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“Essere sempre tra i primi e sapere, ecco ciò che conta”
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brand-news.it - 6 ore 34 min fa

Anche sul più evoluto mercato inglese non sembra che questo fiorire di strutture dedicate possa trovare successo, almeno nel breve

L'articolo La voce funziona: nascono agenzie e divisioni dedicate, anche se la domanda è ancora molto bassa proviene da Brand News.

wired.it - 6 ore 37 min fa

La casa di carta, serie spagnola (il titolo originale è La casa de papel) che ha reso popolare in mezzo mondo la canzone partigiana Bella ciao, è uno dei successi imprevedibili sfornati da Netflix negli ultimi anni. I 22 episodi che compongono le prime due parti dello show incentrato sul Professore – uomo schivo, intelligentissimo e pianificatore che contatta un gruppo di criminali per simulare una rapina alla zecca di stato della Spagna – si sono conclusi con il successo della missione: dopo circa 128 ore rinchiusi nella banca con una cinquantina di ostaggi e un nugolo di poliziotti ad aspettarli fuori, i ladri riescono (quasi tutti) a farla franca superando una lista infinita di intoppi, alcuni trovando la morte, altri la libertà, altri ancora l’amore. In vista della terza parte di La casa di carta, dal 19 luglio su Netflix, ecco un riassunto dei punti più importanti.

1. I ladri

https://www.youtube.com/watch?v=sotVLYFzQlI
Nel corso dei primi 22 episodi, ogni ladro affronta una parabola personale legata allo sviluppo della rapina: il capo delle operazioni sul posto Berlino manifesta man mano una smaccata instabilità mentale e si scontra con vari colleghi – tra cui Tokyo – e intreccia una relazione sessuale deviata con l’ostaggio Ariadna. Dopo la rivelazione che è un malato terminale (nonché il fratello maggiore del Professore) si sacrifica decidendo di restare nella banca all’arrivo della polizia. Tokyo, accecata dall’amore per il giovanissimo e immaturo hacker Rio si rifiuta di fare la spia quando viene catturata dalla polizia e alla fine riesce a scappare.

Nairobi, la ragazza madre a cui hanno tolto il figlio e che ha un debole per il Professore diviene la protagonista di una ribellione alla leadership di Berlino nonché la femminista della situazione che insegna alle donne ostaggio a difendersi. Mosca, che si rivela essere il padre di Denver, finisce tra le vittime assieme a Oslo, il gemello del ladro slavo Helsinki costretto a uccidere il proprio fratello in fin di vita dopo una sparatoria.

2. La rapina

https://www.youtube.com/watch?v=Z7_x1G_v8jQ
Dopo 5 mesi di pianificazione e simulazioni in un casolare di Toledo, i ladri entrano nella zecca prendendo numerosi prigionieri. Fingendo di negoziare con la polizia, si prendono il tempo per stampare più soldi possibile nell’arco di cinque giorni. Mentre producono le banconote, i criminali con i soprannomi ispirati alle capitali scavano un tunnel destinato a regalare loro una via di fuga, a sua volta parte di un piano per assicurarsi un’altra via di uscita insospettabile.

Una serie di imprevisti – il rifiuto di Denver di uccidere l’ostaggio Monica, l’identificazione della maggior parte di loro da parte delle forze dell’ordine, il tentativo di fuga degli ostaggi capitanato da Arturo, l’ammutinamento di Tokyo prima e di Nairobi poi nei confronti di Berlino e l’irruzione di Tokyo decisa a tutto per riunirsi con Rio – movimentano il corso della rapina fino a quando, miracolosamente, i criminali riescono a defilarsi indossando abiti da normali cittadini al posto delle tute rosse da sequestratori.

3. Gli ostaggi

https://www.youtube.com/watch?v=WZf0lkEbXII
Inizialmente rassicurati da Berlino, che millanta civiltà, e dall’ordine del Professore di lasciarli in vita, finiscono sempre più coinvolti intimamente con i ladri. In particolare Monica, a cui Denver non trova il coraggio di togliere la vita perché incinta e che finisce per innamorarsi del suo aguzzino. Alison, studentessa inizialmente intimidita, viene usata più volte per tenere a bada la minaccia dell’irruzione da parte della polizia.

Ariadna, giovane terrorizzata dalla prospettiva della morte, si lascia sedurre da Berlino fingendo affetto per lui convinta sia l’unico modo per sopravvivere, salvo poi persuadersi che può impossessarsi del denaro di quest’ultimo dopo la sua inevitabile morte. Il responsabile della zecca Arturo è il fautore di vari tentativi di fuga e di molte macchinazioni che coinvolgono la collega Mercedes e Alison, tutte andate clamorosamente male.

