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brand-news.it - 1 ora 30 min fa

La bellezza si conferma una forza di tutto rispetto per l’economia italiana come emerge nei dati di mercato presentati da Cosmetica Italia al Cosmoprof

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brand-news.it - 1 ora 34 min fa

Il brand di valigeria e pelletteria di lusso MCM Worldwide ha scelto Spark Foundry (Publicis Groupe) come agenzia media globale dopo gara.

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wired.it - 1 ora 37 min fa
 Hagen Hopkins/Getty Images)Il primo ministro neozelandese Jacinda Ardern alla conferenza stampa in cui annuncia che il governo ha raggiunto un accordo di massima sulla riforma della legge sulle armi (foto: Hagen Hopkins/Getty Images)

Il governo neozelandese pensa a una stretta sulle armi dopo l’attentato di venerdì 15 marzo a Christchurch che ha provocato la morte di 50 persone. Secondo il governo del paese australe, infatti, la strage si sarebbe potuta evitare se fosse stato più complicato acquistare fucili (l’attentatore, un suprematista bianco australiano, ne ha utilizzati due).

Il primo ministro Jacinda Ardern ha detto durante una conferenza stampa lunedì mattina che i suoi ministri hanno raggiunto un accordo di massima e sfrutteranno il resto della settimana per delineare proposte concrete. “Non si tratta solo di cambiare la legge. Questo tempo a disposizione ci servirà per fare le cose nel modo giusto”, ha detto Ardern.

Non è la prima volta che la Nuova Zelanda prova a cambiare la legge sulle armi, una delle meno restrittive al mondo. Finora, però, tutti i tentativi in questo senso sono falliti a causa dell’opposizione della lobby delle armi. Questa volta però la situazione è ovviamente molto diversa: il sentimento dell’opinione pubblica dopo l’attentato, infatti, è cambiato, così come l’atteggiamento del partito nazionalista New Zealand First, alleato del partito laburista al governo. Ora tutti chiedono più sicurezza e vogliono essere protetti, anche dalle armi.

Come sarà la prossima legge sulle armi neozelandese
Il ministro della giustizia David Perker ha detto che bisognerebbe mettere fuorilegge i fucili semiautomatici come quelli utilizzati dal terrorista Brenton Tarrant per compiere l’attentato a Christchurch. Altri parlamentari hanno anche parlato della necessità di rendere l’acquisto delle armi più complesso e di redigere un elenco di tutti coloro che ne possiedono una.

Come spiega la Bbc, la legge attualmente in vigore sancisce che tutti i cittadini possono acquistare un’arma se hanno almeno 16 anni e un porto d’armi. Ottenere la licenza, in generale, è molto semplice: per prenderla, basta dimostrare di non avere precedenti penali né disturbi psichiatrici. Più complesso è invece acquistare armi utilizzate dall’esercito, per le quali è richiesta la licenza di classe E. Secondo alcune stime, circa 1.2 milioni di persone hanno un’arma in Nuova Zelanda, un terzo della popolazione totale. Non ci sono, invece, dati sul numero di armi. Non tutti gli acquisti vengono, infatti, registrati e le persone che hanno la licenza possono comprare tutte le armi che vogliono.

Le armi utilizzate per compiere l’attentato
Brenton Tarrant, l’attentatore di Christchurch, aveva con sé cinque armi da fuoco e ordigni esplosivi. Per l’attentato ha utilizzato soprattutto due fucili automatici acquistati grazie a una licenza base nel novembre del 2017: un fatto che confermerebbe la pianificazione della strage. Secondo quanto riferito dal primo ministro Ardern, Tarrant aveva modificato le armi rendendole ancora più pericolose.

L’attentato di Christchurch ha già avuto un impatto sulle vendite di armi. TradeMe, il più importante sito di aste online della Nuova Zelanda, ha vietato l’acquisto di armi semiautomatiche. L’amministratore delegato John MacDonald ha detto di aver preso questa decisione perché l’attentato a Christchurch ha fatto cambiare idea alle persone.

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brand-news.it - 1 ora 39 min fa

Lo scorso 10 marzo si è tenuta a Barcellona la Zurich Marathon, durante la quale Asics è riuscita a produrre contenuti personalizzati su vasta scala

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wired.it - 1 ora 42 min fa
 Google Campus)(Foto: Google Campus)

Il gigante del web Google è di nuovo finito nel mirino dell’antitrust europea. Nella settimana che si apre oggi, 18 marzo, la commissaria europea alla concorrenza, Margrethe Vestager, annuncerà l’entità di una nuova multa al colosso di Mountain View per abuso di posizione dominante nei confronti di siti concorrenti in materia di pubblicità.

Secondo quanto si legge sul Financial Times, la multa riguarderebbe le pratiche scorrette di Google nell’utilizzo del suo servizio AdSense, con il quale la compagnia americana impone a siti di terze parti di inserire il suo box di ricerca all’interno delle loro pagine, limitando così la possibilità di visualizzare annunci pubblicitari di aziende concorrenti di Big G.

L’inchiesta è iniziata nel 2016, quando la Commissione europea ha cominciato a sospettare che le pratiche di Google potessero essere lesive della concorrenza, poiché avevano “artificialmente ridotto la scelta e soffocato l’innovazione nel mercato”, come si legge nel documento con cui l’Ue ha avviato il procedimento di indagine contro Google.

In sostanza, quindi, l’Antitrust sospetta che la compagnia americana abbia una posizione dominante nel mercato dell’intermediazione pubblicitaria per quanto riguarda i motori di ricerca nello spazio economico dell’Ue, coprendo anche a quote dell’80% del mercato, e quindi riducendo sensibilmente lo spazio lasciato ad aziende concorrenti.

Nel complesso, la Commissione potrebbe arrivare a infliggere una multa fino a 13 miliardi di dollari, pari al 10% dell’ultimo fatturato globale incassato da Alphabet – il conglomerato a cui fa capo anche Google –, ma molto probabilmente l’entità della sanzione sarà di molto inferiore.

Questa multa è soltanto l’ultima di una serie che la Commissione ha inflitto alla compagnia, e sempre con la motivazione di fondo di abuso di posizione dominante. Nel 2018 l’Antitrust ha condannato Google a pagare 4,34 miliardi di euro per avere imposto il suo sistema operativo Android ai dispositivi e garantirsi così una posizione privilegiata per quanto riguarda il funzionamento delle sue applicazioni contro quelle di società rivali.

Nel 2017, invece, sempre l’Ue ha costretto Google a pagare una multa di 2,42 miliardi di euro per manipolazione dei risultati di ricerca riguardo al suo servizio di shopping comparativo, Google Shopping.

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brand-news.it - 1 ora 42 min fa

Dopo aver vinto la gara che ha visto coinvolte altre 4 agenzie, Leagas Delaney Italia presenta la prima campagna integrata per Burger King

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brand-news.it - 1 ora 46 min fa

Burger King ha lanciato negli Usa l’abbonamento al caffè, che per soli 5 dollari al mese premette di bersi una tazza piccola al giorno

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brand-news.it - 1 ora 49 min fa

Apple lancia una campagna dedicata alla privacy con uno spot e una pagina dove spiega come protegga i dati dei suoi utenti e non li venda a nessuno.

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