perché contiene una pianta che, grazie alla luce Led calibrata sulla spettro della luce solare e la tecnologia proprietaria SmartGrow, non richiede attenzioni continue: oltre alla temperatura, con lo smartphone (via app) si possono regolare colore, intensità e durata dell’illuminazione per pianificare il tempo entro il quale la pianta riceve luce. Con il vetro sigillato ermeticamente nella parte superiore, si può entrare in contatto con la pianta rimuovendo la parte inferiore della struttura, realizzata in alluminio.

Ideata dai tedeschi di Nui Studio, Mygdal Plantlight si può appendere oppure fissare sulla scrivania per sfruttarla pure come lampada. Disponibile in tre modelli, è un oggetto curato nei minimi dettagli ma il costo è per molti fuori portata: si va dai 2.950 ai 4.500 euro.

The post Un giardino in miniatura racchiuso in una lampada appeared first on Wired.

brand-news.it - 4 ore 19 min fa

Dopo la prima apertura in luglio, in Alta Savoia, il nuovo concept di Intermarché (3za insegna della grande distribuzione in Francia) è stato tradotto in altri 4 punti vendit

L'articolo Intermarché aiuta i consumatori a mangiare meglio e ad agire in modo più responsabile con un nuovo concept retail proviene da Brand News.

brand-news.it - 4 ore 22 min fa

II richiamo della comodità cambia le abitudini tant’è che McDonald’s organizza la ‘Global McDelivery Night In’. E John Lewis scopre che il 23% degli acquisti avvengono nel cuore della notte

L'articolo Comodità e relax ispirano l’e-shopping notturno. E McDonald’s gli dedica la ‘notte’ del McDelivery proviene da Brand News.