4. La polizia

https://www.youtube.com/watch?v=DoMrLWKVx5k
Raquel, a capo della task force incaricata di catturare i ladri della Zecca, lotta strenuamente per risolvere il caso nonostante il rapporto sempre più spinoso con il collega Rubio, con cui ha avuto una relazione, e le ingerenze del capo dei servizi segreti colonnello Prieto, che suggerisce il baratto dell’ostaggio Alison (figlia di un diplomatico) al posto di un gruppo nutrito di altri prigionieri. Nel corso delle indagini incontra il Professore e senza sapere chi sia veramente lo mette a conoscenza delle indagini.

Rubio, spacciandosi per paramedico ed entrando nella banca, dà l’occasione ai ladri per farsi impiantare una cimice che rivela le mosse della polizia al Professore; rimane vittima di un incidente proprio dopo aver smascherato il rivale, ma il suo stato comatoso attira l’attenzione dello scaltro fuorilegge che finisce per farsi scoprire da Raquel. Alla fine l’amante non avrà il coraggio di fermare il criminale e lo andrà a cercare dopo aver perso il lavoro.

5. Il Professore

https://www.youtube.com/watch?v=P7KZwHaXJ7c
La chiave di volta del piano criminale e della serie, il Professore ha il  compito di dirigere e monitorare dall’esterno la polizia. Fingendosi il fantomatico Salvador si avvicina alla poliziotta Raquel, incaricata del caso, sventando i tentativi di lei di impedire il successo della rapina: prima le impedisce di trovare indizi nell’automobile di sua proprietà e nel casolare dove i ladri si sono allenati per 5 mesi, poi fa sparire e prove raccolte dall’ex di lei, esperto forense. Rigido nell’ordinare al gruppo di non intrecciare relazioni durante la missione, si innamora di Raquel ricambiato nonostante i limiti emotivi personali che fino a quel momento lo hanno condotto a una vita monacale.

Dopo aver lasciato un frammento della parrucca da clown che ha usato per infiltrarsi nell’ospedale di Rubio e indagarne lo stato, viene scoperto dalla donna, che finisce per arrestarlo. Riuscito a fuggire, lui le lascia gli indizi per rintracciarlo e alla fine della seconda stagione i due si riuniscono in una località sperduta.

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brand-news.it - 6 ore 46 min fa

In occasione del lancio del nuovo SUV Kadjar Renault e Blis, in collaborazione con OMD, hanno utilizzato i dati di localizzazione per comunicare il lancio e massimizzare il traffico verso i concessionari.

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wired.it - 6 ore 52 min fa

Ci sono personaggi che non riusciamo a immaginare giovani non perché siano nati vecchi o abbiano un atteggiamento serioso nei confronti della vita, che d’istinto giudichiamo antitetico all’età della giovinezza (che tutti fanno coincidere con la spensieratezza quando spensierata non è), ma perché hanno saputo incarnare la vecchiaia così bene e nobilmente che più che non riuscire, non vogliamo immaginarli con meno rughe e meno capelli bianchi di quelli che hanno.
Il premio Nobel José Saramago è tra questi. Tra gli ultimi giganti della letteratura, come lo definì il critico americano Harold Bloom, come romanziere, Saramago ottenne successo in tarda età, con libri splendidi, pieni di esperienza e umanità che solo un uomo invecchiato bene poteva scrivere (i primi due che mi vengono in mente: Cecità, Il vangelo secondo Gesù Cristo).

Andrea Camilleri foto Getty.

Lo stesso possiamo dire di Andre Camilleri, morto la mattina del 17 luglio a Roma. Ovvio che se si vanno a vedere le biografie dei due, si scopre che sia lo scrittore portoghese che quello italiano ne hanno fatte di cose prima di diventare famosi. Andrea Camilleri, classe 1925, aveva lavorato in Rai a partire dagli anni Cinquanta, e a teatro, portando per primo Beckett in Italia. Il suo primo romanzo era stato pubblicato nel 1978, ma il vero successo, quello che lo avrebbe reso noto in Italia e poi all’estero, era arrivato nel 1994 con La forma dell’acqua, primo romanzo poliziesco con l’ispettore Montalbano. Camilleri aveva 69 anni. Era già un anziano con i capelli e le sopracciglia bianchi e quel viso un po’ cadente da patriarca siciliano. Era il Camilleri che si sarebbe inciso nell’immaginario collettivo, ma, dicevamo, in lui la vecchiaia non è solo questione anagrafica e fisica, ma anche di lingua.

Quell’ibrido di siciliano e italiano, quella musicalità sfoggiata nei romanzi, suonano inevitabilmente come il risultato di un accumulo di esperienze, una melodia che l’uomo-artista ha trovato dopo infiniti accordi, una voce che solo gli anni possono regalare. Il vigatese, vernacolo pastoso che contiene in sé echi di cose non dette, allusioni, informazioni implicite e subliminali che vanno oltre la parola scritta ha stregato gli italiani. Quella di Camilleri, però, non è stata solo una produzione letteraria di matrice stilistica. Nei suoi romanzi, oltre alle passioni – la cucina – egli ha inserito tematiche sociali, umanitarie e fuori dalla letteratura si è speso per esprimere le proprie idee. La sua è stata una vecchiaia vissuta pienamente tra letteratura e impegno politico, arte e vita. La vecchiaia di Camilleri è stata – ed è – un antidoto ai tempi correnti dove dominano la rabbia e il cinismo, la chiusura politica ed esistenziale verso tutto ciò che è diverso e minaccia di ribaltare un equilibrio che non vogliamo accettare di non possedere già più.

Viene facile e forse un po’ retorico immaginare Camilleri su una nuvola ora, lui che si è sempre professato ateo, magari accanto a Montalbano, in quel paradiso in cui finzione e realtà convivono, entrambi con lo sguardo posato sul Mediterraneo, attenti a quel che succede tra porti chiusi, navi in rotta da sud a nord, politici, immigrati, italiani arrabbiati o pronti ad accogliere. Viene facile, ma dopo il Camilleri vecchio scrittore, è il Camilleri attento e pietoso spettatore quello che viene istintivo immaginare.

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brand-news.it - 6 ore 56 min fa

Il futuro è elettrico e sarà velocissimo. E’ quello che comunica con mirabile sintesi la campagna out of home pianificata a New York da Nissan

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brand-news.it - 6 ore 58 min fa

Contiene oltre 700 video relativi a tutte le principali caratteristiche funzionali e tecnologiche dei veicoli la nuova piattaforma digitale Video Tutorial Renault.

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brand-news.it - 7 ore 1 min fa

Axe ha creato insieme a Marvel The Fresh-Men, nuovo team di supereroi formato da ragazzi e ragazze le cui storie sono ispirate alla referenza Ice Chill.

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wired.it - 7 ore 4 min fa
emmy, big little lies

Le nomination degli Emmy 2019, annunciate in queste ore, hanno dato ai fan parecchie conferme, a partire dall’exploit dell’ottava e ultima stagione di Game of Thrones, che con le sue 32 candidature (sulle 137 totali di Hbo, contro le 117 di Netflix) ha infranto il record di nomination per un singolo ciclo di episodi. Ma hanno fatto bene anche serie acclamate come Killing Eve, Russian Doll, Better Call Saul e Chernobyl. Eppure in molti si sono stupiti di non aver visto nel parterre dei nominati titoli comunque molto rilevanti nel panorama seriale di questi ultimi anni, come The Handmaid’s Tale o Big Little Lies, che nelle scorse premiazioni avevano invece portato a casa un ricco bottino.

Nessun boicottaggio o perdita di riconoscimento critico, in realtà. La spiegazione di queste esclusioni eccellenti va ricercata nel regolamento stesso dei criteri delle candidature. Potevano essere nominate per l’edizione 2019 degli Emmy, la cui cerimonia si svolgerà il prossimo 22 settembre, solo quelle serie che avessero trasmesso la maggior parte dei loro episodi dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019. Ciò significa escludere tutti quei titoli che hanno debuttato dopo lo scorso maggio, com’è il caso appunto della terza stagione di The Handmaid’s Tale, la seconda di Big Little Lies, la quinta di Luther o novità molto apprezzate di recente come Euphoria.

Tutti questi titoli, quindi, potranno entrare in gara per l’edizione 2020, così come altre serie acclamate dalla critica, per esempio The Crown, Atlanta o Westworld, che non hanno ancora debuttato con le loro nuove stagioni. In molti, fra l’altro, sono convinti che quest’anno i network abbiano scelto espressamente di far partire i loro titoli di punta in ritardo rispetto al solito, e quindi fuori dalla finestra papabile per le nomination 2019, consci del fatto che Game of Thrones avrebbe fatto incetta di candidature (e con molta probabilità di premi), in qualche modo occupando troppi posti appetibili. La competizione si riaprirà dunque l’anno prossimo e si prospetta essere ancora più agguerrita.

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